✕

Vigilanza, Ivri e Allsystem verso la fusione

Il nuovo gruppo avrebbe 6mila dipendenti e 400 milioni di fatturato. Sulle intese tra le due società (e altre) aveva acceso un faro l'Antitrust
1 minuti di lettura
MILANO - Maxi-operazione nel settore della vigilanza, con AllSystem e Ivri, gruppi italiani della sicurezza, che hanno annunciato nel fine settimana di aver raggiunto un accordo in base al quale il controllo di Ivri, gruppo palermitano facente capo sino ad ora alla famiglia Basile, passa a un nuovo soggetto controllato dalla Allsystem di Vincenzo Serrani.

Il completamento dell'operazione sarà soggetto, tra l'altro, all'approvazione da parte dell'Autorità antitrust. L'intesa farebbe nascere una realtà con circa 400 milioni di fatturato aggregato, seimila dipendenti e oltre 80 mila clienti, con la presenza in tutte le province italiane.

"Conosco Vincenzo Serrani da lunga data, è un imprenditore competente, prudente e con le giuste visioni del nostro mercato. Con lui abbiamo programmi che vanno oltre Ivri e che hanno l'obbiettivo di contribuire al miglioramento del mercato" dice Filippo Basile. Per Vincenzo Serrani "l&#…
MILANO - Maxi-operazione nel settore della vigilanza, con AllSystem e Ivri, gruppi italiani della sicurezza, che hanno annunciato nel fine settimana di aver raggiunto un accordo in base al quale il controllo di Ivri, gruppo palermitano facente capo sino ad ora alla famiglia Basile, passa a un nuovo soggetto controllato dalla Allsystem di Vincenzo Serrani.

Il completamento dell'operazione sarà soggetto, tra l'altro, all'approvazione da parte dell'Autorità antitrust. L'intesa farebbe nascere una realtà con circa 400 milioni di fatturato aggregato, seimila dipendenti e oltre 80 mila clienti, con la presenza in tutte le province italiane.

"Conosco Vincenzo Serrani da lunga data, è un imprenditore competente, prudente e con le giuste visioni del nostro mercato. Con lui abbiamo programmi che vanno oltre Ivri e che hanno l'obbiettivo di contribuire al miglioramento del mercato" dice Filippo Basile. Per Vincenzo Serrani "l'operazione che abbiamo definito è molto  importante per il mercato: significa maggiore efficienza, migliorare il contenuto tecnologico dei servizi, rispondendo alle sollecitazioni che ci arrivano dai nostri clienti".

Nei mesi scorsi le due società erano emerse insieme ad altre come facenti parte di un ipotesi di cartello, sul quale ha acceso un faro l'Antitrust, per spartirsi quasi 178 milioni di appalti da Regione Lombardia, Emilia Romagna, Expo 2015 e Trenord. Cinque le società coinvolte nell'approfondimento.