Economia

Spese e tariffe salgono più dei redditi. Federconsumatori: "Così le famiglie sono più povere"

(fotogramma)
Lo studio dell'associazione sugli anni 2013-2018. Aumentano le diseguaglianze: forte squilibrio tra entrate e uscite delle famiglie a seconda degli inquadramenti professionali
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MILANO - Salute e alimentazione sono i due terreni fertili delle diseguaglianze in Italia, ferita aperta dalla grande recessione dalla quale il Paese faticosamente prova a tirarsi fuori. Una ferita che si riflette nella vita quotidiana e nella gestione del portafoglio familiare, sulla quale si è concentrata l'analisi di Federconsumatori secondo la quale la corsa di prezzi e tariffe, nonostante il momento stagnante dell'inflazione, è maggiore rispetto all'adeguamento sul fronte dei redditi. "Il dato che emerge con maggiore rilevanza e che deve far riflettere, infatti, riguarda proprio il divario esistente tra tali indicatori: la spesa cresce di oltre un terzo rispetto ai redditi", dice l'associazione.

Anticipando la sintesi, si può dire che tra 2013 e 2017 la spesa media annua delle famiglie è cresciuta complessivamente di 1.203,18 euro (di 1.881,81 euro ampliando il confronto alle previsioni per il 2018). I prezzi e le tariffe sono cresciuti di 3.500,30 euro (di 4.448,04 euro nel confronto con il 2018). I redditi, invece, sono cresciuti mediamente di 1056,00 euro (e di 1277,00 euro contando il 2018). "Emerge chiaramente un complessivo impoverimento delle famiglie ed un consistente calo delle possibilità di acquisto. Infatti, a fronte di una crescita marginale dei propri redditi, le famiglie si sono trovate a far fronte ad una spesa sempre crescente". Detto in percentuali, nel periodo 2013-2018 il reddito medio di una famiglia è cresciuto del +4,4%; il costo della spesa, invece, è cresciuta del +6,4% (segnando una differenza di 2 punti percentuali).

I numeri presentati stamattina scendono maggiormente in dettaglio.
 
SPESA DELLE FAMIGLIE - VALORE MEDIO E CLASSIFICAZIONE PER VOCE DI SPESA
  2013 2014 2015 2016 2017 2018*
Alimentazione 5.337,24 € 5.332,72 € 5.408,66 € 5.461,78 € 5.612,36 € 5.676,91 €
Trasporti 3.503,50 € 3.565,72 € 3.589,19 € 3.616,30 € 3.731,60 € 3.791,42 €
Abbigliamento e calzature 1.294,73 € 1.323,65 € 1.359,65 € 1.403,75 € 1.426,20 € 1.481,22 €
Bollette/utenze 3.218,71 € 3.144,13 € 3.129,03 € 3.118,76 € 3.209,48 € 3.396,70 €
Manutenzione abitazione 326,18 € 334,06 € 335,92 € 338,80 € 341,85 € 343,98 €
Fitti figurativi 7.176,04 € 7.144,15 € 7.078,21 € 7.058,16 € 7.079,42 € 7.112,36 €
Ricreazione, cultura 1.453,00 € 1.463,23 € 1.489,61 € 1.525,20 € 1.541,60 € 1.612,40 €
Comunicazioni 760,28 € 776,12 € 749,81 € 757,31 € 778,12 € 791,35 €
Mobili e servizi per la casa 1.146,81 € 1.164,34 € 1.159,68 € 1.182,28 € 1.201,33 € 1.266,95 €
Istruzione 151,26 € 156,17 € 162,95 € 171,75 € 178,55 € 188,41 €
Salute 1.119,47 € 1.142,64 € 1.159,65 € 1.189,16 € 1.196,20 € 1.211,93 €
Alcolici e tabacchi 465,16 € 498,65 € 509,00 € 545,26 € 554,30 € 563,94 €
Servizi ricettivi e di ristorazione 1.403,34 € 1.453,92 € 1.489,62 € 1.544,92 € 1.592,60 € 1.644,54 €
Altri beni e servizi 2.232,28 € 2.268,82 € 2.302,43 € 2.314,35 € 2.347,57 € 2.387,70 €
 
AUMENTO DEI PREZZI E DELLE TARIFFE - CLASSIFICAZIONE DETTAGLIATA PER VOCE DI SPESA
  2013 2014 2015 2016 2017 2018*
Alimentazione             69,20 €           44,90 €            98,60 €       116,00 €        161,00 €         163,70 €
Auto             26,00 €           23,00 €            12,00 €          12,00 €           18,00 €            18,20 €
Costi bancari             30,50 €           28,50 €            11,50 €          11,00 €           27,00 €            27,60 €
Tariffe autostradali             38,00 €           46,00 €            37,00 €          37,00 €           57,00 €            40,20 €
Trasporti           177,00 €         129,00 €            46,00 €          67,00 €           78,00 €         191,00 €
TARI             84,00 €           95,00 €          105,00 €          31,00 €           33,00 €            34,00 €
Tariffe luce e gas             52,00 € - 76,00 € - 65,00 €               71,00 €           68,00 €            93,84 €
Tariffe acqua             26,00 €           22,00 €            22,40 €          22,60 €           23,90 €            24,20 €
Tariffe professionali / servizi ristorazione / altro             94,00 €         106,00 €            96,00 €          72,00 €        121,00 €         134,00 €
Tariffe postali / comunicazioni             39,20 €           38,00 €            32,00 €          13,00 €           14,00 €            14,40 €
Prodotti per la casa             75,00 €           68,00 €            53,00 €          47,00 €           59,00 €            60,10 €
Scuola, mense e libri             79,00 €           81,00 €            84,00 €          93,00 €           96,00 €            96,80 €
Ticket sanitari             21,00 €           43,00 €            38,00 €          81,00 €           41,00 €            49,70 €
Totale           810,90 €         648,40 €          570,50 €       673,60 €        796,90 €         947,74 €

La prima tabella fa riferimento alla spesa media, la seconda mette gli aumenti delle tariffe, in base ai quali nel 2017 si è registrato un aggravio di +796,90 euro e nel 2018 se ne prevede uno di +947,74 euro (nel 2013 era stato pari a +810,90 euro e nel 2014 a +648,40 euro). In totale, dal 2013 al 2017, l'aumento è stato di 3.500,30 euro, vale a dire un aumento medio annuo di circa 700,06 euro. Considerando le previsioni relative agli aumenti per il 2018 l'incremento risulta pari a 4.448,04 euro, che equivale ad una crescita media annua di circa 741,34 euro. L'aumento più consistente riguarda il settore dei trasporti in previsione nel 2018, seguito da quello registrato nel 2013 (dovuto principalmente al costo elevato dei carburanti). Ulteriori aumenti significativi rilevati sono, senza dubbio, quelli relativi al settore dell'alimentazione, sia per l'anno 2017 e, in previsione, per l'anno 2018. Particolarmente interessante, secondo l'associazione, l'andamento delle tariffe di energia elettrica e gas, la cui spesa, dopo una frenata registrata nel corso del 2014 e del 2015, è tornata a crescere dal 2016 ad oggi, specialmente a causa delle gravi e controverse modifiche avvenute nel corso degli ultimi anni, a partire dall'abolizione, per l'energia elettrica, della tariffa progressiva in base alla quale i consumatori più virtuosi erano premiati secondo la logica "a maggiori consumi corrispondono maggiori costi".

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Se queste sono le uscite, cosa accade delle entrate delle famiglie? Dal 2013 al 2017, il reddito medio di una famiglia è aumentato di 211,20 euro l'anno. Prendendo in considerazione anche i dati previsionali relativi al 2018, l'aumento del reddito medio del nucleo familiare è di 212,83 euro l'anno. Le stime effettuate per il 2018, confermano la tendenza al miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie, prevedendo un reddito medio annuo di circa 30.477,00 Euro (circa 2.539,75 euro al mese, con un +0,73% rispetto al 2017). La ricerca approfondisce le diverse dinamiche registrate dal 2013 al 2018 e per tipologia di occupazione: nel nucleo familiare il cui principale percettore è un dirigente il reddito cresce di 9 volte rispetto a quello della famiglia di un impiegato o di un pensionato e di 2,5 volte rispetto a quello della famiglia di un operaio. Nello stesso periodo, una famiglia nella quale il principale percettore è un lavoratore autonomo (libero professionista) ha conosciuto un decremento dei propri redditi del -1%.

In fin dei conti, Federconsumatori traccia "un forte squilibrio tra l'andamento della spesa e la mancata crescita dei redditi. Questo riguarda in particolare i redditi medio bassi: per questi ultimi la spesa corre più velocemente di quanto non cresca il reddito. Nel dettaglio la spesa cresce mediamente del +11% per la famiglia il cui percettore di riferimento è un impiegato, del +9% per quella in cui è un operaio o un pensionato, mentre il reddito aumenta rispettivamente del +2% per la famiglia il cui principale percettore è un impiegato o un pensionato e del +6% per quella in cui è in operaio. Tale tendenza si inverte con l'aumentare del reddito: per le famiglie il cui percettore di riferimento è un quadro o un dirigente il reddito cresce più della spesa (rispettivamente del +16% per il dirigente e +9% per il quadro)".

All'analisi, l'associazione fa discendere la richiesta alla politica: "Per eliminare le disparità economiche e reddituali è opportuno agire su diversi versanti, con strumenti rivolti da un lato all'incremento dei salari per chi ha già un'occupazione ma non riesce a far fronte alle spese, dall'altro alla creazione di buona occupazione. In tal senso è utile operare un taglio delle tasse sul lavoro ed avviare un piano di investimenti destinati allo sviluppo e alla ricerca. Inoltre, per i percettori di pensione, è necessario agire attraverso un riadeguamento degli emolumenti, in modo tale da eliminare gravi squilibri e, allo stesso tempo, sostenere una fascia che sempre più di frequente tende ad avvicinarsi alle soglie di povertà. In ultimo è indispensabile prevedere una politica di welfare basata non solo su bonus e agevolazioni, ma su un sistema di sostegno continuo e strutturale rivolto alle famiglie, che sia proporzionato alle spese che le stesse sostengono, specialmente in settori delicati e importanti quali la salute, l'istruzione e l'alimentazione".