Condono, i grillini frenano la Lega
Roberto Petrini , di ROBERTO PETRINIScontro nella maggioranza sull'ipotesi di una sanatoria allargata. Compromesso possibile: una rottamazione-ter
Roma - Tra il "saldo e stralcio" e la "riscossione amica", entrambi citati nel fatidico contratto di governo gialloverde, è quest'ultima la strada che l'esecutivo sembra in procinto di imboccare. Dopo la reazione dei mercati, dell'Europa e di molte istituzioni economiche, l'opzione di un condono tombale, come quello del 2003 di Tremonti che fruttò quasi 20 miliardi, sembra accantonata. Troppo l'azzardo morale implicito e molte le difficoltà sul piano politico soprattutto dalle frange grilline che si attestano sulla difesa della legalità. Senza contare due obiezioni tecniche fondamentali: la prima dice che il condono è una entrata una tantum e non può essere utilizzata per finanziare misure pluriennali come la fantomatica flat tax; l'altra riguarda il gettito che nel 2002 fu consistente perché non si facevano sanatorie da molti anni ma che oggi sarebbe molto più basso (non più di …
Roma - Tra il "saldo e stralcio" e la "riscossione amica", entrambi citati nel fatidico contratto di governo gialloverde, è quest'ultima la strada che l'esecutivo sembra in procinto di imboccare. Dopo la reazione dei mercati, dell'Europa e di molte istituzioni economiche, l'opzione di un condono tombale, come quello del 2003 di Tremonti che fruttò quasi 20 miliardi, sembra accantonata. Troppo l'azzardo morale implicito e molte le difficoltà sul piano politico soprattutto dalle frange grilline che si attestano sulla difesa della legalità. Senza contare due obiezioni tecniche fondamentali: la prima dice che il condono è una entrata una tantum e non può essere utilizzata per finanziare misure pluriennali come la fantomatica flat tax; l'altra riguarda il gettito che nel 2002 fu consistente perché non si facevano sanatorie da molti anni ma che oggi sarebbe molto più basso (non più di 4-5 miliardi).
Non per niente le parole consegnate nella recente intervista del ministro dell'Economia, Giovanni Tria, sono dense di perplessità: "Sulla pace fiscale dobbiamo fare i conti e vedere cosa è possibile ottenere". Niente di più.
Così in vista della decisione di sterilizzare l'aumento dell'Iva previsto per il prossimo anno, oltre ai tagli alle spese, alle agevolazioni fiscali e la lotta all'evasione, nel menù è apparsa anche la cosiddetta "pace fiscale", che - stando alle indiscrezioni di ambienti tecnici - non dovrebbe essere altro che una rottamazione - ter. In grado di fornire circa un quarto delle coperture, non più di 2-3 miliardi.
Si tratterebbe dunque della riedizione delle due rottamazioni portate avanti con successo dai governi Renzi-Gentiloni dal novembre del 2016 fino all'estate di quest'anno (le pratiche per il pagamento si stanno completando in questi giorni). Le due operazioni hanno fornito un gettito che si potrà valutare in circa 10 miliardi (circa 7,2 previsti per la prima rottamazione e circa 2,2 per la bis). Alle due operazioni hanno aderito circa 2 milioni e mezzo di contribuenti che hanno avuto la possibilità di rottamare le cartelle di 17 anni dal 2000 al 2017: la formula è stata molto soft per lo Stato, lo sconto per i contribuenti è stato in media dal 30 al 40 per cento. Per Irpef, Irap, Ires, Inps e Inail e multe i contribuenti che non avevano pagato le cartelle delle tasse hanno dovuto corrispondere l'intera somma delle imposte dovute, senza pagare le sanzioni e gli interessi di mora che di solito raggiungono una cifra ragguardevole.
Ora la partita si gioca tutta sulle "tecnicalità" della nuova rottamazione. Il "magazzino" di cartelle rottamabili ammonta sempre alla stratosferica cifra di 50 miliardi, ma non tutte possono essere facilmente raggiungibili dall'operazione anche perché ci sono molti contribuenti falliti o deceduti.
Per questo la chiave "vincente" dovrebbe essere quella di aumentare l'appetibilità dell'adesione alla rottamazione ter per coloro che non hanno partecipato pur avendo le carte in regola per farlo. Dunque sconti maggiori: una delle ipotesi è quella di articolare per fasce la sanatoria. I debiti più piccoli verso il fisco beneficerebbero di uno sconto totale, anche sulle imposte dovute, mentre quelle medie e alte pagherebbero di più per mettersi in regola e chiudere i conti con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Fondamentale anche la rateizzazione: nelle due precedenti rottamazioni è stata articolata nell'arco di pochi mesi, nella "ter" si potrebbe pagare con rate pluriennali.
Non per niente le parole consegnate nella recente intervista del ministro dell'Economia, Giovanni Tria, sono dense di perplessità: "Sulla pace fiscale dobbiamo fare i conti e vedere cosa è possibile ottenere". Niente di più.
Così in vista della decisione di sterilizzare l'aumento dell'Iva previsto per il prossimo anno, oltre ai tagli alle spese, alle agevolazioni fiscali e la lotta all'evasione, nel menù è apparsa anche la cosiddetta "pace fiscale", che - stando alle indiscrezioni di ambienti tecnici - non dovrebbe essere altro che una rottamazione - ter. In grado di fornire circa un quarto delle coperture, non più di 2-3 miliardi.
Si tratterebbe dunque della riedizione delle due rottamazioni portate avanti con successo dai governi Renzi-Gentiloni dal novembre del 2016 fino all'estate di quest'anno (le pratiche per il pagamento si stanno completando in questi giorni). Le due operazioni hanno fornito un gettito che si potrà valutare in circa 10 miliardi (circa 7,2 previsti per la prima rottamazione e circa 2,2 per la bis). Alle due operazioni hanno aderito circa 2 milioni e mezzo di contribuenti che hanno avuto la possibilità di rottamare le cartelle di 17 anni dal 2000 al 2017: la formula è stata molto soft per lo Stato, lo sconto per i contribuenti è stato in media dal 30 al 40 per cento. Per Irpef, Irap, Ires, Inps e Inail e multe i contribuenti che non avevano pagato le cartelle delle tasse hanno dovuto corrispondere l'intera somma delle imposte dovute, senza pagare le sanzioni e gli interessi di mora che di solito raggiungono una cifra ragguardevole.
Ora la partita si gioca tutta sulle "tecnicalità" della nuova rottamazione. Il "magazzino" di cartelle rottamabili ammonta sempre alla stratosferica cifra di 50 miliardi, ma non tutte possono essere facilmente raggiungibili dall'operazione anche perché ci sono molti contribuenti falliti o deceduti.
Per questo la chiave "vincente" dovrebbe essere quella di aumentare l'appetibilità dell'adesione alla rottamazione ter per coloro che non hanno partecipato pur avendo le carte in regola per farlo. Dunque sconti maggiori: una delle ipotesi è quella di articolare per fasce la sanatoria. I debiti più piccoli verso il fisco beneficerebbero di uno sconto totale, anche sulle imposte dovute, mentre quelle medie e alte pagherebbero di più per mettersi in regola e chiudere i conti con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Fondamentale anche la rateizzazione: nelle due precedenti rottamazioni è stata articolata nell'arco di pochi mesi, nella "ter" si potrebbe pagare con rate pluriennali.