Decreto dignità nel caos, coperture trovate in extremis
Barbara Ardù , di BARBARA ARDU'La Ragioneria in soccorso: tasse sulle slot e riduzione dei fondi dei ministeri
ROMA - Il fantasma si è dissolto. E il decreto dignità è pronto. Ma la bollinatura non c'è ancora. C'è però l'accordo a far rientrare dalla finestra (come emendamento in fase di conversione) i voucher su turismo e agricoltura. Sono passati dieci giorni da quel 2 di luglio quando venne annunciato il decreto. Perché su alcuni punti ci sono stati problemi di copertura. Non è stata dunque la burocrazia a bloccarne il via libera, come diceva Di Maio. Il decreto in realtà è stato fermato dalla Ragioneria generale dello Stato perché alcune coperture mancavano. Cosa ben diversa. Mattarella non l'avrebbe certo potuto firmare. Lo stop alla pubblicità sui giochi e l'abolizione dello split payment avrebbero aperto dei buchi. Coperti ora dal lavoro della Ragioneria.
In quella che dovrebbe ormai essere l'ultima bozza è scritto che le misure per il contrasto al precariato saranno…
In quella che dovrebbe ormai essere l'ultima bozza è scritto che le misure per il contrasto al precariato saranno…
ROMA - Il fantasma si è dissolto. E il decreto dignità è pronto. Ma la bollinatura non c'è ancora. C'è però l'accordo a far rientrare dalla finestra (come emendamento in fase di conversione) i voucher su turismo e agricoltura. Sono passati dieci giorni da quel 2 di luglio quando venne annunciato il decreto. Perché su alcuni punti ci sono stati problemi di copertura. Non è stata dunque la burocrazia a bloccarne il via libera, come diceva Di Maio. Il decreto in realtà è stato fermato dalla Ragioneria generale dello Stato perché alcune coperture mancavano. Cosa ben diversa. Mattarella non l'avrebbe certo potuto firmare. Lo stop alla pubblicità sui giochi e l'abolizione dello split payment avrebbero aperto dei buchi. Coperti ora dal lavoro della Ragioneria.
In quella che dovrebbe ormai essere l'ultima bozza è scritto che le misure per il contrasto al precariato saranno a somma zero. Salta però il comma che prevedeva la non applicazione di alcune norme anti-precarietà. Il testo infatti non contiene più il riferimento di esclusione per l'aggravio contributivo di 0,5 punti percentuali in occasione del rinnovo di un contratto a tempo determinato, anche in somministrazione. Esclusione prima prevista in alcuni casi. Lo stop alla pubblicità sui giochi verrà coperto invece con un aumento del prelievo erariale che pesa i possessori delle macchinette collegate in rete (new slot), che salirà a partire dal 1° maggio 2019. Arriverà al 19,5 e al 6,5% sull'ammontare delle somme giocate a seconda delle tipologie degli apparecchi. Il gettito previsto è di 150 milioni per il 2019 e di 200 per gli anni a decorrere dal 2020.
Più salato il costo dell'abolizione dello split payment, che costerà da qui al 2021 ben 174 milioni di euro, che verranno recuperati da Fondi fino a oggi destinati ad altro da alcuni ministeri. Nel decreto c'è anche la salvaguardia per le maestre d'asilo con il solo diploma. Sul ritardo delle bollinature ieri è stato chiamato a rispondere, su sollecitazione di Leu, il ministro dei Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, che invece di calmare le acque le ha agitate. Tira dritto invece Luigi Di Maio: "Tra oggi (ieri, ndr) e domani ci sarà il testo definitivo", dichiara. E intanto apre ai voucher, ma solo in agricoltura e nel turismo. Non aveva dubbi il ministro dell'agricoltura Gian Marco Centinaio, che aveva promesso di convincerlo. L'ha fatto. Solo che la cosa non è passata inosservata.
Traballa il fronte Lega e M5S e si formano nuove stravaganti maggioranze trasversali, con una parte del Pd, Orlando in testa, pronto ad appoggiare i 5 Stelle. Un'idea che fa rabbrividire l'ex ministro Carlo Calenda, che chiede che il segretario Maurizio Martina smentisca. La Lega trascina con sé Forza Italia sui voucher, ma non sui contratti a termine, che alle imprese non piacciono. Fratelli d'Italia è preoccupata sui voucher. Uno scontro rimandato all'Aula della Camera, dove il decreto dovrebbe approdare il 24 luglio e dove la maggioranza gialloverde ha numeri più corposi rispetto al Senato.
In quella che dovrebbe ormai essere l'ultima bozza è scritto che le misure per il contrasto al precariato saranno a somma zero. Salta però il comma che prevedeva la non applicazione di alcune norme anti-precarietà. Il testo infatti non contiene più il riferimento di esclusione per l'aggravio contributivo di 0,5 punti percentuali in occasione del rinnovo di un contratto a tempo determinato, anche in somministrazione. Esclusione prima prevista in alcuni casi. Lo stop alla pubblicità sui giochi verrà coperto invece con un aumento del prelievo erariale che pesa i possessori delle macchinette collegate in rete (new slot), che salirà a partire dal 1° maggio 2019. Arriverà al 19,5 e al 6,5% sull'ammontare delle somme giocate a seconda delle tipologie degli apparecchi. Il gettito previsto è di 150 milioni per il 2019 e di 200 per gli anni a decorrere dal 2020.
Più salato il costo dell'abolizione dello split payment, che costerà da qui al 2021 ben 174 milioni di euro, che verranno recuperati da Fondi fino a oggi destinati ad altro da alcuni ministeri. Nel decreto c'è anche la salvaguardia per le maestre d'asilo con il solo diploma. Sul ritardo delle bollinature ieri è stato chiamato a rispondere, su sollecitazione di Leu, il ministro dei Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, che invece di calmare le acque le ha agitate. Tira dritto invece Luigi Di Maio: "Tra oggi (ieri, ndr) e domani ci sarà il testo definitivo", dichiara. E intanto apre ai voucher, ma solo in agricoltura e nel turismo. Non aveva dubbi il ministro dell'agricoltura Gian Marco Centinaio, che aveva promesso di convincerlo. L'ha fatto. Solo che la cosa non è passata inosservata.
Traballa il fronte Lega e M5S e si formano nuove stravaganti maggioranze trasversali, con una parte del Pd, Orlando in testa, pronto ad appoggiare i 5 Stelle. Un'idea che fa rabbrividire l'ex ministro Carlo Calenda, che chiede che il segretario Maurizio Martina smentisca. La Lega trascina con sé Forza Italia sui voucher, ma non sui contratti a termine, che alle imprese non piacciono. Fratelli d'Italia è preoccupata sui voucher. Uno scontro rimandato all'Aula della Camera, dove il decreto dovrebbe approdare il 24 luglio e dove la maggioranza gialloverde ha numeri più corposi rispetto al Senato.