MILANO - L'Arabia Saudita sarebbe pronto a rinviare al 2019 l'entrata in Borsa del gigante petrolifero pubblico Aramco, inizialmente programmata per la seconda metà di quest'anno. Secondo quanto riferisce il Financial Times, la decisione è stata presa a causa di dubbi sulla valutazione del gruppo.
La quotazione di circa il 5% del gigante pubblico saudita fa parte di un piano di riforme avviato dalle autorità del Paese per ridurre la dipendenza dall'oro nero. Secondo le fonti del quotidiano il gruppo potrebbe essere valutato circa 2.000 miliardi di dollari e Londra avrebbe ancora buone possibilità di partecipare all'operazione.
Il colosso petrolifero non ha commentato le indiscrezioni del Financial Times. "Saudi Aramco continua a esaminare le opzioni per il suo ingresso in Borsa. Oltre a Tadawul, la Borsa locale, è ancora in fase di revisione una gamma di opzioni internazionali e decisioni appropriate saranno prese in modo tempestivo", si legge in una dichiarazione del gruppo saudita. Le principali Borse del mondo, come New York, Londra e Hong Kong, sperano di ottenere anche loro una fetta di torta in questa operazione che avrà luogo sul mercato saudita.
La quotazione di circa il 5% del gigante pubblico saudita fa parte di un piano di riforme avviato dalle autorità del Paese per ridurre la dipendenza dall'oro nero. Secondo le fonti del quotidiano il gruppo potrebbe essere valutato circa 2.000 miliardi di dollari e Londra avrebbe ancora buone possibilità di partecipare all'operazione.
Il colosso petrolifero non ha commentato le indiscrezioni del Financial Times. "Saudi Aramco continua a esaminare le opzioni per il suo ingresso in Borsa. Oltre a Tadawul, la Borsa locale, è ancora in fase di revisione una gamma di opzioni internazionali e decisioni appropriate saranno prese in modo tempestivo", si legge in una dichiarazione del gruppo saudita. Le principali Borse del mondo, come New York, Londra e Hong Kong, sperano di ottenere anche loro una fetta di torta in questa operazione che avrà luogo sul mercato saudita.