MILANO - Il traguardo di un'inflazione al 2%, obiettivo primario della politica monetaria della Bce di Mario Draghi,si allontana, dando qualche munizione in meno ai detrattori della politica espansiva di Francoforte. Secondo le stime preliminari dell'Istat, a febbraio l'indice dei prezzi al conusmo aumenta dello 0,1% su base mensile e dello 0,6% su base annua (era +0,9% a gennaio 2018) segnando il rialzo più basso da dicembre 2016 (quando era +0,5%).
L'istituto di statistica spiega che la frenata si deve quasi esclusivamente alle componenti più volatili, specie al calo dei prezzi degli alimentari freschi (-3,2%, che invertono la tendenza da +0,4% di gennaio), rallenta la crescita dei prezzi dei beni energetici.
Se si guarda ai beni di più largo consumo, il cosiddetto carrello della spesa, il dato torna addirittura negativo a -0,1%, ai livelli di novembre 2016. A febbraio i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, diminuiscono dello 0,2% su base mensile e dello 0,1% su base annua (invertendo la tendenza del +1,2% registrato a gennaio).
BATTUTA D'ARRESTO IN EUROPA
Il dato italiano è in linea con una frenata dei prezzi registrata in tutta Europa. L'inflazione su base annuale
nell'Eurozona a febbraio dovrebbe scendere a 1,2%, dall'1,3% registrato a gennaio, secondo la stima di Eurostat.
L'istituto statistico europeo indica che tra le diverse componenti, l'energia dovrebbe far registrare il tasso più alto a 2,1% (rispetto a 2,2% in gennaio), seguito dai servizi (1,3% rispetto a 1,2% di gennaio), da cibo, alcol e tabacco (1,1% rispetto a 1,9%) e dai beni industriali non energetici (0,7% da 0,6% di gennaio).
L'istituto di statistica spiega che la frenata si deve quasi esclusivamente alle componenti più volatili, specie al calo dei prezzi degli alimentari freschi (-3,2%, che invertono la tendenza da +0,4% di gennaio), rallenta la crescita dei prezzi dei beni energetici.
Se si guarda ai beni di più largo consumo, il cosiddetto carrello della spesa, il dato torna addirittura negativo a -0,1%, ai livelli di novembre 2016. A febbraio i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, diminuiscono dello 0,2% su base mensile e dello 0,1% su base annua (invertendo la tendenza del +1,2% registrato a gennaio).
BATTUTA D'ARRESTO IN EUROPA
Il dato italiano è in linea con una frenata dei prezzi registrata in tutta Europa. L'inflazione su base annuale
nell'Eurozona a febbraio dovrebbe scendere a 1,2%, dall'1,3% registrato a gennaio, secondo la stima di Eurostat.
L'istituto statistico europeo indica che tra le diverse componenti, l'energia dovrebbe far registrare il tasso più alto a 2,1% (rispetto a 2,2% in gennaio), seguito dai servizi (1,3% rispetto a 1,2% di gennaio), da cibo, alcol e tabacco (1,1% rispetto a 1,9%) e dai beni industriali non energetici (0,7% da 0,6% di gennaio).