MILANO - L'Italia ha chiuso il 2017 con un debito pubblico di 2.256,1 miliardi, in crescita di 36,6 miliardi rispetto al lifello di fine 2016, quando il debito ammontava a 2.219,5 miliardi.
La rilevazione arriva di Bankitalia (che nell'occasione ha rivisto le statistiche degli anni precedenti) e riflette il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (51,8 miliardi), in parte compensato dalla riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (13,8 miliardi, a 29,3); l'effetto complessivo degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione del cambio hanno contenuto il debito per 1,5 miliardi.
Via Nazionale precisa che, in riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito consolidato delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 39,6 miliardi, a 2.169,1, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 3,0 miliardi, a 86,9; il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente stabile.
La rilevazione arriva di Bankitalia (che nell'occasione ha rivisto le statistiche degli anni precedenti) e riflette il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (51,8 miliardi), in parte compensato dalla riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (13,8 miliardi, a 29,3); l'effetto complessivo degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione del cambio hanno contenuto il debito per 1,5 miliardi.
Via Nazionale precisa che, in riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito consolidato delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 39,6 miliardi, a 2.169,1, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 3,0 miliardi, a 86,9; il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente stabile.