Economia

Usa, esposto contro Cina e Ue sui "dazi ritorsivi". Borse deboli, il petrolio affonda

Gli Stati Uniti ricorrono al Wto per "tariffe illegali su alluminio e acciaio" in risposta a quelle introdotte da Washington. La crescita della Cina rallenta. Upb e Fmi tagliano le stime sul Pil italiano. Milano perde lo 0,3%

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MILANO - Seduta debole sulle Borse, con i dati contrastanti provenienti dalla Cina, dove il Pil è cresciuto più delle attese nel raffronto tra il secondo trimestre e il primo, mentre ha rallentato su base annua. Resta caldo poi il fronte del commercio internazionale, con i dazi che per il Fmi sono la più grande minaccia alla crescita.

Agli operatori asiatici sono mancati stamattina gli spunti provenienti da Tokyo, dove la Borsa è rimasta chiusa per festività. Shanghai ha perso lo 0,61% mentre Hong Kong ha recuperato la parità sul finale. Poco mossi gli scambi in Europa, dove pesa anche il rallentamento del petrolio. Milano oscilla sopra e sotto la parità nel pomeriggio e alla fine cede lo 0,32% nonostante la buona lena di Leonardo, spinta dall'annuncio del consorzio britannico per la realizzazione di un nuovo jet militare. Variazioni minime per gli altri listini: Parigi scivola dello 0,36%, all'indomani della vittoria in Coppa del Mondo, Francoforte sale dello 0,16% e Londra peggiora a -0,8% complice la debolezza delle materie prime e il rafforzamento della sterlina in particolare sul dollaro ( 1,3287 dollari per un pound). Wall Street riparte incerta: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones è sulla parità, il Nasdaq cede lo 0,2% come lo S&P500. Sullo sfondo continuano a restare le tensioni commerciali tra Usa e le principali economie del mondo.

Nuovi screzi sul fronte geopolitico. Il presidente Trump, nel corso di una intervista su Cbs, ha definito l'Europa un nemico, che negli anni si è approfittato degli Stati Uniti. Oggi ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin a Helsinki, in Finlandia, il quale ha garantito che non ci sono state interferenze russe nella campagna elettorale americana. E il libro dei dazi si arricchisce di un nuovo capitolo con Washington che si rivolge ufficialmente all'Organizzazione mondiale del commercio contro la Cina e l'Europa per "dazi illegali" su alluminio e acciaio. Gli Usa puntano il dito contro Cina, Unione Europea, Canada, Messico e Turchia per le misure ritorsive decise dopo i dazi all'alluminio e l'acciaio imposti dagli Usa. "I dazi sull'acciaio e l'alluminio imposti dal presidente Trump sono giustificati sulla base degli accordi internazionali approvati fra gli Usa e i suoi partner" si legge in un comunicato del rappresentate per il Commercio degli Usa. Invece, "i dazi decisi in ritorsione sulle esportazioni americane imposti da Cina, Unione Europea, Canada, Messico e Turchia sono completamente senza giustificazione".

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è stabile sulla piattaforma Bloomberg poco sopra 220 punti base, con il decennale italiano che rende meno del 2,6%. Chiusura in rialzo per l'euro che termina gli scambi sui mercati del vecchio continente a 1,1710 contro il dollaro. La divisa unica guadagna terreno anche sullo yen giapponese a 112,40. Stabile a 131,60 il cambio tra la valuta nipponica e il biglietto verde.

La Cina, nel pieno delle tensioni commerciali con gli Usa, ha segnato nel secondo trimestre del 2018 un Pil in crescita dell'1,8% su base congiunturale e del 6,7% su base annua: i dati, diffusi dal Ufficio nazionale di statistica, si confrontano, rispettivamente, con il +1,4% e il +6,8% del primo trimestre e il +1,4% e il +6,7% delle previsioni formulate degli economisti. La crescita su base annua rallenta, ma quella congiunturale batte le attese, spingendo a un rialzo semestrale del 6,8%. Da Pechino sono arrivati anche i dati di giugno sulle vendite al dettaglio, che hanno mostrato una crescita annua del 9% dal precedente 8,5%. Il mercato si attendeva un dato in miglioramento e pari all'8,8% su base annua. Deludente invece il +6% stampato dalla produzione industriale.

In Italia tiene banco la conversione del decreto Dignità, che tra le polemiche arriva in Parlamento. Intanto sia l'Ufficio parlamentare di bilancio che il Fmi abbassano la stima di crescita per il Belpaese. Dall'Istat si registrano invece i dati sulla bilancia commerciale italiana, con il surplus che peggiora a maggio a causa del calo delle esportazioni. Il tasso di occupazione nell'area ocse nel primo trimestre 2018 è aumentato di 0,2 punti percentuali al 68,2% della popolazione in età lavorativa, sulla spinta dell'incremento registrato in 28 dei 36 paesi dell'area. In Italia invece il tasso è rimasto stabile al 58,2%. Negli Usa le vendite al dettaglio di giugno sono salite dello 0,5%, in linea con le stime, mentre l'indice che misura il manifatturiero nell'area di New York è sceso a 22,6 punti a luglio, facendo comunque meglio delle aspettative.

Il contratto del petrolio resta debole e alla chiusura dei mercati europei il Wti perde il 3,5% a 68,5 dollari al barile. A far crollare il greggio sono le aperture americane sull'Iran. Il segretario al tesoro, Steve Mnuchin, ha detto che nonostante le sanzioni alcuni paesi potranno avere la possibilità di comprare greggio iraniano. Nelle settimane passate gli Usa avevano detto di voler bloccare tutte le esportazioni di petrolio di Teheran entro novembre, cosa che aveva fatto salire i prezzi. "Vogliamo che gli acquisti di petrolio (iraniano) siano vicini allo zero, ma in certi casi se le persone non possono farlo immediatamente, considereremo delle eccezioni", ha detto Mnuchin venerdì in un commento a Reuters, embargato fino alla mattina di lunedì in America. Anche l'oro s'indebolisce sul finale di seduta e il contratto spot perde lo 0,4% scivolando sotto 1.240 dollari l'oncia.