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Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli visita il luogo del disastro a Genova (ansa)

Autostrade: obblighi rispettati. L’ira di Toninelli: indecenti

Il cda della società respinge le contestazioni del governo. Il ministro: paghino e poi tacciano
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Altro che ipotesi di accordo tra Autostrade e il Governo, con la possibilità che lo Stato entri nel capitale di Atlantia, utilizzando la Cassa Depositi Prestiti. Tra la società del gruppo Benetton e la maggioranza gialloverde lo scontro sulle conseguenze del crollo del Ponte Morandi torna durissimo e scivola verso una battaglia legale in cui le parti non se la mandano a dire. Autostrade difende il suo operato, sostenendo di aver "rispettato tutti gli obblighi della concessione". In pratica, respinge ogni responsabilità sull'accaduto. Una posizione che fa infuriare - e non poco - i membri dell'esecutivo. Risponde per primo, ma non sarà il solo, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli: "Sono indecenti". Più politica, ma egualmente inequivocabile, la replica del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti: "Il primo obiettivo del governo è la revoca della concessione".

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Altro che ipotesi di accordo tra Autostrade e il Governo, con la possibilità che lo Stato entri nel capitale di Atlantia, utilizzando la Cassa Depositi Prestiti. Tra la società del gruppo Benetton e la maggioranza gialloverde lo scontro sulle conseguenze del crollo del Ponte Morandi torna durissimo e scivola verso una battaglia legale in cui le parti non se la mandano a dire. Autostrade difende il suo operato, sostenendo di aver "rispettato tutti gli obblighi della concessione". In pratica, respinge ogni responsabilità sull'accaduto. Una posizione che fa infuriare - e non poco - i membri dell'esecutivo. Risponde per primo, ma non sarà il solo, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli: "Sono indecenti". Più politica, ma egualmente inequivocabile, la replica del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti: "Il primo obiettivo del governo è la revoca della concessione".

Ad innescare la nuova polemica è l'esito del doppio consiglio di amministrazione di ieri, prima di Atlantia e poi della controllata Autostrade per l'Italia: si sono riuniti a Roma per licenziare il testo con il quale le società dei Benetton hanno replicato alla lettera del ministero dei Trasporti che ha avviato l'iter per la revoca della concessione. Oltre venti pagine, consegnate ieri sera, poche ore prima della scadenza perentoria dei 15 giorni concessi. Un testo diviso in tre parti: la prima giuridica in cui si respinge l'ipotesi di revoca, la seconda tecnica in cui si nega di aver violato i termini della concessione, la terza di ricostruzione degli interventi fatti e la bontà dei controlli. E dove, con tutta probabilità, si chiamano in causa anche i controlli fatti da altri.

Il tutto così sintetizzato in un comunicato ufficiale: i cda hanno "preso atto degli elementi di confutazione alla lettera del Ministero delle Infrastrutture datata 16 agosto 2018 predisposti dalle strutture tecniche della società ed ha confermato il proprio convincimento in merito al puntuale adempimento degli obblighi concessori".

La mancata assunzione di qualsiasi responsabilità scatena via Twitter il ministro Toninelli: "È incredibile sentir parlare Autostrade di puntuale adempimento degli obblighi contrattuali dopo una tragedia con 43 morti, 9 feriti, centinaia di sfollati e imprese in ginocchio. Siamo all'indecenza. Rimetteremo le cose a posto e ridaremo sicurezza ai cittadini". Non è da meno l'intervento del vicepremier Luigi Di Maio, nel suo caso via Facebook: "Autostrade dice di aver fatto un puntuale adempimento degli obblighi concessori previsti dalla convenzione con lo Stato. Me la sono riletta tutta attentamente. Far crollare un ponte causando 43 morti non era nel contratto". Poi, il ministro dello Sviluppo economico sale di livello e se la prende direttamente con l'azionista di riferimento: "Dai Benetton ci aspettiamo solo scuse e i soldi per la ricostruzione del Ponte, che non faranno loro. Per il resto consiglio di tacere".

Autostrade non trova sponda nemmeno tra i leghisti. La posizione è assunta dal sottosegretario Giorgetti ed è una altra sentenza: "Il primo obiettivo è la revoca della concessione. Non credo che la si possa nazionalizzare affidandola all'Anas, non ha strutture tecniche e la capacità. La rimetteremo in gara". Ricorsi, permettendo si intende.