✕
Il Metropolitan Hotel Parrot Cay di Turks and Caicos 

Questa stanza è una vacanza

Da Stoccolma a Parigi, dal Qatar a Londra passando, ovviamente, per le mete più belle d'Italia. Voglia di un soggiorno di stile
2 minuti di lettura
Dalle piastrelle ai ciottoli incastonati nelle pareti: l’unica cosa che Gio Ponti, il mitico Gio Ponti, non ha disegnato, nell’Hotel Parco dei Principi a Sorrento, è la vista. Spettacolare: siamo a picco sul mare. E l’azzurro delle onde e del cielo, in tutte le gradazioni, torna in ogni stanza: comprese le sedie, le celebri Leggere qui rivestite di blu. Mentre i piatti hanno motivi ispirati alle sue maioliche. Forse è per questo che l’albergo, progettato nel 1962, è ora un passaparola tra architetti e designer, che vengono qui per ammirare (e “instagrammare”). Del resto, possiamo ben considerarlo il primo design hotel d’Italia, nonché un piccolo museo della nostra creatività. Insomma, un vero hotel-destinazione (royalgroup.it/parcodeiprincipi/it). Non è l’unico. I design-addicted possono dormire in un capolavoro dell’architettura, cioè la Cité Radieuse, l’edificio-villag…
Dalle piastrelle ai ciottoli incastonati nelle pareti: l’unica cosa che Gio Ponti, il mitico Gio Ponti, non ha disegnato, nell’Hotel Parco dei Principi a Sorrento, è la vista. Spettacolare: siamo a picco sul mare. E l’azzurro delle onde e del cielo, in tutte le gradazioni, torna in ogni stanza: comprese le sedie, le celebri Leggere qui rivestite di blu. Mentre i piatti hanno motivi ispirati alle sue maioliche. Forse è per questo che l’albergo, progettato nel 1962, è ora un passaparola tra architetti e designer, che vengono qui per ammirare (e “instagrammare”). Del resto, possiamo ben considerarlo il primo design hotel d’Italia, nonché un piccolo museo della nostra creatività. Insomma, un vero hotel-destinazione (royalgroup.it/parcodeiprincipi/it). Non è l’unico. I design-addicted possono dormire in un capolavoro dell’architettura, cioè la Cité Radieuse, l’edificio-villaggio progettato negli anni ’50 da Le Corbusier a Marsiglia, dove c’è anche un piccolo albergo al terzo piano dell’Unité d’Habitation. Non perdetevi la terrazza con vista mare, che spesso ospita installazioni d’arte contemporanea. E il ristorante tutto boiserie: chiamato, non a caso, Le Ventre de l’Architecte. 
Edificio brutalista di Le Corbusier 
Atmosfera vintage anche per Looshaus am Kreuzberg, tra i monti vicino a Vienna: un piccolo hotel dimenticato, quasi fermo agli anni ’30, quando fu disegnato, come casa privata, dal grande Adolf Loos (looshaus.at). Una struttura pre-minimalista: il suo manifesto, scritto nel 1918, si intitolava Ornamento e delitto. E ancora, l’edificio in stile Bauhaus del Monte Verità, l’epicentro di quello che fu un grande esperimento intellettuale, una comunità utopica di teosofi, vegetariani e naturisti d’inizio ’900: qui, nel Canton Ticino, venivano Hermann Hesse e Isadora Duncan, Carl Gustav Jung e i dadaisti… E poi una riapertura: il Radisson Royal Blu Hotel di Arne Jacobsen, a Copenhagen (radissoncollection.com/en/royalhotel-copenhagen). Progettato nel 1960, e appena restaurato, è un’altra full immersion nel design. Anzi, un modo per sedercisi comodamente dentro: qui ci sono le mitiche Drop, Egg e Swan chair di Jacobsen, sedie e poltroncine entrate nella storia. 
Les Bains di Parigi 
Per chi invece ama le contaminazioni contemporanee, gli hotel-destinazione sono altri. Partiamo da Les Bains a Parigi (designhotels.com/les-bains), nel Marais, perché è un nuovo albergo che racconta una, anzi tre storie. Nasce alla fine del 1800 come hammam e bagno turco dove andava, tra l’altro, Proust. Poi negli anni ’80 diventa una discoteca cult, Les Bains Douches: ci andavano tutti, David Bowie, Andy Warhol, Yves Saint Laurent. Infine, il fascinoso ex produttore cinematografico Jean-Pierre Marois lo riprende in mano, e lo fa ripensare a designer diversi, tra cui Tristan Auer e Denis Montel (che sempre a Parigi ha curato il flagship store di Hermès in una vecchia piscina, in rue de Sèvres). Risultato? Il Les Bains oggi è un vero set. A partire dal pavimento: le vecchie piastrelle dell’hammam, a disegni bianchi e neri, sono state restaurate e, man mano che ci si inoltra nell’albergo, destrutturate, pixellate, mixate a inediti glitter e ricomposte in nuovi pattern. 
La spa del Mondrian di Londra 
Parigi, che ha una vocazione per lo chic e il design, vanta anche Philippe Starck, che ha firmato qui il primo, coloratissimo Mama Shelter (la catena low cost o quasi); ma anche il cinque stelle Le Royal Monceau. Continuiamo il giro del mondo? A Londra Mondrian è l’hotel creato da Tom Dixon sul Tamigi: un capolavoro di linee curve, oro e bronzo e, ovviamente, le sue lampade cult. A Stoccolma c’è Ett Hem, concepito dalla designer Ilse Crawford, ma in una casa antica, con mobili nordici vintage o custom made. Ad Amsterdam, l’Andaz; a Doha, Qatar, il Mondrian: sono gli alberghi progettati da Marcel Wanders, con il suo stile ludico e barocco insieme. Infine, una nuovissima apertura: a Helsinki, l’Hotel St. George (network Design Hotels: designhotels.com) ospita una collezione d’arte contemporanea, con un’enorme scultura-drago di Ai Weiwei. Un buon motivo per andare, o tornare, in Finlandia. E, visto che ci siamo, ripassare tutto il suo design, dai fiori giganti di Marimekko ai vasi-onda di Alvar Aalto. 
L'Andaz di Amsterdam 
L'Ett Hem di Stoccolma 
E in Italia? Il design, certo. Ma anche il passo più lento dei castelli e dei palazzi affrescati, che diventano alberghi. Come Palazzo Avino a Ravello (palazzoavino.com), dove tutte le camere hanno ceramiche di Vietri, mobili e tappeti antichi; in più un capriccio, il Lobster & Martini bar in terrazza con vista mozzafiato. O il Castello di Ugento, in Puglia, con i suoi affreschi barocchi (castellodiugento.com/), ma anche i giardini aromatici e l’orto per la nuova chef, Odette Fada.