Economia

Borse Ue piatte nel giorno del Big bang dei dazi tra Usa e Cina

Scattano le misure commerciali e Trump minaccia di andare già oltre. Negli Stati Uniti la disoccupazione sale al 4%, ma i nuovi posti di lavoro fanno meglio delle attese. Aramco, retromarcia sulla quotazione: cala il petrolio

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MILANO - Le Borse europee chiudono piatte nella giornata in cui la Cina ha fatto partire una controffensiva commerciale ai dazi Usa, mobilitando tariffe per lo stesso valore (34 miliardi) di scambi attaccati dalle misure introdotte da Donald Trump.

Milano chiude piatta con il Ftse Mib a +0,05% alla fine degli scambi. In linea le altre: Francoforte sale dello 0,2%, Londra e Parigi intorno allo 0,1%. In mattinata le azioni cinesi avevano chiuso in positivo, nonostante la settimana resti comunque fortemente deficitaria: Shanghai ha segnato +0,49%. Tokyo ha chiuso in rialzo dell'1,12% beneficiando dello spunto giunto dagli altri listini dell'area. Dopo la buona chiusura di ieri sera, Wall Street chiude in rialzo,
con il Dow Jones che guadagna lo 0,39% a 24.451,70 punti, il Nasdaq l'1,34% a 7688,39 punti e lo S&P 500 che mette a segno un +0,84% a 2.759,72 punti. Negli Stati Uniti la disoccupazione a giugno si è attestata al 4% e i nuovi posti di lavoro creati nell'economia sono risultati 213mila, mentre il consensus era per 195mila posizioni e un tasso (calcolato su diversa base statistica) stabile al 3,8%. Rallenta la crescita dei salari orari, che salgono dello 0,2% mensile contro le previsioni di una conferma del +0,3%.

Stabile lo spread fra Btp e Bund tedesco, che ieri ha registrato un ampliamento. Il differenziale segna 242 punti, ai livelli di ieri sera, con il rendimento del decennale al 2,70%. Chiusura in rialzo per l'euro sul dollaro dopo i dati Usa sul lavoro. La moneta unica passa di mano a 1,1755 dollari e a 129,83 yen. Dollaro/yen a 110,43. Continua incessante a Piazza Affari il rialzo del titolo della Juventus, che ha ormai raggiunto i 90 cent infiammandosi per la possibilità che Cristiano Ronaldo arrivi in bianconero.

Dal fronte macro si registra la crescita più veloce del previsto della produzione industriale tedesca. A maggio, si è visto un incremento congiunturale del 2,6% dopo la contrazione dell'1,3% che si era avuta nel mese di aprile. Secondo le stime, la crescita era limitata un aumento marginale dello 0,3%. Escluse energia e costruzioni, l'aumento è stato del 2,7%. Su base annua, la produzione industriale è stata del 3,1% dopo la crescita dell'1,4% di aprile e doppia rispetto alle previsioni degli analisti. Improvviso rialzo dei salari in Giappone, nel mese di maggio. Il valore nominale dei salari cash è salito su base annua del 2,1%, rispetto al +0,6% di aprile e a un tasso più che doppio rispetto alla crescita stimata dello 0,9%. Si tratta del picco dal 1994, ma le spese delle famiglie hanno registrato ancora un calo. In Italia, la nota mensile dell'Istat mette in guardia sul rallentamento economico mentre il commercio trova uno spunto positivo a maggio.

Il petrolio è contrastato alla chiusura dei mercati Ue: il Wti sale dello 0,9% a 73,6 dollari al barile, il Brent cede mezzo punto percentuale a 77 dollari. Le quotazioni del greggio sono scese dai livelli record degli ultimi tre anni e mezzo anche per le indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, secondo cui quasi certamente l'Ipo tra le più attese del mondo, quella di Aramco, non avrà luogo. Lo sbarco in Borsa della petrolifera saudita, che sarebbe stato probabilmente il più grande della storia se si considerano le valutazioni del colosso, "è quasi certo che non si verificherà", ha detto un dirigente senior di Aramco al quotidiano americano. Stabile in avvio il prezzo dell'oro che passa di mano a 1.255 dollari l'oncia, con un calo dello 0,2%.