MILANO - In una seduta negativa pe rle Borse europee, Milano va controcorrente grazie al sensibile calo dello spread e trainata dal settore bancario archivia la sedura in rialzo dell'1,01%. Il differenziale, sotto pressione la scorsa settimana, oggi è retrocesso di oltre 15 punti a 264 con il rendimento del decennale italiano a un passo dal tornare sotto il 3%. Tra le note stonate da segnalare Tim, che ha lasciato sul terreno il 5,99% con il suo ad Amos Genish che come segnale di fiducia ha annunciato di avere acquistato un milione di azioni a 523 mila euro.
Di segno opposto come detto le altre piazze finanziarie. Londra cede lo 0,6%, Francoforte perde l'1,1% e Parigi cala dell'1,31%. In ribasso anche Wall Street: alla chiusura delle Borse europee il Dow Jones cede lo 0,3% e il Nasdaq perde lo 0,48 %. In mattinata Tokyo aveva chiuso in flessione dello 0,05%. Sulla sponda valutaria si mantiene debole l'euro, in calo sul dollaro a 1,156 dollari
Tra i dati macroeconomici di giornata, l'indice Ism manifatturiero, che misura l'andamento del settore della manifattura negli Stati Uniti, è salito in agosto a 61,3, ai massimi da 14 anni. Il dato è sopra le attese degli analisti, che scommettevano su 57,5. I prezzi alla produzione nell'Eurozona hanno evidenziato a luglio un aumento dello 0,4% rispetto a giugno, contro un +0,3% atteso dagli analisti. Su base annua la variazione è stata del 4%. Negli Usa, Fca ha registrato un +10% nelle vendite, sospinta soprattutto da Jeep e Ram
Dopo una seduta in positivo, il petrolio ha virato in negativo: il future a ottobre sul wti scende dello 0,23% a 69,54 dollari al barile, mentre la consegna a novembre sul brent si attesta in discesa dello 0,06% a 78,12 dollari. In flessione l'oro, a 1192 dollari l'oncia.
Di segno opposto come detto le altre piazze finanziarie. Londra cede lo 0,6%, Francoforte perde l'1,1% e Parigi cala dell'1,31%. In ribasso anche Wall Street: alla chiusura delle Borse europee il Dow Jones cede lo 0,3% e il Nasdaq perde lo 0,48 %. In mattinata Tokyo aveva chiuso in flessione dello 0,05%. Sulla sponda valutaria si mantiene debole l'euro, in calo sul dollaro a 1,156 dollari
Tra i dati macroeconomici di giornata, l'indice Ism manifatturiero, che misura l'andamento del settore della manifattura negli Stati Uniti, è salito in agosto a 61,3, ai massimi da 14 anni. Il dato è sopra le attese degli analisti, che scommettevano su 57,5. I prezzi alla produzione nell'Eurozona hanno evidenziato a luglio un aumento dello 0,4% rispetto a giugno, contro un +0,3% atteso dagli analisti. Su base annua la variazione è stata del 4%. Negli Usa, Fca ha registrato un +10% nelle vendite, sospinta soprattutto da Jeep e Ram
Dopo una seduta in positivo, il petrolio ha virato in negativo: il future a ottobre sul wti scende dello 0,23% a 69,54 dollari al barile, mentre la consegna a novembre sul brent si attesta in discesa dello 0,06% a 78,12 dollari. In flessione l'oro, a 1192 dollari l'oncia.