MILANO - Seduta tutta positiva per le Borse partite positive anche grazie agli ottimi dati arrivati dall'economia cinese, con il pil cresciuto del 6,8% nel primo trimestre, appena sopra le attese, a fronte di un dato però più deludente sul fronte della produzione industriale, salita a marzo del 6%, meno del rialzo registrato a febbraio.
Milano termina in rialzo dell'1,28%, Londra dello 0,39%, Francoforte dello 1,57% e Parigi dello 0,76%. In grande spolvero tutto il settore auto dopo che la Cina ha annunciato che entro il 2022 rimuoverà tutti i limiti esistenti per i costruttori stranieri nelle joint venture costituite per la produzione di auto, aprendo così il mercato a maggori investimenti esteri. Anche Wall Street è positiva, sostenuta dai buoni dati arrivati da molte società quotate come Goldman Sachs, Netflix (i risultati sono stati diffusi ieri) e Johnson & Johnson: alla chiusura in Europa il Dow Jones cresce dello 1,04% e il Nasdaq dell'1,63%.
Sul fronte valutario il dollaro si mantiene debole e l'euro chiude in calo sotto quota 1,24
dollari, penalizzato dal calo della fiducia degli investitori tedeschi, passata decisamente in territorio negativo ad aprile a seguito dei timori di guerra commerciale e delle preoccupazioni per il conflitto siriano. La moneta unica scende a 1,2345 dollari. Giù anche euro/yen a 132,24, mentre dollaro/yen sale a 107,12.
Tra i dati macroeconomici l'Istat ha corretto lievemente al ribasso il dato sull'inflazione a marzo (+0,8%) mentre a febbraio import ex export si sono ridotte dello 0,6%. Record positivo per il mercato del lavoro nel Regno Unito: il tasso di disoccupazione è sceso al 4,2% a febbraio, inferiore al 4,3% registrato a gennaio: il più basso dall'inizio della misurazione nel 1971.
I prezzi del petrolio in leggero calo. Il barile di Wti cede 13 centesimi a 66,09 dollari e quello di Brent 15 cent a 71,27. Ancora poco mosse le quotazioni dell'oro, con il lingotto a 1344 dollari l'oncia.
Milano termina in rialzo dell'1,28%, Londra dello 0,39%, Francoforte dello 1,57% e Parigi dello 0,76%. In grande spolvero tutto il settore auto dopo che la Cina ha annunciato che entro il 2022 rimuoverà tutti i limiti esistenti per i costruttori stranieri nelle joint venture costituite per la produzione di auto, aprendo così il mercato a maggori investimenti esteri. Anche Wall Street è positiva, sostenuta dai buoni dati arrivati da molte società quotate come Goldman Sachs, Netflix (i risultati sono stati diffusi ieri) e Johnson & Johnson: alla chiusura in Europa il Dow Jones cresce dello 1,04% e il Nasdaq dell'1,63%.
Sul fronte valutario il dollaro si mantiene debole e l'euro chiude in calo sotto quota 1,24
dollari, penalizzato dal calo della fiducia degli investitori tedeschi, passata decisamente in territorio negativo ad aprile a seguito dei timori di guerra commerciale e delle preoccupazioni per il conflitto siriano. La moneta unica scende a 1,2345 dollari. Giù anche euro/yen a 132,24, mentre dollaro/yen sale a 107,12.
Tra i dati macroeconomici l'Istat ha corretto lievemente al ribasso il dato sull'inflazione a marzo (+0,8%) mentre a febbraio import ex export si sono ridotte dello 0,6%. Record positivo per il mercato del lavoro nel Regno Unito: il tasso di disoccupazione è sceso al 4,2% a febbraio, inferiore al 4,3% registrato a gennaio: il più basso dall'inizio della misurazione nel 1971.
I prezzi del petrolio in leggero calo. Il barile di Wti cede 13 centesimi a 66,09 dollari e quello di Brent 15 cent a 71,27. Ancora poco mosse le quotazioni dell'oro, con il lingotto a 1344 dollari l'oncia.