MILANO - Nonostante la risalita dei prezzi del greggio, vanno in rosso i conti di Saipem. Nel primo trimestre del 2018, la società di ingegneria controllata da Cassa Depositi Prestiti e partecipata da Eni, ha evidenziato un rosso per 2 milioni, contro il dato positivo per 47 milioni dei primi tre mesi dell'anno scorso. In ogni caso in miglioramento rispetto al meno 271 milioni dell'ultimo trimestre del 2018. Per risalire, ora punta sulla risalita degli investimenti nella ricerca di nuovi giacimenti di idrocarburi, nell'arbitrato con Gazprom per la commessa cancelltata del South Stream e - nelle attività di ignegneria - sullo sviluppo dell'eolico off shore in Francia.
Petrolio, investimenti al rallentatore. Con il greggio tornato verso i 70 dollari al barile e l'alleanza Opec-Russia intenzionata a prolungare i tagli alla produzione, gli esperti si attendono una ripresa degli investimenti per la ricerca di nuovi giacimenti di idrocarburi o per lo sviluppo di quelli "congelati" negli ultimi due anni. I risultati positivi sul bilancio di saipem si vedranno con le prossime trimestrali. Già nel primo trimestre, Saipem ha acquisito nuovi ordini per un totale di 1.023 milioni di euro (509 milioni di euro nel primo trimestre del 2017). Il portafoglio ordini al 31 marzo 2018 ammonta a 11.500 milioni di euro di cui 4.799 milioni di euro da realizzarsi nel 2018.
Le trattative con Gazprom. Saipem spera che arrivino buone notizie anche dalla Russia. Il riferimento è alla negoziazione sulla commessa assegnata e poi cancellata per la costruzione del South Stream, il gasdotto sotto il Mar Nero con cui il colosso russo vuole portare gas naturale in Europa del sud senza dover più passare dall'Ucraina, "Con Gazprom serve trovare una soluzione equa per entrambi e faremo il possibile per rendere praticabile questa eventualità", ha dichiarato l'amministratore delegato di Saipem, Stefano Cao, rispondendo a una domanda degli analisti durante la conference call di commento ai risultati del primo trimestre 2018. Saipem "non basa il suo futuro sulla negoziazione di arbitrati ma sull'esecuzione dei progetti". In altre parole: Gazprom ha cambiato progetto e vuole realizzare il Turkish Stream, un gasdotto con approdo in Turchia e Saipem potrebbe essere della partita, chiudendo così il contenzioso.
Tutto sulle rinnovabili. Anche Saipem ha da tempo affrontato il nodo della transizione energetica, puntando a nuovi contratti nel settore delle rinnovabili. In particolare, nell'eolico off shore: le navi attrezzate per la ricerca sul fondo marino possono essere riconvertite per la posa delle basi su cui montare le torri e le pale. Soprattutto considerando che le dimensioni dei nuovi impianti eolici sono sempre più alti e dimensioni crescenti. Saipem partecipa alle commesse per il piano di sviluppo lanciato in Francia, dove è in attesa di novità. "Posso confermare che i progetti eolici di Edf come quelli di Engie rimangono nella lista di quelli che stiamo perseguendo a livello prioritario", ha ricordato Cao. Il quale ha assicurato che "continuiamo a portare avanti il negoziato con la contropoarte Edf per i campi eolici in Francia" e di poter "confermare che le discussioni vanno avanti, però rispetto a quando queste possano materializzarsi e se si materializzano è un tema in parte fuori dal nostro controllo".
Petrolio, investimenti al rallentatore. Con il greggio tornato verso i 70 dollari al barile e l'alleanza Opec-Russia intenzionata a prolungare i tagli alla produzione, gli esperti si attendono una ripresa degli investimenti per la ricerca di nuovi giacimenti di idrocarburi o per lo sviluppo di quelli "congelati" negli ultimi due anni. I risultati positivi sul bilancio di saipem si vedranno con le prossime trimestrali. Già nel primo trimestre, Saipem ha acquisito nuovi ordini per un totale di 1.023 milioni di euro (509 milioni di euro nel primo trimestre del 2017). Il portafoglio ordini al 31 marzo 2018 ammonta a 11.500 milioni di euro di cui 4.799 milioni di euro da realizzarsi nel 2018.
Le trattative con Gazprom. Saipem spera che arrivino buone notizie anche dalla Russia. Il riferimento è alla negoziazione sulla commessa assegnata e poi cancellata per la costruzione del South Stream, il gasdotto sotto il Mar Nero con cui il colosso russo vuole portare gas naturale in Europa del sud senza dover più passare dall'Ucraina, "Con Gazprom serve trovare una soluzione equa per entrambi e faremo il possibile per rendere praticabile questa eventualità", ha dichiarato l'amministratore delegato di Saipem, Stefano Cao, rispondendo a una domanda degli analisti durante la conference call di commento ai risultati del primo trimestre 2018. Saipem "non basa il suo futuro sulla negoziazione di arbitrati ma sull'esecuzione dei progetti". In altre parole: Gazprom ha cambiato progetto e vuole realizzare il Turkish Stream, un gasdotto con approdo in Turchia e Saipem potrebbe essere della partita, chiudendo così il contenzioso.
Tutto sulle rinnovabili. Anche Saipem ha da tempo affrontato il nodo della transizione energetica, puntando a nuovi contratti nel settore delle rinnovabili. In particolare, nell'eolico off shore: le navi attrezzate per la ricerca sul fondo marino possono essere riconvertite per la posa delle basi su cui montare le torri e le pale. Soprattutto considerando che le dimensioni dei nuovi impianti eolici sono sempre più alti e dimensioni crescenti. Saipem partecipa alle commesse per il piano di sviluppo lanciato in Francia, dove è in attesa di novità. "Posso confermare che i progetti eolici di Edf come quelli di Engie rimangono nella lista di quelli che stiamo perseguendo a livello prioritario", ha ricordato Cao. Il quale ha assicurato che "continuiamo a portare avanti il negoziato con la contropoarte Edf per i campi eolici in Francia" e di poter "confermare che le discussioni vanno avanti, però rispetto a quando queste possano materializzarsi e se si materializzano è un tema in parte fuori dal nostro controllo".