Economia

Ferrari (Tim): congiura francese ai nostri danni

Il consigliere d'amministrazione del colosso delle tlc: un broker transalpino ha declassato il nostro titolo con tesi ridicole, tasso di penetrazione di Iliad tutto da verificare, Vivendi doveva criticare la governance nelle sedi opportune e non in pubblico

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ROMA - "Non commento mai le vicende di una società quotata e tantomeno di una società importante come Tim, nella quale sono anche consigliere di amministrazione. Certo, quello che posso dire - afferma Massimo Ferrari, consigliere Tim - è che succedono cose singolari".

"E' molto singolare che in due giorni un broker francese attacchi Tim con tesi fantasiose, una ricerca ridicola e riveda il proprio target price al ribasso del 30%, dopo che il titolo aveva già perso il 30-40% per fattori chiaramente esogeni. E' singolare che un concorrente sempre francese (iliad, ndr) - dopo aver investito solo qualche milione - diffonda trionfalmente risultati in Italia senza che nessuno possa verificare il suo vero grado di penetrazione e di efficienza".

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Infine "un azionista rilevante, sempre francese, Vivendi, ritiiene di rendere pubbliche proprie soggettive valutazioni sul titolo e sulla governance della società. In tutto il mondo ed in particolare in Italia, i commenti sul funzionamento della governance, se ci sono, si fanno nelle sedi opportune, ovvero nei consigli di amministrazione e, a mia memoria, non ne ho ascoltato nessuno sino ad oggi".

Ferrari - che è Cfo di Salini Impregilo - conclude: "La verità è che le aziende debbono essere gestite dal management con decisioni assunte nell'ambito di piani industriali approvati dal board. Il management è responsabile di assumere e implementare le decisioni nell'interesse della società e di tutti gli stakeholder. Tim non ha bisogno di chiacchiere, ma di fatti: decisioni importanti ed execution".