MILANO - Le lunghe ombre di una guerra commerciale e di una decelarazione della crescita cinese tengono sulle spine gli investitori, mentre il del numero uno della Fed, Jerome Powell, al Parlamento americano spiega che la crescita Usa è solida, la disoccupazione calerà ancora e i recenti dati sull'inflazione sono incoraggianti. Un insieme di fattori che fanno ritenere a Powell che "ora" la "strada migliore" da seguire è quella di un graduale rialzo dei tassi. Alcuni osservatori di peso, dal Fmi a Larry Fink di BlackRock, hanno annotato come la guerra dei dazi - alla quale hanno provato a rispondere Ue e Giappone con il loro accordo - possa impattare sulla crescita in una maniera che gli investitori non hanno ancora scontato: ben presto questo clima accomodante e di bassa volatilità che si percepisce nelle sale operative potrebbe esser messo a dura prova dalla realtà amara delle barriere al libero scambio. Per altro, il governatore Fed ha smorzato i toni di Trump con un semplice "no, non penso" a chi gli chiedeva se l'Europa fosse nemica degli Usa, come sostenuto dal presidente.
Le Borse europee chiudono in allungo dopo le parole di Powell, che provocano l'arretramento dell'euro: Milano sale alla fine dello 0,71%, Parigi aggiunge lo 0,25%, Londra lo 0,5% e Francoforte lo 0,9%. La storia di giornata di Piazza Affari riguarda Mediaset e F2i, che hanno ufficializzato l'Opa sulla società delle torri EI Towers con l'intento di delistarla per poi creare un operatore unico con Rai Way. Da registrare anche i dati sulle immatricolazioni europee di auto, con Fca in rallentamento rispetto al resto del mercato ma il titolo tiene. Wall Street migliora dopo le prime battute: quando chiudono gli scambi del Vecchio continente, il Dow gira in positivo dello 0,1%, il Nasdaq aggiunge lo 0,2%. Il mercato sta subendo l'effetto Netflix (-13%) dopo i conti deludenti.
Chiusura in rialzo questa mattina per la Borsa di Tokyo, dopo il weekend lungo (ieri il giappone festeggiava il Giorno della Marina). L'indice Nikkei ha iniziato la settimana guadagnando lo 0,44%, il Topix ha invece chiuso in rialzo dello 0,87%. A favorire il risultato positivo, il corso favorevole dello yen, che ha compensato le inquietudini legate ai possibili effetti dei conflitti in materia di commercio sulla crescita mondiale. Effetti di cui ha preso atto anche la Cina, che vede all'orizzonte incertezze nell'economia per le tensioni commerciali con gli Stati Uniti, ma mantiene la fiducia nel raggiungimento dell'obiettivo di crescita entro fine anno, fissato "attorno al 6,5%", secondo quanto dichiarato dal portavoce della Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme.
Tratta quasi in calo lo spread fra Btp e Bund, che scende sotto 215 punti base dai 220 della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale italiano scivola sotto il 2,5% per la prima volta da maggio scorso. L'euro chiude in calo sotto quota 1,17 dollari dopo l'audizione del presidente della Fed: la moneta unica passa di mano a 1,1684 dollari e a 131,79 yen. Biglietto verde che si rafforza anche sulla valuta nipponica a 112,81 yen. In Italia, l'Istat traccia un maggio positivo per l'industria mentre rivede le stime di inflazione. In Gran Bretagna, la disoccupazione è stabile al 4,2% a fine maggio. La produzione industriale negli Stati Uniti è salita infine in giugno dello 0,6%. Il dato è superiore alle attese degli analisti, che scommettevano su un aumento dello 0,5%.
Sul fronte delle materie prime, il prezzo dell'oro torna a scendere e alla chiusura dei mercati europei perde l'1% sotto 1.230 dollari l'oncia. Andamento contrastato per il petrolio, dopo le recenti e pesanti vendite: quando terminano gli scambi europei il greggio Wti perde lo 0,9% a 67,4 dollari e il Brent sale dello 0,3% a 72 dollari al barile. "Il prezzo del Brent è sceso di oltre il 4% la notte scorsa a circa 72 dollari al barile dopo le parole del segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Steve Mnuchin, che ha comunicato che alcune compagnie importatrici di greggio potrebbero ricevere deroghe per continuare ad acquistare il petrolio iraniano. Ci aspettiamo che l'allentamento delle sanzioni aumenti l'offerta di mercato e quindi abbassi i prezzi del petrolio. Inoltre, l'Arabia Saudita è tornata ad aumentare la produzione, che era stata limitata per sostenere il prezzo", commenta Andrea Martella di Cmc Markets.
Le Borse europee chiudono in allungo dopo le parole di Powell, che provocano l'arretramento dell'euro: Milano sale alla fine dello 0,71%, Parigi aggiunge lo 0,25%, Londra lo 0,5% e Francoforte lo 0,9%. La storia di giornata di Piazza Affari riguarda Mediaset e F2i, che hanno ufficializzato l'Opa sulla società delle torri EI Towers con l'intento di delistarla per poi creare un operatore unico con Rai Way. Da registrare anche i dati sulle immatricolazioni europee di auto, con Fca in rallentamento rispetto al resto del mercato ma il titolo tiene. Wall Street migliora dopo le prime battute: quando chiudono gli scambi del Vecchio continente, il Dow gira in positivo dello 0,1%, il Nasdaq aggiunge lo 0,2%. Il mercato sta subendo l'effetto Netflix (-13%) dopo i conti deludenti.
Chiusura in rialzo questa mattina per la Borsa di Tokyo, dopo il weekend lungo (ieri il giappone festeggiava il Giorno della Marina). L'indice Nikkei ha iniziato la settimana guadagnando lo 0,44%, il Topix ha invece chiuso in rialzo dello 0,87%. A favorire il risultato positivo, il corso favorevole dello yen, che ha compensato le inquietudini legate ai possibili effetti dei conflitti in materia di commercio sulla crescita mondiale. Effetti di cui ha preso atto anche la Cina, che vede all'orizzonte incertezze nell'economia per le tensioni commerciali con gli Stati Uniti, ma mantiene la fiducia nel raggiungimento dell'obiettivo di crescita entro fine anno, fissato "attorno al 6,5%", secondo quanto dichiarato dal portavoce della Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme.
Tratta quasi in calo lo spread fra Btp e Bund, che scende sotto 215 punti base dai 220 della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale italiano scivola sotto il 2,5% per la prima volta da maggio scorso. L'euro chiude in calo sotto quota 1,17 dollari dopo l'audizione del presidente della Fed: la moneta unica passa di mano a 1,1684 dollari e a 131,79 yen. Biglietto verde che si rafforza anche sulla valuta nipponica a 112,81 yen. In Italia, l'Istat traccia un maggio positivo per l'industria mentre rivede le stime di inflazione. In Gran Bretagna, la disoccupazione è stabile al 4,2% a fine maggio. La produzione industriale negli Stati Uniti è salita infine in giugno dello 0,6%. Il dato è superiore alle attese degli analisti, che scommettevano su un aumento dello 0,5%.
Sul fronte delle materie prime, il prezzo dell'oro torna a scendere e alla chiusura dei mercati europei perde l'1% sotto 1.230 dollari l'oncia. Andamento contrastato per il petrolio, dopo le recenti e pesanti vendite: quando terminano gli scambi europei il greggio Wti perde lo 0,9% a 67,4 dollari e il Brent sale dello 0,3% a 72 dollari al barile. "Il prezzo del Brent è sceso di oltre il 4% la notte scorsa a circa 72 dollari al barile dopo le parole del segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Steve Mnuchin, che ha comunicato che alcune compagnie importatrici di greggio potrebbero ricevere deroghe per continuare ad acquistare il petrolio iraniano. Ci aspettiamo che l'allentamento delle sanzioni aumenti l'offerta di mercato e quindi abbassi i prezzi del petrolio. Inoltre, l'Arabia Saudita è tornata ad aumentare la produzione, che era stata limitata per sostenere il prezzo", commenta Andrea Martella di Cmc Markets.