ROMA - Crescita più contenuta e inflazione in salita. Sono le previsioni dell'Eurozone economic outlook di Ifo, Istat e Kof. Nel secondo e terzo trimestre del 2018, il Pil della zona euro aumenterà allo stesso ritmo del primo trimestre (+0,4%), mentre nel quarto trimestre è attesa una leggera accelerazione (+0,5%). L'espansione dell'attività economica sarà guidata dagli investimenti fissi lordi, supportati dalle condizioni ancora favorevoli sul mercato del credito: nel secondo trimestre gli investimenti cresceranno allo stesso ritmo del primo trimestre (+0,5%) mentre nella seconda metà dell'anno si prevede una lieve accelerazione (+0,6%). La spesa per consumi privati è attesa aumentare a un ritmo contenuto e costante lungo l'orizzonte di previsione (+0,3%).
Riparte invece l'inflazione. A maggio l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è salit a +1,9% (+1,2% ad aprile), condizionata dall'aumento dei prezzi dell'energia. Nei primi mesi del 2018 l'inflazione core è oscillata tra +1,2% e +1,3%. "Si prevede che entrambe le misure dell'inflazione - si legge - cresceranno nell'orizzonte di previsione. L'incremento su base annua dell'indice IPCA dovrebbe attestarsi all'1,7% nel secondo trimestre e salire al 2,0% nel terzo trimestre, sostenuto dall'aumento della componente di fondo". L'aumento dei prezzi è atteso proseguire con intensità vicine ma ancora inferiori alla soglia del 2%. Ma, avverte infine l'Istat, "le tensioni politiche interne e la diffusione di misure protezionistiche a livello globale potrebbero rappresentare dei rischi al ribasso dell'attuale quadro previsivo".
Nel quarto trimestre, aggiunge ancora l'istituto di statistica, la dinamica dovrebbe rallentare, condizionata dal confronto con i forti rincari di fine 2017 dei prodotti energetici (+1,7%). Nell'orizzonte di previsione l'inflazione core è prevista in aumento, con una marcata accelerazione nella seconda metà del 2018. La previsione dell'inflazione, conclude l'Istat, si basa sull'ipotesi tecnica che nell'orizzonte di previsione il prezzo del petrolio Brent si stabilizzi a 75 dollari al barile e il tasso di cambio del dollaro rispetto all'euro rimanga a 1,17.
Riparte invece l'inflazione. A maggio l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è salit a +1,9% (+1,2% ad aprile), condizionata dall'aumento dei prezzi dell'energia. Nei primi mesi del 2018 l'inflazione core è oscillata tra +1,2% e +1,3%. "Si prevede che entrambe le misure dell'inflazione - si legge - cresceranno nell'orizzonte di previsione. L'incremento su base annua dell'indice IPCA dovrebbe attestarsi all'1,7% nel secondo trimestre e salire al 2,0% nel terzo trimestre, sostenuto dall'aumento della componente di fondo". L'aumento dei prezzi è atteso proseguire con intensità vicine ma ancora inferiori alla soglia del 2%. Ma, avverte infine l'Istat, "le tensioni politiche interne e la diffusione di misure protezionistiche a livello globale potrebbero rappresentare dei rischi al ribasso dell'attuale quadro previsivo".
Nel quarto trimestre, aggiunge ancora l'istituto di statistica, la dinamica dovrebbe rallentare, condizionata dal confronto con i forti rincari di fine 2017 dei prodotti energetici (+1,7%). Nell'orizzonte di previsione l'inflazione core è prevista in aumento, con una marcata accelerazione nella seconda metà del 2018. La previsione dell'inflazione, conclude l'Istat, si basa sull'ipotesi tecnica che nell'orizzonte di previsione il prezzo del petrolio Brent si stabilizzi a 75 dollari al barile e il tasso di cambio del dollaro rispetto all'euro rimanga a 1,17.