Economia

Borse euforiche, Piazza Affari bene con le banche: +0,8%

Forti acquisti sui listini europei dopo le tensioni dell'ultima settimana. Tokyo chiusa per festività, bene le asiatche. Spread in calo, il petrolio torna sopra 60 dollari

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MILANO - Le Borse tornano a correre dopo una settimana difficile per tutte le principali piazze finanziarie, accelerando con il tono positivo dei primi scambi a Wall Street. Milano termina in rialzo dello 0,77%, le altre fanno meglio: Londra sale dell'1,19%, Francoforte dell'1,45% e Parigi dell'1,2%. A Piazza Affari si segnalano i rialzi di Fca e tra le banche quelli di Banco Bpm e Unicredit. I listini del Vecchio Continente sono in linea con quanto si è visto sui mercati asiatici, dove Tokyo è però rimasta chiusa per festività. Wall Street continua il recupero di venerdì scorso: quando terminano gli scambi europei, il Dow Jones si issa al +1,1%, lo S&P500 sale dello 0,6% e il Nasdaq aggiunge l'1%.

L'euro chiude sotto 1,23 dollari, con il biglietto verde che alla fine della settimana scorsa ha rialzato la testa per l'aspettativa di un aumento dei tassi Usa. La moneta europea passa di mano a 1,2275 dollari (aveva aperto a 1,2282) e 133,18 yen. Dollaro/yen frena a 108,50.

Lo spread tra Btp e Bund chiude stabile in area 127 punti base, con il rendimento del decennale al 2,03%. Rendimenti in leggera salita per i 6,5 miliardi di Bot annuali messi in asta oggi dal Tesoro, in crescita a a -0,401% dal precedente minimo di -0,42% segnato un mese fa. La domanda ha raggiunto i 9,68 miliardi di euro.

In una giornata povera di spunti sul fronte macroeconomico, si guarda prevalentemente al rapporto mensile dell'Opec. A New York il petrolio ha riconquistato la soglia dei 60 dollari al barile, persa venerdì scorso quando a un certo punto era stata rotta al ribasso anche quella dei 59 dollari. In quella seduta il contratto marzo aveva chiuso in ribasso del 3,19% a 59,20 dollari al barile con un bilancio settimanale pari a un -9,5%, il peggiore dal novembre 2016. Alla chiusura degli scambi Ue, il contratto oscilla intorno alla soglia dei 60 dollari. A risollevare le quotazioni, oltre al rimbalzo dell'azionario mondiale, è l'ottimismo del cartello sulla domanda globale.