Trump, Putin e la parabola del tacchino
Thomas L. Friedman, di THOMAS L. FRIEDMANLe strategie dei due leader: continuare a spintonare, ad arraffare, a mentire e a smentire
Molti anni fa, Clinton Bailey - esperto israeliano di beduini - mi raccontò una storiella su un capo beduino che un giorno si accorge che gli hanno rubato il tacchino preferito. Il capo beduino raduna i suoi figli e dice loro: "Figli miei, siamo in grave pericolo adesso. Mi hanno rubato il tacchino. Andate a cercarlo". I figli scoppiano a ridere e gli rispondono: "Padre, che ne devi fare di quel tacchino?" e lo ignorano.
Passano alcune settimane e a essere rubato è il cammello del capo beduino. I figli si recano da lui e gli dicono: "Padre, ti hanno rubato il cammello. Che cosa dovremmo fare?". E il capo beduino risponde: "Andate a cercare il mio tacchino". Infine, trascorse altre settimane, la figlia del capo beduino viene rapita. Così convoca i figli e dice: "È tutto a causa del tacchino! Quando hanno visto di poterlo rubare, abbiamo perso tutto". Oggi vi ho raccontato questa storiella perché…
Passano alcune settimane e a essere rubato è il cammello del capo beduino. I figli si recano da lui e gli dicono: "Padre, ti hanno rubato il cammello. Che cosa dovremmo fare?". E il capo beduino risponde: "Andate a cercare il mio tacchino". Infine, trascorse altre settimane, la figlia del capo beduino viene rapita. Così convoca i figli e dice: "È tutto a causa del tacchino! Quando hanno visto di poterlo rubare, abbiamo perso tutto". Oggi vi ho raccontato questa storiella perché…
Molti anni fa, Clinton Bailey - esperto israeliano di beduini - mi raccontò una storiella su un capo beduino che un giorno si accorge che gli hanno rubato il tacchino preferito. Il capo beduino raduna i suoi figli e dice loro: "Figli miei, siamo in grave pericolo adesso. Mi hanno rubato il tacchino. Andate a cercarlo". I figli scoppiano a ridere e gli rispondono: "Padre, che ne devi fare di quel tacchino?" e lo ignorano.
Passano alcune settimane e a essere rubato è il cammello del capo beduino. I figli si recano da lui e gli dicono: "Padre, ti hanno rubato il cammello. Che cosa dovremmo fare?". E il capo beduino risponde: "Andate a cercare il mio tacchino". Infine, trascorse altre settimane, la figlia del capo beduino viene rapita. Così convoca i figli e dice: "È tutto a causa del tacchino! Quando hanno visto di poterlo rubare, abbiamo perso tutto". Oggi vi ho raccontato questa storiella perché è utile a farci capire come e perché abbiamo fallito nell'arginare il comportamento ignobile di Donald Trump e di Vladimir Putin. Ognuno di loro ha iniziato - metaforicamente parlando - rubando un tacchino. E quando noi non abbiamo reagito, loro hanno continuato a insistere con un atteggiamento sempre più irritabile, al punto che Trump pensa di poter sparare a qualcuno nella Fifth Avenue e Putin crede di potere avvelenare una spia disobbediente a Londra e farla franca.
Il tacchino di Trump sono le sue dichiarazioni dei redditi. Durante la campagna elettorale, aveva promesso che le avrebbe rese note una volta che l'Irs (il fisco americano) avesse concluso le verifiche su di lui. Poi, una volta eletto, Trump ha detto: "Mi dispiace, non le renderò mai note". E non è successo nulla. Il tacchino di Putin è qualcosa di più grave ancora. Si tratta dell'abbattimento dell'aereo civile malese, il volo MH17, avvenuto sopra l'Ucraina il 17 luglio 2014, che provocò la morte delle 298 persone a bordo. Un'indagine internazionale guidata dagli olandesi riscontrò che i delegati di Putin in Ucraina orientale avevano chiesto alla Russia di spedire loro un lanciamissili SA-11 terra-aria che fu trasportato via terra al di là della frontiera russa in Ucraina, dove abbatté quell'aereo di linea malese (scambiandolo, probabilmente, per un aereo militare ucraino).
Trump e Putin sono della stessa stoffa. La loro strategia consiste nel continuare a spintonare, ad arraffare, a mentire e a smentire. E senza mai chiedere scusa. Quando si mente su scala industriale, la menzogna travolge tutti e tutto. Quello che il capo beduino cercava di insegnare ai suoi figli è che poteva benissimo vivere senza quel tacchino, ma non con ciò che l'impunità per il furto del tacchino implicava: quando si iniziano a erodere le regole della società, rubare - tacchini o la verità - alla fine diventa la norma. Quello che Trump sta facendo all'America, quello che Putin sta facendo al mondo è continuare a intaccare le regole. Non so che cosa possa essere sufficiente a fermarli, ma so che cosa è necessario. Gli elettori americani devono andare alle urne e infliggere una sonora batosta a questo Partito repubblicano, che Trump sovrasta come una specie invasiva. Per quanto riguarda Putin, l'unico modo di spazzarlo via è con sanzioni economiche che danneggino sul serio lui e la sua cricca corrotta di oligarchi, e con un'aggressiva cyber-campagna che metta in luce quanti soldi hanno rubato al popolo russo.
Traduzione di Anna Bissanti . © 2018, The New York Times
Passano alcune settimane e a essere rubato è il cammello del capo beduino. I figli si recano da lui e gli dicono: "Padre, ti hanno rubato il cammello. Che cosa dovremmo fare?". E il capo beduino risponde: "Andate a cercare il mio tacchino". Infine, trascorse altre settimane, la figlia del capo beduino viene rapita. Così convoca i figli e dice: "È tutto a causa del tacchino! Quando hanno visto di poterlo rubare, abbiamo perso tutto". Oggi vi ho raccontato questa storiella perché è utile a farci capire come e perché abbiamo fallito nell'arginare il comportamento ignobile di Donald Trump e di Vladimir Putin. Ognuno di loro ha iniziato - metaforicamente parlando - rubando un tacchino. E quando noi non abbiamo reagito, loro hanno continuato a insistere con un atteggiamento sempre più irritabile, al punto che Trump pensa di poter sparare a qualcuno nella Fifth Avenue e Putin crede di potere avvelenare una spia disobbediente a Londra e farla franca.
Il tacchino di Trump sono le sue dichiarazioni dei redditi. Durante la campagna elettorale, aveva promesso che le avrebbe rese note una volta che l'Irs (il fisco americano) avesse concluso le verifiche su di lui. Poi, una volta eletto, Trump ha detto: "Mi dispiace, non le renderò mai note". E non è successo nulla. Il tacchino di Putin è qualcosa di più grave ancora. Si tratta dell'abbattimento dell'aereo civile malese, il volo MH17, avvenuto sopra l'Ucraina il 17 luglio 2014, che provocò la morte delle 298 persone a bordo. Un'indagine internazionale guidata dagli olandesi riscontrò che i delegati di Putin in Ucraina orientale avevano chiesto alla Russia di spedire loro un lanciamissili SA-11 terra-aria che fu trasportato via terra al di là della frontiera russa in Ucraina, dove abbatté quell'aereo di linea malese (scambiandolo, probabilmente, per un aereo militare ucraino).
Trump e Putin sono della stessa stoffa. La loro strategia consiste nel continuare a spintonare, ad arraffare, a mentire e a smentire. E senza mai chiedere scusa. Quando si mente su scala industriale, la menzogna travolge tutti e tutto. Quello che il capo beduino cercava di insegnare ai suoi figli è che poteva benissimo vivere senza quel tacchino, ma non con ciò che l'impunità per il furto del tacchino implicava: quando si iniziano a erodere le regole della società, rubare - tacchini o la verità - alla fine diventa la norma. Quello che Trump sta facendo all'America, quello che Putin sta facendo al mondo è continuare a intaccare le regole. Non so che cosa possa essere sufficiente a fermarli, ma so che cosa è necessario. Gli elettori americani devono andare alle urne e infliggere una sonora batosta a questo Partito repubblicano, che Trump sovrasta come una specie invasiva. Per quanto riguarda Putin, l'unico modo di spazzarlo via è con sanzioni economiche che danneggino sul serio lui e la sua cricca corrotta di oligarchi, e con un'aggressiva cyber-campagna che metta in luce quanti soldi hanno rubato al popolo russo.
Traduzione di Anna Bissanti . © 2018, The New York Times