Economia

I pianoforti americani Steinway nel mirino dei cinesi

Il re degli strumenti acustici potrebbe cambiare bandiera, anche se ci sarebbero altri compratori potenziali interessati al marchio fondato a Manhattan nel 1853 da un immigrato tedesco

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ROMA - I pianoforti Steinway potrebbero suonare al chiaro di luna cinese. Il marchio più noto del settore che produce lo strumento caro a Rachmaninoff e Cole Porter, è entrato nei radar di China Poly Music group, compagnia di Stato di ampio respiro, attiva nei più disparati settori dell'economia, dalla vendita di armi, fino all'arte e ai media.

La società, controllata dalla famiglia di Deng Xiaoping, avrebbe pronta un'offerta per i pianoforti che al magnate Usa John Paulson sono costati nel 2013 poco più di 512 milioni di dollari. Ora però è venuto il momento di capitalizzare e cedere l'attività a chi potrebbe, soprattutto in Cina, allargare le vendite cercando di diffondere l'amore per la musica e gli strumenti musicali.

Ma secondo alcune fonti ci sarebbero anche altri attori interessati all'acquisizione della società che ha sede a Waltham, Massachusetts ma che nacque nel 1853 in un loft di Manhattan, grazie all'intuito di un immigrato tedesco, Henry Engelhard Steinway. Il marchio Steinway's include i nomi più noti nel settore musicale, in particolare per gli ottoni (le trombe Bach Stradivarius, i sassofoni e i corni Selmer e Conn, i clarinetti Leblanc, i tromboni King) oltre alle batterie e percussioni Ludwig.