Economia

Piazza Affari si rafforza dopo le tensoni post voto: +1,75%

Milano positiva dopo la giornata in calo vissuta ieri. Bene tutti i listini europei. Lo spread torna a 130 punti base, l'euro risale a 1,24 dollari. Gli Usa smorzano i toni della guerra commerciale

1 minuti di lettura
MILANO - Giornata positiva a Piazza Affari all'indomani degli esiti del voto, con gli investitori che non paiono preoccupati dalla prospettiva di una lunga trattativa per cercare di arrivare alla formazione di un governo. Le Borse europee chiudono in rialzo, mentre Wall Street si indebolisce dopo un buon avvio. Milano, che alla vigilia aveva contenuto le perdite, svetta con un rialzo dell'1,75%. Bene anche le altre Borse: Londra cresce dello 0,4%, Francoforte dello 0,19% e Parigi avanza dello 0,06%. Chiusura in territorio positivo
per Wall Street: il Dow Jones sale dello 0,05%, il Nasdaq dello 0,56% e lo S&P 500 dello 0,27%.

Si distendono le poche tensioni viste ieri sullo spread, protagonista di un rapido sussulto. Oggi il differenziale è in calo in area 130 punti base, con il rendimento del decennale all'1,95%. Chiusura in netto rialzo per Tokyo, con il NIkkei a +1,79%.

A Piazza Affari fa bene Telecom nel giorno del cda con al centro il piano strategico dell'ad Mos Genish e dopo la notizia dell'ingresso di Elliott nel capitale della società con il 6%. Soffre invece Saipem, che oggi ha presentato i conti 2017, con risultati sotto le attese degli analisti. Bene Fca, mentre l'ad Marchionne illustra a Ginevra le novità per la casa auto.

Sul fronte valutario. L'euro chiude sopra quota 1,24 dollari, a dimostrazione che i mercati si sentono più tranquilli e che il risultato delle elezioni italiane non fa paura. A 'pesare' sull'andamento del mercato dei cambi, va tenuto anche presente che i toni duri sulla guerra commerciale di Donald Trump ieri si sono un pò raffreddati e il presidente Usa ha collegato l'aumento dei dazi sull'acciaio e l'alluminio al negoziato per il rinnovo del Nafta con Canada e Messico. Il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, ha oggi ribadito al Congresso che "gli Usa non vogliono una guerra commerciale" e che le imposizioni ai vicini Nordamericani non ci saranno in caso di modifiche al trattato commerciale della regione. La moneta europea passa di mano a 1,2405 dollari e 131,52 yen.

Tra gli avvenimenti di macroeconmici di giornata l'Istat ha presentato la sua nota mensile sull'andamento dell'economia, sottolineando che lo scenario si mantiene favorevole. Dagli Usa si segnala che gli ordini alle fabbriche sono calati a febbraio ma leggermente meno del previsto. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del commercio, il dato è sceso dell'1,4% sul mese precedente a 491,69 miliardi di dollari mentre le previsioni erano per una flessione dell'1,5%.

Quotazioni del petrolio in calo alla chiusura dei mercati Ue: il Wti cede lo 0,3% a 62,3 dollari e il Brent lo 0,1% a 65,5 dollari. L'oro spot è in crescita dell'1,3% a 1.337 dollari l'oncia.