Svezia e India insieme per l´eccellenza high tech militare da offrire sui mercati globali, nell´aerospaziale come nella cyberwar. L´accordo è alle porte, hanno cominciato a parlarne martedí a Stoccolma i premier dei due paesi, Stefan Löfvén e Narendra Modi, in negoziati assistiti da alti responsabili industriali, militari, strateghi ed esperti. I due paesi, entrambi neutrali da sempre e leader dell´idea-valore di neutralità armata, vogliono sviluppare insieme aerei militari del futuro e tecniche di guerra e cyber-difesa, fino al punto di scambiarsi con esclusiva segreti militari del massimo livello.
Narendra Modi, il carismatico premier indiano, ha cominciato ovviamente in Svezia, paese-guida del Grande Nord, un viaggio che lo porterà anche in Norvegia, Danimarca, Finlandia e Islanda. I big global players dell´economia indiana lanciano una campagna acquisti lassú, mettendosi in concorrenza aperta con i cinesi.
Con la Svezia, il tema centrale sembra la cooperazione economica, di investimenti e tecnologica sul piano militare. E ció apre a Stoccolma la chance di entrare in gioco da posizioni di forza per il progettato ordine di ben 110 aerei da caccia polivalenti dell´ultima generazione e delle generazioni future per la Indian Air Force, che da quando Gandhi e Nehru conquistarono l´indipendenza si rifornisce di aerei ovunque, e anche sviluppando industria e ingegneria aeronautica nazionale. Fino al punto che i pochi jet militari invisibili russi, i Sukhoi PAK T-50, volano solo grazie al contributo di ingegneri indiani.
Svezia e India pensano ora a sviluppare progetti comuni e a vincere insieme sul mercato globale della difesa. Per esempio con nuove versioni o successori del Saab JAS-39 Gripen, il supercaccia svedese in grado di volare con qualsiasi carburante e di decollare anche da piste in erba, esportato in tutto il mondo ma solo a paesi democratici o non impegnati in guerre d´aggressione.
Futuri progetti comuni potrebbero anche riguardare supercaccia senza pilota. O sistemi navali: gli svedesi sviluppano sottomarini invisibili, gli indiani hanno esperienza in sottomarini nucleari e vettori di bombe strategiche. La Svezia continua comunque a rifiutare di dotarsi di bombe atomiche, mentre l´India ne possiede. A Stoccolma furono elaborati piani per una mini-forza atomica solo sulla carta negli anni piú minacciosi della guerra fredda, con il poderoso cacciabombardiere polivalente Saab-32 Lansen come eventuale vettore dell´ultima istanza.
“Questo accordo sarà un importante passo avanti per lo sviluppo della nostra cooperazione nella difesa”, ha spiegato il premier svedese. I due premier hanno concordato anche di sviluppare una task force congiunta per la cybersecurity, la sicurezza contro attacchi ai sistemi internettiani militari e civili, e di scambiarsi i massimi segreti militari. “E´e sará indispensabile scambiarsi segreti aziendali e informazioni segrete andando avanti nello sviluppo e nella messa in pratica dell´accordo”, ha spiegato il ministro per le Aziende del governo minoritario socialdemocratici/verdi svedese Mikael Damberg. Ha aggiunto il ceo di Saab (l´industria svedese che produceva auto ma è nata e oggi prospera ancora come azienda dell´aerospaziale) Hakan Buskhe: “Le possibilità del bilaterale con l´India in questo campo sono spettacolari”.
Narendra Modi, il carismatico premier indiano, ha cominciato ovviamente in Svezia, paese-guida del Grande Nord, un viaggio che lo porterà anche in Norvegia, Danimarca, Finlandia e Islanda. I big global players dell´economia indiana lanciano una campagna acquisti lassú, mettendosi in concorrenza aperta con i cinesi.
Con la Svezia, il tema centrale sembra la cooperazione economica, di investimenti e tecnologica sul piano militare. E ció apre a Stoccolma la chance di entrare in gioco da posizioni di forza per il progettato ordine di ben 110 aerei da caccia polivalenti dell´ultima generazione e delle generazioni future per la Indian Air Force, che da quando Gandhi e Nehru conquistarono l´indipendenza si rifornisce di aerei ovunque, e anche sviluppando industria e ingegneria aeronautica nazionale. Fino al punto che i pochi jet militari invisibili russi, i Sukhoi PAK T-50, volano solo grazie al contributo di ingegneri indiani.
Svezia e India pensano ora a sviluppare progetti comuni e a vincere insieme sul mercato globale della difesa. Per esempio con nuove versioni o successori del Saab JAS-39 Gripen, il supercaccia svedese in grado di volare con qualsiasi carburante e di decollare anche da piste in erba, esportato in tutto il mondo ma solo a paesi democratici o non impegnati in guerre d´aggressione.
Futuri progetti comuni potrebbero anche riguardare supercaccia senza pilota. O sistemi navali: gli svedesi sviluppano sottomarini invisibili, gli indiani hanno esperienza in sottomarini nucleari e vettori di bombe strategiche. La Svezia continua comunque a rifiutare di dotarsi di bombe atomiche, mentre l´India ne possiede. A Stoccolma furono elaborati piani per una mini-forza atomica solo sulla carta negli anni piú minacciosi della guerra fredda, con il poderoso cacciabombardiere polivalente Saab-32 Lansen come eventuale vettore dell´ultima istanza.
“Questo accordo sarà un importante passo avanti per lo sviluppo della nostra cooperazione nella difesa”, ha spiegato il premier svedese. I due premier hanno concordato anche di sviluppare una task force congiunta per la cybersecurity, la sicurezza contro attacchi ai sistemi internettiani militari e civili, e di scambiarsi i massimi segreti militari. “E´e sará indispensabile scambiarsi segreti aziendali e informazioni segrete andando avanti nello sviluppo e nella messa in pratica dell´accordo”, ha spiegato il ministro per le Aziende del governo minoritario socialdemocratici/verdi svedese Mikael Damberg. Ha aggiunto il ceo di Saab (l´industria svedese che produceva auto ma è nata e oggi prospera ancora come azienda dell´aerospaziale) Hakan Buskhe: “Le possibilità del bilaterale con l´India in questo campo sono spettacolari”.