Economia

Commercio, Di Maio: sì ai tavoli sul popolo dei "senza domeniche" e sulle false coop

Il ministro dello Sviluppo Economico si è impegnato a riaprire il confronto sulle liberalizzazioni e sulle regole del lavoro cooperativo

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ROMA - Tornano finalmente ad accendersi le luci sul popolo invisibile dei "senza domeniche". Il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, incalzato dai lavoratori e dai rappresentanti dei Cobas che ha voluto incontrare davanti al portone del ministero di via Veneto dove era in corso una manifestazione di protesta, ha accettato di aprire un tavolo per rimettere mano al decreto Monti. Un provvedimento che a suo tempo ha liberalizzato gli orari di lavoro nel commercio, scatenando la lotta di commesse, commessi, magazzinieri dei grandi centri commerciali per recuperare spazio e tempo nelle loro vite. Un tema, quello del freno al lavoro festivo e domenicale, cavalcato in campagna elettorale dal M5S, ma poi scomparso dal contratto di governo e dalle prime mosse di Di Maio. "Io ho preso il treno in corsa - ha spiegato il ministro nel breve colloquio con i lavoratori - ci sono tanti problemi, di chi lavora ma anche dei datori. Dobbiamo cercare di seguire un filo conduttore, combattere la precarietà, eliminare lo sfruttamento". L'impegno ha soddisfatto ovviamente i sindacati: "E' la notizia che attendevano i circa tre milioni addetti del commercio - dice Francesco Iacovone, dell'esecutivo nazionale dei Cobas -. Ora guardiamo all’incontro e alle proposte per una nuova legge che metta al riparo i lavoratori del commercio dalla precarietà, dallo sfruttamento e dall’alienazione dei tempi di vita".
La manifestazione davanti al ministero dello Sviluppo Economico era stata organizzata in realtà per denunciare il caso dei lavoratori in difficoltà della cooperativa Pac2000 che si occupa della logistica dei marchi Conad e Todis nell'hub di Fiano Romano: "Il ministero - spiega una nota dei Cobas - ha convocato Conad per verificare le condizioni di sfruttamento a cui sono sottoposti i lavoratori in appalto della cooperativa. Servono contratti stabili e dignitosi". Anche su questo tema, e in particolare sul fenomeno delle cosiddette "coop fantasma", Di Maio ha annunciato il proprio impegno: "Convocherò i vertici delle organizzazioni cooperative per accelerare su una legge che limiti l'uso improprio che viene fatto delle persone. Cooperative che divorano il mercato e usano meccanismi di sfruttamento". Oltre al sindacato, anche l'Alleanza Cooperative (l'associazione che raggruppa le aziende del settore) ha preso atto con soddisfazione delle parole del ministro : "Governo e Parlamento trovano nell'Alleanza il partner più determinato nel contrasto alle forme di dumping, sia che vengano dalle false coop che sfruttano 100mila lavoratori, sia che vengano dalle false imprese che ne sfruttano 3,3 milioni. Una legge contro le false coop - dichiarano in una nota Maurizio Gardini, presidente dell'Alleanza, e i copresidenti Mauro Lusetti e Brenno Begani - l'abbiamo scritta e presentata alle Camere dopo aver raccolto 100mila firme per una proposta di legge di iniziativa popolare. Dopo 18 mesi di iter non se ne è fatto nulla".
Dunque, su false coop e lavoro nei giorni festivi, sembra essersi rimesso in moto il dibattito. Tutte le componenti hanno detto la loro e hanno annunciato impegni. Il popolo degli "invisibili" continua ad attendere fatti concreti.