Economia

Usa e Cina tornano a parlarsi: Borse positive, ma a Wall Street crollano ancora i tecnologici

Listini europei in deciso rialzo dopo la seduta record di ieri per gli indici Usa. New York non riesce a digerire lo scandalo Cambridge Analytica e registra un nuovo tracollo dei titoli social: Twitter -12%, Facebook (oggi - 4,9%) ha perso il 18% del suo valore e 80 miliardi dall'inizio della vicenda

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MILANO - Le Borse europee centrano il rimbalzo all'indomani della seduta record di ieri a Wall Street, con il miglior guadagno visto da agosto 2015. A fare da traino all'ottimismo, gli spiragli aperti tra Usa e Cina su possibili negoziati commerciali tra i due Paesi dopo lo strappo di Trump con i dazi varati la scorsa settimana. Milano termina crescendo dello 0,9%, Londra dell'1,54%, Francoforte sale dell'1,56% e Parigi dello 0,98%. La Borsa Usa parte bene poi rallenta.

I segnali di distensione geopolitica hanno dato slancio anche a Tokyo, con il Nikkei che ha chiuso in rialzo del 2,65%. La giornata di Wall Street, iniziata in positivo, è finita male a causa, ancora una volta, dei titoli tecnologici del web e dei social. Alla chiusura delle contrattazioni in Europa il Dow Jones avanzava dello 0,5% e il Nasdaq era poco sotto la parità; poche ore dopo c'è stato il terremoto sui tecnologici, segno che la Borsa non riesce ancora a digerire l'effetto dello scandalo Cambridge Analytica: a farne le spese è soprattutto Twitter che alla fine della giornata di contrattazione lascia sul terreno il 12,03%; Facebook perde il 4,92%, Google il 4,47%, Microsoft il 4,6%, Amazon il 3,78% e Apple il 2,56%. Il Nasdaq ha ceduto infine il 2,93% e il Dow Jones l'1,44%.

Dall'inizio dello scandalo sull'uso dei dati personali dei proprio utenti, Facebook ha perso oltre 80 miliardi di dollari in termini di capitalizzazione, con il titolo che ha perso complessivamente il 18% del suo valore. Duro colpo anche alla ricchezza personale di Mark Zuckerberg che ad oggi è arrivato a perdere 14 miliardi di dollari.

A Piazza Affari brillano Exor e Ferrari mentre soffre ancora Mps, nonostante le smentite della necessità di una ricapitalizzazione. Dopo il balzo di ieri sera, l'euro si conferma in lieve rialzo sopra quota 1,24 dollari, dopo essere cresciuto fino a 1,2453 dollari.

Tra i dati macroeconomici, l'Istat vede la fiducia dei consumatori in recupero a marzo, mentre cala quella delle imprese. Diminuisce invece la fiducia delle imprese e degli operatori economici nelle prospettive dell'economia dei Paesi dell'Eurozona e l'Italia dopo la Germania, è il Paese che fa registrare il calo maggiore. E' questa l'indicazione che si ricava dall'andamento registrato a marzo dagli indici Esi (European sentiment indicator) e Bci (Business climate indicator) e reso noto oggi dalla Commissione europea.

Il prezzo del petrolio si mantiene sopra i 65 dollari al barile sui mercati. Il greggio Wti del Texas scambia a 65,5  con gli investitori che soppesano i rischi della guerra commerciale fra Usa e Cina, delle tensioni geopolitiche e i dati sulle scorte,specie degli Stati Uniti. Stabile anche l'oro a 70,5 dollari al barile. In calo l'oro a 1342 dollari l'oncia.