Economia

Bce, tassi invariati fino a tutta l'estate 2019. Draghi: "Il protezionismo è una minaccia"

Il presidente dell'Eurotower: "Crescita solida e diffusa nell'Eurozona ma ancora necessario lo stimolo monetario", ma prende poszione contro i dazi di Trump

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MILANO -  La Bce lascia i tassi di interesse invariati, in linea con le attese del mercato. I tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale  - spiega Francoforte - rimarranno rispettivamente allo 0%, allo 0,25% e al -0,40%. Con la sua nota l'Eurotower aggiunge anche che il costo del denaro rimarrà ai livelli attuali almeno fino a a tutta l'estate 2019. La Bce - come anunciato già lo scorso giugno - terminerà a dicembre gli acquisti netti di titoli con cui conduce il 'quantitative easing', mentre gli acquisti caleranno a 15 miliardi a partire da ottobre.

Parlando in conferenza stampa il presidente Mario Draghi ha spiegato che la tabella di marcia resta invariata, "Se i dati più recenti confermeranno le nostre prospettive per l'inflazione a medio termine". "Nonostante le incertezze sul commercio globale i dati indicano che l'Eurozona precede su un terreno di crescita solida e diffusa", ha comunque spiegato Draghi, sottolineando che anche l'inflazione continuerà a riavvicinarsi ai livelli desiderati dalla Bce, ma "uno stimolo monetario significativo è ancora necessario".  "I rischi per le prospettive di crescita restano sostanzialmente bilanciati nell'area dell'euro", ma "hanno tuttavia acquistato più preminenza le incertezze connesse a fattori di carattere globale, fra cui la minaccia di maggiore protezionismo". Chiaro il riferimento ai dazi voluti da Trump, che ieri si è incontrato con il presidente europeo Juncker, un incontro che ha posto le basi di un accordo. Auspica una soluzione anche il ministro del Tesoro Usa, Steven Mnuchin. "E' ancora troppo presto per valutare l'esatto contenuto dell'accordo, abbiamo preso nota del meeting. Si può dire che è un buon segno perchè in un certo senso mostra che c'è una volontà di tornare a discutere di questioni commerciali in un quadro nuovamente multilaterale. Ma sarebbe difficile dire altro"
Serve, secondo Draghi, uno stimolo significativo da parte della politica monetaria per sostenere l'ulteriore accumularsi di pressioni interne sui prezzi e la dinamica dell'inflazione complessiva nel medio periodo. Draghi ha sottolineato come tale sostegno continuerà a derivare dagli acquisti netti di attività sino alla fine dell'anno, dalle notevoli consistenze acquistate e dai reinvestimenti a esse collegati, nonchè dalle indicazioni prospettiche sui tassi di interesse di riferimento. "In ogni caso - ha aggiunto - il consiglio direttivo è pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno, per assicurare che l'inflazione continui ad avvicinarsi stabilmente al livello perseguito dal consiglio direttivo".

 "Se i dati più recenti confermeranno le nostre prospettive per l'inflazione a medio termine, ridurremo il ritmo mensile degli acquisti netti di attività a 15 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2018 e in seguito porremo termine agli acquisti netti". "Per poter fruire appieno dei benefici derivanti dalle nostre misure di politica monetaria, le altre politiche devono contribuire in modo più decisivo a incrementare il potenziale di crescita a più lungo termine e a ridurre le vulnerabilità". L'attuazione delle riforme strutturali nei paesi dell'area dell'euro "va considerevolmente accelerata per consolidare la capacità di tenuta, ridurre la disoccupazione strutturale e rafforzare la produttività e il potenziale di crescita dell'area".

Per quanto riguarda le politiche di bilancio, "l'espansione generalizzata in corso spinge a ricostituire margini di manovra nelle finanze pubbliche. Ciò è particolarmente importante per i paesi in cui il debito pubblico resta elevato". "A tutti i paesi gioverebbe intensificare gli sforzi per conseguire una composizione delle finanze pubbliche più favorevole alla crescita". "Una piena, trasparente e coerente attuazione del patto di stabilità e crescita e della procedura per gli squilibri macroeconomici, nel tempo e nei vari paesi - ha aggiunto - resta essenziale per consolidare la capacità di tenuta dell'economia dell'area dell'euro".