MILANO - Le Borse europee chiudono positive con il sostegno di Wall Street, superando i timori iniziali legati all'instabilità alla Casa Bianca, mentre a Piazza Affari si scalda la battaglia in Telecom con il fondo Elliott che dichiara oltre il 5% del capitale e lancia un manifesto agli azionisti per cambiare sei membri del cda e strategia della compagnia. Milano termina in progresso dello 0,64%, Londra dello 0,34%, Parigi aggiunge lo 0,29%. Dopo un ritardo tecnico di mezz'ora all'apertura, Francoforte chiude a +0,36%. A Piazza Affari gli investitori guardano anche al nuovo piano Eni, che comprende un dividendo 2018 in crescita del 3,75%. Wall Street tratta positiva: quando chiudono gli scambi internazionali, il Dow Jones sale dello 0,5% e il Nasdaq dello 0,1%.
Sui mercati internazionali continuano a riverberarsi le tensioni intorno alla Casa Bianca di queste ore. Il Washington Post rivela che Donald Trump intende silurare il consigliere per la Sicurezza, H.R. McMaster, ricevendo una smentita dall'entourage di Trump. Intanto il procuratore speciale Robert Mueller ha ordinato alla Trump Organisation la consegna dei documenti nell'ambito del Russiagate. Le notiize in un primo momento abbattono il dollaro, ma a fine giornata il movimento è rientrato e l'euro chiude in calo a 1,228 biglietti verdi. Lo spread fra Btp e Bund è a 137 punti con il rendimento del titolo italiano a quota 1,94%.
L'inflazione italiana ha mostrato segnali di rallentamento a febbraio. Segnali che arrivano forti anche alla Bce, visto che i prezzi dell'Eurozona di febbraio sono cresciuti dell'1,1%, variazione rivista al ribasso rispetto all'1,2% della stima flash di fine febbraio. A gennaio era dell'1,3% mentre un anno prima era al 2%. Nei 28 Paesi il tasso è sceso all'1,3% dall'1,6% di gennaio e dal 2% di febbraio 2017. A pesare di più servizi, alimentari, alcol e tabacco ed energia. Da tenere d'occhio le possibili revisioni sul rating italiano da parte di Fitch e Moody's. A febbraio la produzione industriale degli Stati Uniti è cresciuta più del previsto rimbalzando dopo il calo di gennaio, il primo dopo quattro mesi di fila in aumento: nel secondo mese dell'anno ha segnato +1,1% contro stime per +0,4%. La fiducia dei consumatori Usa è risultata in netto rialzo a marzo, al top dal 2004: le stime preliminari dell'indice Michigan salgono a 102 punti, contro i 99,7 punti di febbraio e gli attesi 99,5 punti.
In mattinata, la crescita dello yen ha portato in rosso la Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che ha lasciato sul terreno lo 0,58% a 21.676,51 punti. L'indice allargato Topix si è contratto dello 0,40% a 1.736,63 punti. Nell'insieme della settimana Tokyo è comunque cresciuta: il Nikkei ha guadagnato lo 0,97%, il Topix l'1,23 per cento. In Giappone la produzione industriale ha mostrato a gennaio un calo del 6,8% rispetto al mese precedente e un aumento del 2,5% su base annua. Haruhiko Kuroda è intanto stato riconfermato governatore della Bank of Japan dal Parlamento del Giappone.Il suo primo passo sarà sostituire il ministro delle Finanze, Taro Aso, nel meeting del G20 che si terrà a Buenos Aires i prossimi 19-20 marzo: Aso è coinvolto da uno scandalo che riguarda la presunta vendita di terreni sotto-costo. Deboli anche i listini cinesi, con Shanghai che ha perso lo 0,65% e Shenzhen in passivo dell'1,1%.
Il petrolio è in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,29% a 61,37 dollari al barile.
Sui mercati internazionali continuano a riverberarsi le tensioni intorno alla Casa Bianca di queste ore. Il Washington Post rivela che Donald Trump intende silurare il consigliere per la Sicurezza, H.R. McMaster, ricevendo una smentita dall'entourage di Trump. Intanto il procuratore speciale Robert Mueller ha ordinato alla Trump Organisation la consegna dei documenti nell'ambito del Russiagate. Le notiize in un primo momento abbattono il dollaro, ma a fine giornata il movimento è rientrato e l'euro chiude in calo a 1,228 biglietti verdi. Lo spread fra Btp e Bund è a 137 punti con il rendimento del titolo italiano a quota 1,94%.
L'inflazione italiana ha mostrato segnali di rallentamento a febbraio. Segnali che arrivano forti anche alla Bce, visto che i prezzi dell'Eurozona di febbraio sono cresciuti dell'1,1%, variazione rivista al ribasso rispetto all'1,2% della stima flash di fine febbraio. A gennaio era dell'1,3% mentre un anno prima era al 2%. Nei 28 Paesi il tasso è sceso all'1,3% dall'1,6% di gennaio e dal 2% di febbraio 2017. A pesare di più servizi, alimentari, alcol e tabacco ed energia. Da tenere d'occhio le possibili revisioni sul rating italiano da parte di Fitch e Moody's. A febbraio la produzione industriale degli Stati Uniti è cresciuta più del previsto rimbalzando dopo il calo di gennaio, il primo dopo quattro mesi di fila in aumento: nel secondo mese dell'anno ha segnato +1,1% contro stime per +0,4%. La fiducia dei consumatori Usa è risultata in netto rialzo a marzo, al top dal 2004: le stime preliminari dell'indice Michigan salgono a 102 punti, contro i 99,7 punti di febbraio e gli attesi 99,5 punti.
In mattinata, la crescita dello yen ha portato in rosso la Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che ha lasciato sul terreno lo 0,58% a 21.676,51 punti. L'indice allargato Topix si è contratto dello 0,40% a 1.736,63 punti. Nell'insieme della settimana Tokyo è comunque cresciuta: il Nikkei ha guadagnato lo 0,97%, il Topix l'1,23 per cento. In Giappone la produzione industriale ha mostrato a gennaio un calo del 6,8% rispetto al mese precedente e un aumento del 2,5% su base annua. Haruhiko Kuroda è intanto stato riconfermato governatore della Bank of Japan dal Parlamento del Giappone.Il suo primo passo sarà sostituire il ministro delle Finanze, Taro Aso, nel meeting del G20 che si terrà a Buenos Aires i prossimi 19-20 marzo: Aso è coinvolto da uno scandalo che riguarda la presunta vendita di terreni sotto-costo. Deboli anche i listini cinesi, con Shanghai che ha perso lo 0,65% e Shenzhen in passivo dell'1,1%.
Il petrolio è in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,29% a 61,37 dollari al barile.