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La fame della Cina e il nucleare francese in crisi: così crescono i consumi di gas nel mondo

(reuters)
Il consumo del 2017 è salito del 3,7%: lo dice il report globale di Snam. Il 30% della domanda aggiuntiva è arrivato da Pechino
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MILANO - La lotta all'inquinamento nella grandi citta asiatiche, la crisi del nucleare francese in Europa occidentale. Grande assente, invece, l'America Latina che ha deciso di puntare tutto sullo sviluppo delle rinnovabili. Continua anche nel 2017 la crescita del mercato del gas, l'unica tra le fonti tradizionali di energia che possa avere un futuro nei prossimi anni, nonostante la rivoluzione in corso nel settore faccia pendere il piatto della bilancia nei confronti di eolico e fotovoltaico.

Lo rivela la nuova edizione del "Global gas report", iniziativa a cura del gruppo Snam, la società leader in Europa sotto il controllo pubblico italiano attraversa la Cassa Depositi Prestiti. I dati forniti dallo studio rivelano come il 2017 sia stato un anno di crescita considerevole per il consumo di gas nel mondo, con un aumento del 3,7 per cento, molto al di sopra della media a partire dal 2010, pari all'1,8 per cento.

A trainare la crescita è stata …
MILANO - La lotta all'inquinamento nella grandi citta asiatiche, la crisi del nucleare francese in Europa occidentale. Grande assente, invece, l'America Latina che ha deciso di puntare tutto sullo sviluppo delle rinnovabili. Continua anche nel 2017 la crescita del mercato del gas, l'unica tra le fonti tradizionali di energia che possa avere un futuro nei prossimi anni, nonostante la rivoluzione in corso nel settore faccia pendere il piatto della bilancia nei confronti di eolico e fotovoltaico.

Lo rivela la nuova edizione del "Global gas report", iniziativa a cura del gruppo Snam, la società leader in Europa sotto il controllo pubblico italiano attraversa la Cassa Depositi Prestiti. I dati forniti dallo studio rivelano come il 2017 sia stato un anno di crescita considerevole per il consumo di gas nel mondo, con un aumento del 3,7 per cento, molto al di sopra della media a partire dal 2010, pari all'1,8 per cento.

A trainare la crescita è stata soprattutto al domanda delle grandi economie asiatiche, India ma soprattutto la Cina. Quest'ultima ha coperto da sola il 30 per cento del consumo aggiuntivo dell'ultimo anno. La spiegazione è molto semplice: il gas naturale andrà a sostituire soprattutto il carbone come fonte principale, in forza delle nuove campagne per la limitazione delle emissioni di C02. Questo è vero soprattutto nelle grandi aree metropolitane, dove sono maggiori i problemi di inquinamento e dove si concentra la maggior parte della popolazione.

Non per nulla, lo studio mette in evidenza come il 90 per cento della domanda aggiuntiva di gas da qui al 2040 arriverà proprio dalle aree metropolitane, con nuovi investimenti per 30-35 miliardi all'anno, legati a progetti di efficientamento degli immobili residenziali e per una diminuzione delle emissioni da parte delle imprese. Non a caso, il 2040 sarà anche l'anno in cui il gas è destinato a diventare la seconda fonte di produzione energetica arrivando finalmente a superare il carbone.

La seconda causa di un maggior incremento dell'utilizzo di gas nel corso del 2017 è da ricercare in quanto accaduto in Europa occidentale, in particolare in Francia. I transalpini dispongono del più grande parco di centrali nucleari della Ue (ben 54), nonché di tutto il mondo, ma sta cominciando a "invecchiare": negli ultimi due anni, più di un terzo degli impianti è stato fermato a rotazione per verifiche e controlli. Questo ha impedito ai francesi di esportare, come hanno sempre fatto, una quota della loro energia a basso prezzo, soprattutto in Italia e in Germania. Ecco perché l'anno scorso in questi due paesi i consumi di gas sono aumentati complessivamente del 6 per cento. Questo fa dire al rapporto come il gas i stia dimostrando sempre di più la fonte che può compensare le rinnovabili all'interno della rivoluzione energetica in atto.

Una scenario destinato a concretizzarsi nei prossimi anni, anche se nel corso del 2017, il mix energetico nel mondo non ha subito sostanziali cambiamenti. Perché questo avvenga più celermente, il gas deve vincere alcune sfide: il Gas global report le individua nei "costi competitivi" nella "sicurezza degli approvvigionamenti" e in maggiori investimenti in "sostenibilità" legati alla lotta all'inquinamento.

Dal rapporto si evidenzia come tutti i continenti, chi per la domanda come Asia e Europa, chi sul lato dell'offerta come Africa e Australia, contribuiscono alla crescita. Dato che gli Usa sono diventati autosufficienti nonché paesi esportatori grazie al boom dello shale gas, il grande assente sul palcoscenico mondiale è al momento l'America Latina, del tutto priva di progetti significatici. Ma è anche vero che ha deciso già da tempo di puntare tutte le carte sulle rinnovabili.