Borse Ue al traino di Wall Street. Rendimenti in rialzo all'asta dei Bot semestrali. Vola l'economia Usa
Flavio Bini, di FLAVIO BINII listini europei chiudono poco sopra la parità con l'ennesima spinta di Wall Street. Spread in calo. Euro in rialzo sul filo di 1,17 dollari. Il Pil americano è cresciuto del 4,2% nel secondo trimestre
MILANO - Le Borse europee chiudono in leggero miglioramento grazie ancora una volta alla spinta della Borsa americana. Milano riesce a sollevare il capo dopo una mattinata in rosso e strappa un guadagno finale dello 0,68%. Londra è l'unica a restare in negativo dello 0,7% - ma anche per effetto del cambio con la sterlina - mentre Francoforte e Parigi guadagnano rispettivamente lo 0,27 e lo 0,3 per cento. Wall Street chiude in positivo, con il Nasdaq e lo S&P 500 che aggiornano i propri record rispettivamente a 8.109,69 (+0,99%) e a 2.914,08 (+0,57%) e il Dow Jones che sale dello 0,24% a 26.125,25 punti.
Gli investitori Usa sono concentrati soprattutto sugli sviluppo del nuovo trattato di libero scambio nordamericano che dovrebbe sostituire il Nafta. L'intesa fino ad ora è stata raggiunta solo tra Stati Uniti e Messico ma i due Paesi sperano di convincere anche il Canada ad aderire. Sulla sponda asiastica ha fatto bene in mattinata Tokyo (+0.15%), chiudendo l…
Gli investitori Usa sono concentrati soprattutto sugli sviluppo del nuovo trattato di libero scambio nordamericano che dovrebbe sostituire il Nafta. L'intesa fino ad ora è stata raggiunta solo tra Stati Uniti e Messico ma i due Paesi sperano di convincere anche il Canada ad aderire. Sulla sponda asiastica ha fatto bene in mattinata Tokyo (+0.15%), chiudendo l…
MILANO - Le Borse europee chiudono in leggero miglioramento grazie ancora una volta alla spinta della Borsa americana. Milano riesce a sollevare il capo dopo una mattinata in rosso e strappa un guadagno finale dello 0,68%. Londra è l'unica a restare in negativo dello 0,7% - ma anche per effetto del cambio con la sterlina - mentre Francoforte e Parigi guadagnano rispettivamente lo 0,27 e lo 0,3 per cento. Wall Street chiude in positivo, con il Nasdaq e lo S&P 500 che aggiornano i propri record rispettivamente a 8.109,69 (+0,99%) e a 2.914,08 (+0,57%) e il Dow Jones che sale dello 0,24% a 26.125,25 punti.
Gli investitori Usa sono concentrati soprattutto sugli sviluppo del nuovo trattato di libero scambio nordamericano che dovrebbe sostituire il Nafta. L'intesa fino ad ora è stata raggiunta solo tra Stati Uniti e Messico ma i due Paesi sperano di convincere anche il Canada ad aderire. Sulla sponda asiastica ha fatto bene in mattinata Tokyo (+0.15%), chiudendo la settima seduta positiva consecutiva, un record da ottobre.
L'euro chiude in rialzo e torna sul filo degli 1,17 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1701 dollari e 130,65. Dollaro/yen a 111,71. La lira turca continua a rimanere sotto pressione in un contesto di sfiducia verso il futuro del paese: oggi perde quasi 4 punti percentuali nei confronti del dollaro (-3,86%) scivolando a 0,1550. A pesare il nuovo allarme sul settore bancario del Paese, lanciato da Moody's: l'agenzia di rating ha rivisto al ribasso i rating di diverse banche.
Intanto sul fronte domestico lo spread resta osservato speciale. Oggi il differenziale termina la seduta in calo rispetto alla chiusura di ieri a 280 punti, a 271 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,12%. Un test per i nostri titoli di Stato è arrivato con l'asta dei Bot semestrali. Sei miliardi di titoli sono stati collocati con un rendimento allo 0,438%, in rialzo rispetto allo 0,066% di luglio. Se si prende come termine di paragone l'emissione di pari importo e durata di aprile - prima della crisi istituzionale - l'aggravio per le casse pubbliche è di circa 25 milioni. Ieri i Ctz a due anni avevano visto invece schizzare i rendimenti all'1,27%, in netto rialzo rispetto alle aste precedenti. Si segnala poi la continua tensione con l'Europa, col commissario Oettinger che torna a richiamare Roma sul rispetto degli impegni finanziari verso il bilancio comunitario.
Tra i dati macroeconomici di giornata, la fiducia dei consumatori in Germania è calata marginalmente a settembre, secondo l'indagine mensile del gruppo di ricerca di mercato GfK a 10,5 dal 10,6 di agosto. Il punteggio era previsto restasse invariato a 10,6. Negli Usa il Pil è cresciuto nel secondo trimestre più della stima preliminare: +4,2% invece di 4,1%. Si tratta della maggior crescita registrata dopo il +4,9% del terzo trimestre del 2014 ed è una netta accelerazione rispetto al +2,2% del periodo precedente. Sempre dagli Stati Uniti si registra che nell'ultima settimana l'indice che misura le nuove richieste di mutui ipotecari ha evidenziato un -1,7% (+4,2% per il dato precedente).Quando gli scambi europei terminano, il petrolio Wti segna una crescita dell'1% a 69,2 dollari, grazie al calo delle scorte Usa superiore alle attese. Il Brent cresce dello 0,7% a 76,5 dollari al barile. In leggero rialzo anche l'oro, che segna un +0,2% a 1.203 dollari l'oncia.
Gli investitori Usa sono concentrati soprattutto sugli sviluppo del nuovo trattato di libero scambio nordamericano che dovrebbe sostituire il Nafta. L'intesa fino ad ora è stata raggiunta solo tra Stati Uniti e Messico ma i due Paesi sperano di convincere anche il Canada ad aderire. Sulla sponda asiastica ha fatto bene in mattinata Tokyo (+0.15%), chiudendo la settima seduta positiva consecutiva, un record da ottobre.
L'euro chiude in rialzo e torna sul filo degli 1,17 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1701 dollari e 130,65. Dollaro/yen a 111,71. La lira turca continua a rimanere sotto pressione in un contesto di sfiducia verso il futuro del paese: oggi perde quasi 4 punti percentuali nei confronti del dollaro (-3,86%) scivolando a 0,1550. A pesare il nuovo allarme sul settore bancario del Paese, lanciato da Moody's: l'agenzia di rating ha rivisto al ribasso i rating di diverse banche.
Intanto sul fronte domestico lo spread resta osservato speciale. Oggi il differenziale termina la seduta in calo rispetto alla chiusura di ieri a 280 punti, a 271 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,12%. Un test per i nostri titoli di Stato è arrivato con l'asta dei Bot semestrali. Sei miliardi di titoli sono stati collocati con un rendimento allo 0,438%, in rialzo rispetto allo 0,066% di luglio. Se si prende come termine di paragone l'emissione di pari importo e durata di aprile - prima della crisi istituzionale - l'aggravio per le casse pubbliche è di circa 25 milioni. Ieri i Ctz a due anni avevano visto invece schizzare i rendimenti all'1,27%, in netto rialzo rispetto alle aste precedenti. Si segnala poi la continua tensione con l'Europa, col commissario Oettinger che torna a richiamare Roma sul rispetto degli impegni finanziari verso il bilancio comunitario.
Tra i dati macroeconomici di giornata, la fiducia dei consumatori in Germania è calata marginalmente a settembre, secondo l'indagine mensile del gruppo di ricerca di mercato GfK a 10,5 dal 10,6 di agosto. Il punteggio era previsto restasse invariato a 10,6. Negli Usa il Pil è cresciuto nel secondo trimestre più della stima preliminare: +4,2% invece di 4,1%. Si tratta della maggior crescita registrata dopo il +4,9% del terzo trimestre del 2014 ed è una netta accelerazione rispetto al +2,2% del periodo precedente. Sempre dagli Stati Uniti si registra che nell'ultima settimana l'indice che misura le nuove richieste di mutui ipotecari ha evidenziato un -1,7% (+4,2% per il dato precedente).Quando gli scambi europei terminano, il petrolio Wti segna una crescita dell'1% a 69,2 dollari, grazie al calo delle scorte Usa superiore alle attese. Il Brent cresce dello 0,7% a 76,5 dollari al barile. In leggero rialzo anche l'oro, che segna un +0,2% a 1.203 dollari l'oncia.