Economia

Consumi al palo, per Confesercenti cresceranno al minimo dal 2014

Stimata una espansione del solo 1% per quest'anno: "Sono il grande malato della nostra economia, serve una svolta fiscale per dare fiducia alle famiglie"

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MILANO - Gli ultimi dati dell'Istat sulla crescita in rallentamento hanno mostrato che i consumi delle famiglie faticano a dare una spinta significativa alla nostra economia. E a giudicare dalle stime che aggiunge Cer per Confesercenti, è difficile che nel breve futuro rappresentino un vero motore di espansione: nell'indagine macroeconomica sui consumi degli italiani nel 2018 si prevede un aumento del solo 1%, la crescita minore dal 2014 ed "inferiore all'1,4% auspicato dal Def".

Secondo il Cer, inoltre, la debolezza proseguirà anche nel 2019 (+1%) e si accentuerà (+0,7%) nel 2020. In valori assoluti, si tratta di circa 5 miliardi di euro di spesa all'anno in meno rispetto alle previsioni nel 2018-2019-2020. In frenata anche il Pil con +1,3% nel 2018, +1,2% nel 2019 e +1,1% nel 2020.

L'analisi aggiunge anche l'ipotesi di scuola di far scattare gli aumenti dell'Iva: ebbene, i consumi allora rallenterebbero nel 2020 fino a crescere solo dello 0,3% mentre il Pil si arresterebbe ad uno +0,8%. La variazione dei consumi, secondo l'indagine, si abbasserebbe allo 0,8% già nel 2019.

A pesare sui consumi - e, di conseguenza, sulla crescita dell'intera economia - per l'analisi è il deciso indebolimento del potere d'acquisto, la cui crescita si è dimezzata passando dal +1,4% del 2015-2016 al +0,7% di quest'anno. Ma incide anche il deterioramento del clima di fiducia delle famiglie consumatrici, che rende improbabile un recupero della spesa nell'ultima parte dell'anno.

"I consumi delle famiglie sono, purtroppo, il grande malato della nostra economia", commenta Patrizia De Luise, Presidente di Confesercenti. "Come se non bastasse un'economia in netta frenata, il sistema Paese italiano sembra quasi diventato strutturalmente anti-impresa. Basti pensare alla pressione fiscale sulle PMI, già oltre il 60%. Ma c'è anche l'eccesso di burocrazia, un macigno che pesa 22 miliardi di euro l'anno, e una grave situazione del credito". Per la presidente della Confesercenti, "serve almeno una svolta netta sul piano fiscale, che ridia fiducia ed ossigeno alle famiglie. O i consumi e il nostro Pil rimarranno al palo".