Economia

Borse incerte per i dazi, Milano -0,4%. Sogno Cr7, vola la Juventus

Tokyo ha segnato un calo dello 0,3%, Wall Street chiusa. L'euro si conferma sopra 1,16 dollari

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MILANO - Resta incerto il tempo sul barometro dei mercati finanziari, che faticano a vedere sprazzi di sereno nel mezzo del braccio di ferro commerciale tra Stati Uniti e Cina. La valuta cinese ha recuperato qualcosa dopo i recenti contraccolpi, rinvigorita anche dal fatto che - almeno nelle intenzioni - le autorità asiatiche non sembrano voler usare la debolezza dello yuan come arma tattica contro il protezionismo della Casa Bianca. Dopo la giornata contrastata in Asia, i listini Ue trattano deboli in una giornata che lascerà gli investitori senza il riferimento di Wall Street, chiusa in occasione della festa americana dell'Indipendenza.

Milano termina in ribasso dello 0,36% con la Juventus in forte risalita in scia alle indiscrezioni di un colpo di mercato altisonante come l'arrivo di Cristiano Ronaldo. Poco mosse anche le altre: Londra scivola dello 0,2%, Parigi riesce a tenere in positivo dello 0,07% e Francoforte resta in calo dello 0,26%. Ieri sera la Borsa Usa ha terminato gli scambi debole, con il Dow in ribasso dello 0,5% e il Nasdaq dello 0,9%. In una giornata senza particolari spunti, lo spread tra Btp e Bund tedeschi chiude stabile a 235 punti base, per il rendimento decennale italiano invariato al 2,65%.
Questa mattina la Borsa di Tokyo ha chiuso la terza seduta in ribasso segnando -0,31% sempre a causa delle tensioni commerciali tra Pechino e Washington. A fine scambi l'indice Nikkei ha ceduto 68,50 punti a 21.717,04, mentre l'indice Topix ha chiuso invariato (+0,03%) a 1.693,25 punti.

Sul fronte macreoconomico si è segnalato l'indice Markit Pmi relativo ai servizi in Giappone che è salito al 51,4 a giugno dal 51 di maggio. Ogni rilevamento sopra 50 punti indica una espansione economica. Segnali di rafforzamento anche dalla Cina, dove a giugno l'indice stilato da Caixin/Markit relativo al Pmi dei servizi è salito a 53,9 punti dai precedenti 52,9 di maggio, battendo le attese di 52,7 punti. In crescita anche l'indicatore composito, che somma l'attività nei servizi al manifatturiero, a 53 punti, dai 52,7 precedenti. Anche l'Eurozona ha passato la prova degli indicatori costruiti attraverso il sondaggio dei direttori agli acquisti delle imprese. L'indice servizi Pmi relativo all'area con la moneta unica è salito a giugno al 55,2 dal 53,8 di maggio, oltre le previsioni che indicavano un livello di 55. Buona la performance dell'Italia e della Germania con una crescita rispettivamente a 54,3 punti e 54,5 punti. L'indice finale composito della produzione dell'Eurozona scende invece al 54,9 (stima a 54,8) dal 55,1 di maggio.

L'euro si mantiene stabile sopra 1,16 dollari in chiusura di giornata, passando di mano a 1,164. Euro/yen a 128,82 e dollaro/yen a 110,343.

Tra le materie prime, infine, il petrolio cede leggermente terreno dopo i recenti rialzi e lima con la qualità Wti lo 0,2% poco sotto 74 dollari alla chiusura dei mercati Ue. Il Brent è stabile sui livelli di ieri poco sotto 78 dollari. Recupera anche l'oro, in una fase generale di debolezza, e quando terminano le contrattazioni europee guadagna lo 0,2% poco sopra 1.255 dollari l'oncia.