Leonardi: “Centomila in pensione prima con Ape e Rita”
Valentina Conte , di VALENTINA CONTEIl consigliere economico di Palazzo Chigi fa il punto sui meccanismi di pensionamento anticipato. "Criteri più giusti che in passato"
"Tra il 2017 e il 2020 andranno in pensione anticipata più di 100 mila persone. E con criteri più giusti e obiettivi delle salvaguardie del passato. Un risultato non scontato". Marco Leonardi, consigliere economico di Palazzo Chigi, rivendica il lavoro del governo sul pacchetto previdenziale: Ape sociale, volontario, aziendale. E anche la Rita, la quarta modalità per anticipare la pensione usando i fondi integrativi.
Non sono mancati problemi. Due terzi delle domande di Ape sociale sono stati respinti, ad esempio. Un flop?
"Abbiamo avuto problemi di implementazione: è vero. Per questo siamo intervenuti allargando la platea e facilitando le procedure. Non dimentichiamo che molte domande sono prive dei requisiti. Per i lavoratori impiegati in attività pesanti abbiamo disposto, ad esempio, che il datore di lavoro dichiari la gravosità ben prima della domanda di Ape".
Intanto però le quattro categorie aggiuntive di &qu…
Non sono mancati problemi. Due terzi delle domande di Ape sociale sono stati respinti, ad esempio. Un flop?
"Abbiamo avuto problemi di implementazione: è vero. Per questo siamo intervenuti allargando la platea e facilitando le procedure. Non dimentichiamo che molte domande sono prive dei requisiti. Per i lavoratori impiegati in attività pesanti abbiamo disposto, ad esempio, che il datore di lavoro dichiari la gravosità ben prima della domanda di Ape".
Intanto però le quattro categorie aggiuntive di &qu…
"Tra il 2017 e il 2020 andranno in pensione anticipata più di 100 mila persone. E con criteri più giusti e obiettivi delle salvaguardie del passato. Un risultato non scontato". Marco Leonardi, consigliere economico di Palazzo Chigi, rivendica il lavoro del governo sul pacchetto previdenziale: Ape sociale, volontario, aziendale. E anche la Rita, la quarta modalità per anticipare la pensione usando i fondi integrativi.
Non sono mancati problemi. Due terzi delle domande di Ape sociale sono stati respinti, ad esempio. Un flop?
"Abbiamo avuto problemi di implementazione: è vero. Per questo siamo intervenuti allargando la platea e facilitando le procedure. Non dimentichiamo che molte domande sono prive dei requisiti. Per i lavoratori impiegati in attività pesanti abbiamo disposto, ad esempio, che il datore di lavoro dichiari la gravosità ben prima della domanda di Ape".
Intanto però le quattro categorie aggiuntive di "gravosi" - agricoltori, marittimi, pescatori e siderurgici - non possono neanche inviare le domande perché l'Inps non sa come individuarli...
"Il decreto del ministero del Lavoro che esenta tutte le 15 categorie, comprese le quattro nuove, da quota 67 (l'aumento automatico dell'età di uscita, ndr) è pronto. Ed è pronta anche la circolare Inps che amplia la platea dell'Ape sociale nel 2018 alle mamme con figli, ai lavoratori a termine, ai caregivers e ai gravosi, appunto. Lì si fa riferimento ai codici Istat che definiscono le singole mansioni".
La commissione mista per includere altri mestieri pesanti, come da accordo con i sindacati, non è ancora partita. Perché?
"Manca il decreto. Ma ce la faremo prima delle elezioni. Una norma di ingaggio, senza specificare i componenti".
Dissidi sulle nomine?
"Nessuna questione politica. Si tratta di una commissione tecnica che si riunisce nella sede dell'Istat, guidata dal presidente dell'Istat. I suoi membri sono funzionari di ministeri, Inps, Inail, sindacati. Nulla di più".
Puntate molto sull'Ape volontaria. Il simulatore Inps non è proprio immediato, tra pensione lorda e rata netta...
"Abbiamo già registrato 90 mila simulazioni e 2.400 domande di certificazione in soli due giorni. Risultati incoraggianti. Contiamo sull'apporto dei patronati per guidare chi ne ha bisogno".
Avete speso molte energie e soldi sui pensionati. A scapito dei giovani, travolti da una nuova ondata di contratti precari. Si poteva fare di più?
"Abbiamo reso strutturali gli sgravi sui contributi per gli under 35 quest'anno e under 29 dal prossimo. La decontribuzione è talmente importante che molti partiti la rilanciano nei programmi elettorali".
A riprova che l'ostacolo più grande in Italia è il costo del lavoro, non l'articolo 18 abolito dal Jobs Act?
"Gli incentivi non funzionano senza il Jobs Act. Il problema in Italia è la durata della transizione dalla precarietà alla stabilità, tra le più lunghe in Europa. Gli sgravi permanenti servono ad accelerarla".
E l'assegno di ricollocazione esteso a tutti è operativo?
"Lo deve diventare al più presto per consentire anche ai cassintegrati di usufruirne".
Non sono mancati problemi. Due terzi delle domande di Ape sociale sono stati respinti, ad esempio. Un flop?
"Abbiamo avuto problemi di implementazione: è vero. Per questo siamo intervenuti allargando la platea e facilitando le procedure. Non dimentichiamo che molte domande sono prive dei requisiti. Per i lavoratori impiegati in attività pesanti abbiamo disposto, ad esempio, che il datore di lavoro dichiari la gravosità ben prima della domanda di Ape".
Intanto però le quattro categorie aggiuntive di "gravosi" - agricoltori, marittimi, pescatori e siderurgici - non possono neanche inviare le domande perché l'Inps non sa come individuarli...
"Il decreto del ministero del Lavoro che esenta tutte le 15 categorie, comprese le quattro nuove, da quota 67 (l'aumento automatico dell'età di uscita, ndr) è pronto. Ed è pronta anche la circolare Inps che amplia la platea dell'Ape sociale nel 2018 alle mamme con figli, ai lavoratori a termine, ai caregivers e ai gravosi, appunto. Lì si fa riferimento ai codici Istat che definiscono le singole mansioni".
La commissione mista per includere altri mestieri pesanti, come da accordo con i sindacati, non è ancora partita. Perché?
"Manca il decreto. Ma ce la faremo prima delle elezioni. Una norma di ingaggio, senza specificare i componenti".
Dissidi sulle nomine?
"Nessuna questione politica. Si tratta di una commissione tecnica che si riunisce nella sede dell'Istat, guidata dal presidente dell'Istat. I suoi membri sono funzionari di ministeri, Inps, Inail, sindacati. Nulla di più".
Puntate molto sull'Ape volontaria. Il simulatore Inps non è proprio immediato, tra pensione lorda e rata netta...
"Abbiamo già registrato 90 mila simulazioni e 2.400 domande di certificazione in soli due giorni. Risultati incoraggianti. Contiamo sull'apporto dei patronati per guidare chi ne ha bisogno".
Avete speso molte energie e soldi sui pensionati. A scapito dei giovani, travolti da una nuova ondata di contratti precari. Si poteva fare di più?
"Abbiamo reso strutturali gli sgravi sui contributi per gli under 35 quest'anno e under 29 dal prossimo. La decontribuzione è talmente importante che molti partiti la rilanciano nei programmi elettorali".
A riprova che l'ostacolo più grande in Italia è il costo del lavoro, non l'articolo 18 abolito dal Jobs Act?
"Gli incentivi non funzionano senza il Jobs Act. Il problema in Italia è la durata della transizione dalla precarietà alla stabilità, tra le più lunghe in Europa. Gli sgravi permanenti servono ad accelerarla".
E l'assegno di ricollocazione esteso a tutti è operativo?
"Lo deve diventare al più presto per consentire anche ai cassintegrati di usufruirne".