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Borse europee positive con le trimestrali. Milano +1,2% con banche e Leonardo

Miglioramenti dopo l'apertura incerta in scia a Wall Street. La Boj lascia invariati i tassi ma apre a flessibilità sui target futuri. In calo i Treasuries. L'euro scivola sotto 1,17 dollari
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MILANO - Le Borse europee chiudono in positivo dopo una giornata in crescendo, caratterizzata dalla pubblicazione di trimestrali che convincono gli investitori. Milano, che era la migliore fin dalle prime battute, termina con un guadagno dell'1,25% con Leonardo che brilla (+10%) dopo che ieri la società ha rivisto al rialzo le stime sull'anno. Bene il comparto bancario, si segnala anche il balzo di Tiscali dopo l'accordo da 150 milioni con Fastweb e la performance solida di Italgas a valle della pubblicazione dei conti semestrali.

Cauti rialzi sulle altre Piazze del Vecchio continente: Londra sale dello 0,62% finale, mentre Parigi aggiunge lo 0,37% e Francoforte lo 0,06%. Positiva Wall Street: quando gli scambi europei si avviano a conclusione, il Dow Jones sale dello 0,46%, l'S&P500 dello 0,38% e il Nasdaq dello 0,45%.

Poco mossa questa mattina Tokyo (-0,04%) dopo che la Bank of Japan ha annunciato di mantenere invariata la propria politica monetaria, pur…
MILANO - Le Borse europee chiudono in positivo dopo una giornata in crescendo, caratterizzata dalla pubblicazione di trimestrali che convincono gli investitori. Milano, che era la migliore fin dalle prime battute, termina con un guadagno dell'1,25% con Leonardo che brilla (+10%) dopo che ieri la società ha rivisto al rialzo le stime sull'anno. Bene il comparto bancario, si segnala anche il balzo di Tiscali dopo l'accordo da 150 milioni con Fastweb e la performance solida di Italgas a valle della pubblicazione dei conti semestrali.

Cauti rialzi sulle altre Piazze del Vecchio continente: Londra sale dello 0,62% finale, mentre Parigi aggiunge lo 0,37% e Francoforte lo 0,06%. Positiva Wall Street: quando gli scambi europei si avviano a conclusione, il Dow Jones sale dello 0,46%, l'S&P500 dello 0,38% e il Nasdaq dello 0,45%.

Poco mossa questa mattina Tokyo (-0,04%) dopo che la Bank of Japan ha annunciato di mantenere invariata la propria politica monetaria, pur decidendo di rendere la propria politica più flessibile a proposito dei target dei tassi di lungo termine. Grande attesa per la trimestrale di questa sera di Apple, mentre Samsung dimostra di soffrire la concorrenza sul mercato degli smartphone.

Le mosse della Boj hanno avuto riceadute anche sui Treasuries Usa, i cui rendimenti sono scesi di quasi 3 punti base, al 2,950%. Sul fronte valutario invece l'euro termina in leggero ribasso sotto 1,17 dollari: la moneta unica vale 1,1696 in vista degli incontri di politica monetaria della Fed di domani e della Banca d'Inghilterra di giovedì. Poco mosso anche lo spread, che nel finale si stringe leggermente in area 230 punti base con il rendimento del decennale italiano al 2,7%.

Ricchissimo come detto il menù dei dati macro della giornata. Ad aprire le danze questa mattina gli aggiornamenti dal Giappone, dove il tasso di disoccupazione è salito al 2,4% a giugno e la produzione industriale è scesa del 2,1%. sempre nello stesso mese, deludendo in entrambi i casi le attese degli analisti. Tra i tanti dati attesi il più importante, sulla sponda italiana, è la stima dell'Istat sul Pil nel secondo trimestre con un +0,2% rispetto al primo periodo dell'anno e un +1,1% rispetto al secondo del 2017. Si tratta di un passo inferiore a quello registrato nell'ultimo anno e mezzo che sembra certificare in pieno i timori del ministro Tria sulla minore verve dell'Italia in questa fase. Sempre l'Istat, oltre alla crescita dell'inflazione a luglio, aveva segnalato in precedenza la risalita della disoccupazione a giugno, con un tasso al 10,9% e il record per i contratti a termine. Stabile invece il tasso di senza lavoro in Germania: 5,2% a luglio. Accelera l'inflazione in Francia, con i prezzi che salgono del 2,3% annuo a luglio. Molteplici gli indicatori provenienti dagli Usa, tra i quali la fiducia dei consumatori a luglio e il costo del lavoro nel secondo trimestre dell'anno.

Amplia il calo il prezzo del petrolio nella seduta americana, ritracciando sotto quota 69 dollari al barile con il Wti che segna un calo del 2%. Al termine degli scambi in Europa, il Brent arretra dello 0,85% a 74,3 dollari al barile. Intanto, in Italia, dopo quasi un mese di calma arrivano i primi rialzi alla pompa di benzina. Di nuovo sui mercati internazionali, oro stabile con il lingotto spot a 1.221 dollari l'oncia. Il metallo segna comunque il quarto mese consecutivo di ribassi (a inizio luglio era a 1253 dollari) colpito, fra l'altro, dalla corsa del dollaro.