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(lapresse)

Giuseppe Conte tra Irpef e multe non pagate: ecco le grane con il fisco

Irregolarità anche con la previdenza. Tutti i contenziosi sono stati risolti nel 2011
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"Non ho niente da dire, chiedete all'ufficio comunicazione del professore". Gerardo Cimmino, commercialista di San Giovanni Rotondo, risponde così a chi vuole sapere di più sul contenzioso con il fisco del premier incaricato, Giuseppe Conte. Ovviamente l'ufficio di comunicazione è ancora tutto da costruire. E le domande sulle tasse non pagate nel 2002 e saldate solo nel 2011 dopo la decisione di Equitalia di porre ipoteca sull'abitazione principale rimangono per ora senza risposta.

Come si è arrivati al debito di 26.257 euro e perché Conte ha deciso di pagare tutto il dovuto nel 2011 senza presentare alcun ricorso? Il grosso del debito riguarda, come ha ricostruito L'Espresso, Irpef, Irap, Iva non pagata e oltre 6 mila euro dovuti e non versati alla Cassa di previdenza forense, più qualche multa stradale e sanzioni accessorie. Ci sono i documenti della conservatoria ad attestarlo così come c'è l'…
"Non ho niente da dire, chiedete all'ufficio comunicazione del professore". Gerardo Cimmino, commercialista di San Giovanni Rotondo, risponde così a chi vuole sapere di più sul contenzioso con il fisco del premier incaricato, Giuseppe Conte. Ovviamente l'ufficio di comunicazione è ancora tutto da costruire. E le domande sulle tasse non pagate nel 2002 e saldate solo nel 2011 dopo la decisione di Equitalia di porre ipoteca sull'abitazione principale rimangono per ora senza risposta.

Come si è arrivati al debito di 26.257 euro e perché Conte ha deciso di pagare tutto il dovuto nel 2011 senza presentare alcun ricorso? Il grosso del debito riguarda, come ha ricostruito L'Espresso, Irpef, Irap, Iva non pagata e oltre 6 mila euro dovuti e non versati alla Cassa di previdenza forense, più qualche multa stradale e sanzioni accessorie. Ci sono i documenti della conservatoria ad attestarlo così come c'è l'iscrizione di ipoteca sulla prima casa per un valore doppio del debito, cioè 52.515 euro, ancora consultabile nella banca dati Cerved.
I documenti
Nelle carte si evidenzia come nel 2006 il presidente del Consiglio incaricato abbia “dimenticato di pagare l’imposta sul valore aggiunto per 15.700 euro”, a cui aggiungere gli interessi di mora, In un’altra cartella esattoriale, del 2009, il debito arriva a 26 mila euro complessivi 
Il premier incaricato nel 2001 non ha versato 7.874 euro tra Irpef, Iva, addizionali regionali e comunali. Lo stesso e per una cifra analoga (7.628 euro) nel 2003 mentre nel 2002 il debito era di 531 euro. Nel 2004 non sono state pagate due contravvenzioni elevate dalla municipale di Roma per 191 e 150 euro. Una multa più salata (431 euro) è stata ignorata nel 2005. Dal 2001 al 2008 Conte ha anche omesso i contributi alla Cassa Forense. Si tratta, tutto sommato di somme esigue, tra i 1.200 e i 2.200 euro. Gli avvocati sono tenuti a un contributo soggettivo del 15% proporzionale al reddito professionale dichiarato ai fini Irpef, a un contributo integrativo del 4% sul volume di affari soggetto ad Iva più un contributo di maternità che oggi è di 43 euro. Evidentemente in quegli anni l'attività del presidente del Consiglio incaricato era quasi esclusivamente concentrata sull'insegnamento e poco sull'attività professionale.

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Il commercialista del professore, però, martedì scorso aveva giustificato le tasse non pagate con una dimenticanza su alcune parcelle. "Bastano 4-5 ritenute mancanti sulle fatture che Conte emetteva per arrivare a quella cifra - aveva spiegato Cimmino all'Espresso - può succedere a tutti. Non si sono aperte procedure penali, solo una questione fiscale". Al contenzioso, secondo il professionista che segue il premier gialloverde, si sarebbe arrivati solo perché le cartelle esattoriali inviate da Equitalia non sarebbero state consegnate: "Il professore nel 2009 ha avuto una richiesta di documentazione inerente le sue dichiarazioni dei redditi - ha raccontato Cimmino - L'Agenzia ha mandato le comunicazioni via posta, ma il portiere non c'era. La cartolina è stata smarrita. Quando il contribuente non si presenta l'Agenzia iscrive al ruolo tutto l'Irpef sulla dichiarazione non presentata". Sarebbe bastato questo errore a far entrare Conte nel mirino di Equitalia, che va avanti e fa scattare l'ipoteca dopo un secondo avviso ignorato.

Così nel 2011 il futuro premier decide di chiudere la partita con il fisco senza contenziosi o ricorsi. Paga tutto e fa cancellare l'ipoteca dalla sua bella casa di via Giulia, a due passi da Campo de' Fiori, comprata per 450 milioni di lire nel 1999. Un affare, visto che oggi quei 130 metri quadri nel cuore di Roma valgono almeno un milione di euro.