MILANO - Dopo l'Europa, anche gli Stati Uniti danno il via libera alle nozze tra Bayer e Monsanto. Il Dipartimento alla giustizia di Washington ha approvato ieri la fusione da 66 miliardi che darà vita al maggior gruppo mondiale nel settore dell'agrochimica.
I tedeschi hanno accettato nuove condizioni oltre a quelle già imposte da Bruxelles: alcune attività nei semi e alcune linee di prodotti sono satte cedute alla Basf per 7 miliardi, ora si dovrebbe procedere anche al ridimensionamento di parte del business dell'agricoltura digitale. Dopo di che il "matrimonio infernale" - come lo chamano gli ambientalisti contrarissimi all'operazione - dovrebbe andare in porto.
Al semaforo verde mancano ancora l'ok di Messico e Canada, dati per scontati. Se non si arrivasse alla fusione entro il 14 giugno (improbabile) Monsanto avrebbe in teoria il diritto di far saltare l'intesa e trovare un acquirente disposto a pagare di più dei tedeschi.
I tedeschi hanno accettato nuove condizioni oltre a quelle già imposte da Bruxelles: alcune attività nei semi e alcune linee di prodotti sono satte cedute alla Basf per 7 miliardi, ora si dovrebbe procedere anche al ridimensionamento di parte del business dell'agricoltura digitale. Dopo di che il "matrimonio infernale" - come lo chamano gli ambientalisti contrarissimi all'operazione - dovrebbe andare in porto.
Al semaforo verde mancano ancora l'ok di Messico e Canada, dati per scontati. Se non si arrivasse alla fusione entro il 14 giugno (improbabile) Monsanto avrebbe in teoria il diritto di far saltare l'intesa e trovare un acquirente disposto a pagare di più dei tedeschi.