Economia

Ovs fa flop in Svizzera, partono i licenziamenti

Il gruppo italiano aveva promesso una campagna di successo nel Paese elvetico. Ma a un anno di distanza già arrivano i primi tagli

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Iniziata lo scorso anno, con l'acquisto di 163 negozi del marchio storico dell'abbigliamento elvetico Vögele, la campagna svizzera dell'italiana Ovs, si sta tramutando in una rotta. L'imprenditore Stefano Beraldo, intenzionato a far concorrenza a giganti del calibro di H&M, grazie a un utile netto che nel 2016 si è chiuso in Italia con ricavi per 1,36 miliardi di euro, aveva puntato su Vögele, forte di oltre 60 anni di storia, anche per mettere le mani sugli 800 punti di vendita che il retailer svizzero possiede, oltre che nella Confederazione, in altri paesi europei, tra cui Germania, Polonia e Belgio. "Rivolteremo Vögele come un calzino", aveva promesso il manager 42 enne, Alessandro Montalbano, inviato in Svizzera per raddrizzare le sorti dei punti di vendita Vögele, Ancora nel settembre scorso Montalbano prometteva, al quotidiano Tribune de Genève, il mantenimento dei 1000 posti di lavoro, a rischio di licenziamento, da parte di Vögele. "Anzi- aveva aggiunto il manager -ne creeremo da 150 a 200 di nuovi".

A meno di un anno di distanza, giovedì scorso, il quotidiano Blick ha scritto che le cose non stanno andando proprio così. A Pfäffikon, nel Canton Zurigo, che attira le api come il miele, Ovs ha aperto un centro di logistica, dove sono già saltati 300 impieghi. "Manca una comunicazione chiara e la gestione di Ovs è caotica", denuncia il sindacalista Arnaud Bouverat di Unia, una delle principali ornanizzazioni di lavoratori della Confederazione.

Intanto un primo negozio, a Guin, nel Canton Friburgo, ha già chiuso i battenti. Il gruppo Ovs, dal canto suo, ammette solo in parte le difficoltà: "Siamo confrontati a grandi sfide, abbiamo chiesto una riduzione dei canoni di locazione ai proprietari degli stabili che ospitano i nostri negozi ma, per il momento, non abbiamo nessuna intenzione di abbandonare la Svizzzera". "Il mio parere- spiega a Repubblica Roberto Poretti, presidente dei commmercianti di Lugano, dove pure Ovs è presente -è che le condizioni di mercato siano cambiate parecchio, in Svizzera, dove c'è una sovrabbondanza di offerta, rispetto alla domanda. Un problema di cui soffre tutto il commercio in generale". "Può darsi, inoltre- dice ancora Poretti -che gli obiettivi prefissati non siano stati raggiunti".