Economia

Borse Ue al traino di Wall Street. Rendimenti in rialzo all'asta dei Bot semestrali. Vola l'economia Usa

I listini europei chiudono poco sopra la parità con l'ennesima spinta di Wall Street. Spread in calo. Euro in rialzo sul filo di 1,17 dollari. Il Pil americano è cresciuto del 4,2% nel secondo trimestre

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MILANO - Le Borse europee chiudono in leggero miglioramento grazie ancora una volta alla spinta della Borsa americana. Milano riesce a sollevare il capo dopo una mattinata in rosso e strappa un guadagno finale dello 0,68%. Londra è l'unica a restare in negativo dello 0,7% - ma anche per effetto del cambio con la sterlina - mentre Francoforte e Parigi guadagnano rispettivamente lo 0,27 e lo 0,3 per cento. Wall Street chiude in positivo, con il Nasdaq e lo S&P 500 che aggiornano i propri record rispettivamente a 8.109,69 (+0,99%) e a 2.914,08 (+0,57%) e il Dow Jones che sale dello 0,24% a 26.125,25 punti.

Gli investitori Usa sono concentrati soprattutto sugli sviluppo del nuovo trattato di libero scambio nordamericano che dovrebbe sostituire il Nafta. L'intesa fino ad ora è stata raggiunta solo tra Stati Uniti e Messico ma i due Paesi sperano di convincere anche il Canada ad aderire. Sulla sponda asiastica ha fatto bene in mattinata Tokyo (+0.15%), chiudendo la settima seduta positiva consecutiva, un record da ottobre.

L'euro chiude in rialzo e torna sul filo degli 1,17 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1701 dollari e 130,65. Dollaro/yen a 111,71. La lira turca continua a rimanere sotto pressione in un contesto di sfiducia verso il futuro del paese: oggi perde quasi 4 punti percentuali nei confronti del dollaro (-3,86%) scivolando a 0,1550. A pesare il nuovo allarme sul settore bancario del Paese, lanciato da Moody's: l'agenzia di rating ha rivisto al ribasso i rating di diverse banche.

Intanto sul fronte domestico lo spread resta osservato speciale. Oggi il differenziale termina la seduta in calo rispetto alla chiusura di ieri a 280 punti, a 271 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,12%. Un test per i nostri titoli di Stato è arrivato con l'asta dei Bot semestrali. Sei miliardi di titoli sono stati collocati con un rendimento allo 0,438%, in rialzo rispetto allo 0,066% di luglio. Se si prende come termine di paragone l'emissione di pari importo e durata di aprile - prima della crisi istituzionale - l'aggravio per le casse pubbliche è di circa 25 milioni. Ieri i Ctz a due anni avevano visto invece schizzare i rendimenti all'1,27%, in netto rialzo rispetto alle aste precedenti. Si segnala poi la continua tensione con l'Europa, col commissario Oettinger che torna a richiamare Roma sul rispetto degli impegni finanziari verso il bilancio comunitario.

Tra i dati macroeconomici di giornata, la fiducia dei consumatori in Germania è calata marginalmente a settembre, secondo l'indagine mensile del gruppo di ricerca di mercato GfK a 10,5 dal 10,6 di agosto. Il punteggio era previsto restasse invariato a 10,6. Negli Usa il Pil è cresciuto nel secondo trimestre più della stima preliminare: +4,2% invece di 4,1%. Si tratta della maggior crescita registrata dopo il +4,9% del terzo trimestre del 2014 ed è una netta accelerazione rispetto al +2,2% del periodo precedente. Sempre dagli Stati Uniti si registra che nell'ultima settimana l'indice che misura le nuove richieste di mutui ipotecari ha evidenziato un -1,7% (+4,2% per il dato precedente).
Quando gli scambi europei terminano, il petrolio Wti segna una crescita dell'1% a 69,2 dollari, grazie al calo delle scorte Usa superiore alle attese. Il Brent cresce dello 0,7% a 76,5 dollari al barile. In leggero rialzo anche l'oro, che segna un +0,2% a 1.203 dollari l'oncia.