✕

Borse Ue chiudono in rosso dopo l'avvio positivo. Tokyo in gran recupero

Listini a mezzo servizio: Borse cinesi e Wall Street chiuse per festività. L'euro pesante ha zavorrato la ripresa delle Piazze del Vecchio continente, che stanno recuperando le perdite di inizio mese molto più lentamente dei listini americani
2 minuti di lettura
MILANO - I listini europei chiudono in rosso, dopo che l'indebolimento dello yen aveva portato la Borsa di Tokyo a registrare il maggior balzo da un mese e mezzo a questa parte. Dopo un inizio positivo, Milano cede l'1%, Londra cede lo 0,7%, Francoforte lo 0,6% e Parigi lo 0,5%. A Piazza Affari si guarda all'aumento di capitale del Creval da 700 milioni, oggi al via con titolo e diritto in forte calo. Da segnalare il balzo di Tenaris sull'ipotesi di dazi Usa sull'acciaio orientale.

A spingere inizialmente gli scambi era stata la chiusura di settimana positiva da parte di Wall Street: la Borsa americana ha messo in archivio la migliore ottava dal settembre 2016, recuperando più della metà delle perdite che si erano accumulate a inizio febbraio. Lo stesso non si può dire del Vecchio continente, che aveva perso quasi mille miliardi di capitalizzazione in quei giorni neri e ne ha recuperato circa un terzo, pagando il fatto che l'euro si &egrav…
MILANO - I listini europei chiudono in rosso, dopo che l'indebolimento dello yen aveva portato la Borsa di Tokyo a registrare il maggior balzo da un mese e mezzo a questa parte. Dopo un inizio positivo, Milano cede l'1%, Londra cede lo 0,7%, Francoforte lo 0,6% e Parigi lo 0,5%. A Piazza Affari si guarda all'aumento di capitale del Creval da 700 milioni, oggi al via con titolo e diritto in forte calo. Da segnalare il balzo di Tenaris sull'ipotesi di dazi Usa sull'acciaio orientale.

A spingere inizialmente gli scambi era stata la chiusura di settimana positiva da parte di Wall Street: la Borsa americana ha messo in archivio la migliore ottava dal settembre 2016, recuperando più della metà delle perdite che si erano accumulate a inizio febbraio. Lo stesso non si può dire del Vecchio continente, che aveva perso quasi mille miliardi di capitalizzazione in quei giorni neri e ne ha recuperato circa un terzo, pagando il fatto che l'euro si è rafforzato e pesa sulle prospettive dell'export della regione. Oggi i listini sono a mezzo servizio: chiusa la Cina e Hong Kong per il Capodanno, così come gli Usa per il Presidents' Day. Tokyo ha segnato un progresso dell'1,97% con il Nikkei e del 2,17% con il Topix. La seduta di venerdì scorso ha lasciato anche qualche segnale di distensione sul fronte del rendimento dei Treasury: nonostante la crescita dell'inflazione americana abbia battuto le attese, infatti, alla fine dell'ottava il rendimento del decennale è sceso sotto il 2,9%, dopo aver sfiorato il 3% nei giorni precedenti.

Apertura in calo per lo spread fra Btp e Bund. Il differenziale segna 127 punti dopo i primi scambi contro i 130 della chiusura di venerdì. Il rendimento del decennale italiano è pari all'1,99%. Il biglietto verde resta debole ma frena la sua caduta. L'euro chiude in calo sotto quota 1,24 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,2395 dollari e 132,06 yen. Il biglietto verde resta debole ma frena la sua caduta; stabile dollaro/yen a 106,53. Nei giorni scorsi la valuta europea è volata sopra quota 1,25 dollari al top da tre anni, sulla scia dell'aspettativa di una riduzione del Qe da parte della Bce. La debolezza del biglietto verde è invece legata all'aumento del deficit di bilancio degli Stati Uniti, dopo le manovre messe in atto dall'amministrazione Trump.

Nel giorno dell'Eurogruppo che ha indicato lo spagnolo De Guindos per il ruolo di vicepresidente della Bce, l'agenda macroeconomica è scarica. Si segnala il +0,1% segnato dalla produzione nel settore delle costruzioni a dicembre nell'Eurozona, per un saldo del 2017 al +2,4%. La crescita del Pil dell'area Ocse nel quarto trimestre del 2017 ha segnato un rallentamento a +0,6% da +0,7% nel trimestre precedente, in base alle stime provvisorie diffuse dall'ocse. Per la prima volta in otto mesi, il Giappone ha visto la propria bilancia commerciale andare in rosso, con le importazioni di combustibili fossili che hanno schiacciato i ricavi dell'export. Lo mostrano i dati diffusi dal governo. Nel primo mese del 2018 la terza economia mondiale ha registrato un deficit commerciale di 943,4 miliardi di yen (887 milioni di dollari), come non succedeva da maggio dello scorso anno.

Quanto infine alle materie prime, partenza in rialzo per il prezzo del petrolio. Il greggio Wti del Texas avanza dell'1,2% a 62,4 dollari la barile mentre il Brent del Mare del Nord cresce dello 0,7% a 65,33 dollari. Oro poco mosso con in metallo con consegna immediata che scambia a 1347,7 dollari l'oncia in Asia. Il mercato guarda alle quotazioni del dollaro che, la settimana scorsa, hanno subito diversi giorni di turbolenze.