Economia

Borse in lieve calo, l'euro corre in attesa della Bce

La divisa unica torna sopra quota 1,18 mentre cresce l'attesa per il vertice della prossima settimana che dovrebbe dare indicazioni sulla fin del Qe. Spread in risalita

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MILANO -  Le Borse europee terminano la seduta in calo. Milano cede lo 0,18%, Francoforte lo 0,14% e Parigilo 0,08%. In liebe rialzo Londra (+0,41%).

Nel Vecchio Continente resta protagonista anche l'euro, sospinto al rialzo dalle indicazioni arrivate ieri da Bloomberg, secondo cui la Bce nel prossimo consiglio direttivo dovrebbe decidere sui tempi di uscita del programma di Quantiative Easing. La divisa europea è balzata oltre quota 1,18 dollari, dopo che soltanto una settimana fa era arrivata ad orbitare sopra quota 1,15, chiudendo a 1,1825. Del rafforzamento della moneta a scapito dello yen ha risentito positivamente Tokyo, con il Nikkei che oggi ha chiuso guadagnando lo 0,87% a 22.823,26 punti. Sul fronte italiano lo spread continua a crescere, chiudendo a 250 con il rendimento del decennale che sfiora il 3%.

Dal punto di vista dei dati macroeconomici la giornata si apre proprio con notizie poco incoraggianti sul fronte tedesco. Secondo i dati diffusi oggi dall'istituto di statistica Destatis, nello scorso aprile in Germania si è registrata una flessione di nuovi ordinativi all'industria del 2,5% rispetto al mese precedente mentre il dato tendenziale mostra un lieve decremento dello 0,1%. Deludono invece i dati sulle vendite al dettaglio, in netto calo ad aprile complice anche quest'anno la Pasqua anticipata a marzo.

In rialzo il prezzo del petrolio.  I future del Wti a luglio crescono dell'1,79% a 65,89 dollari al barile, mentre quelli ad agosto del Brent acquistano il 2,1% a 76,94 dollari. I fari sono puntati sulla riunione a Vienna del 22 giugno, che vedrà riuniti i Paesi Opec e quelli che hanno aderito all'accordo riduzione della produzione mondiale di greggio. Limite però che Russia e Arabia Sauditi sono propensi ad aumentare per compensare la riduzione delle forniture di Venezuela e Angola e per prevenire i possibili effetti che la rottura Usa dell'accordo sul nucleare potrebbe creare all'export iraniano. Stabile l'oro, a 1298 dollari l'oncia.