Economia

"Una parte del tesoro della Stasi è ancora nelle banche svizzere": la denuncia di un deputato elvetico

L'accusa del deputato socialista  Hans Stöckli in una interpellanza al Parlamento: “Penso che su questa vicenda siamo ancora lontani dalla verità”. Negli istituti potrebbe essere rimasta una somma tra i 150 e i 200 milioni di euro

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A volte ritornano. Ci riferiamo ai misteri della Guerra Fredda e, in particolare, alla caccia ai capitali occultati, in Svizzera, dalla Stasi, la feroce polizia segreta della Germania Orientale. In Svizzera ma, anche, in Austria. Con un’inchiesta, iniziata all’indomani dello sgretolamento del blocco comunista, la Germania riunificata ha dato avvio al tentativo di rintracciare la fortuna depositata nelle banche elvetiche dalla DDR, poco prima del 1989, quando cadde il Muro. In Svizzera finì una parte abbastanza consistente del vero e proprio impero finanziario creato, nel corso degli anni, dal regime di Berlino Est. Parliamo di 20 miliardi di Ostmarks, circa 20 miliardi di dollari, in base al cambio alla pari con il marco occidentale, imposto dal governanti tedesco-orientali.

“I funzionari comunisti della DDR erano particolarmente dotati nel far sparire i soldi e ci è voluto parecchio tempo, per recuperare una parte del bottino”, ha spiegato, alla tv pubblica svizzera, Hubertus Knabbe, direttore del memoriale del carcere della Stasi. In effetti bisogna attendere il 2006 prima che la Germania riunificata individui e torni in possesso di una prima tranche di quel bottino. 199 milioni di euro che, grazie alla complicità di uomini d’affari, mediatori, ma anche politici svizzeri senza scrupoli, gli agenti della Stasi avevano depositato nella Confederazione e manovravano a loro piacimento. “Con il suo agire la Svizzera si è resa corresponsabile della stabilizzazione del sistema tedesco-orientale e della sopravvivenza della dittattura al potere a Berlino Est”, ha denunciato il giornalista di Berna, Ricardo Tarli, autore del libro “Zona d’operazione Svizzera: gli affari oscuri della Stasi”.

Si diceva di una prima tranche del bottino, di cui la Germania è tornata in possesso. In effetti, anche se il Governo di Berna è convinto che del tesoro della DDR non sia rimasto più nulla, in Svizzera, il deputato socialista al Parlamento elvetico, Hans Stöckli la pensa diversamente, come ha scritto in un’interpellanza all'esecutivo. “Penso che su questa vicenda siamo ancora lontani dalla verità”, la sua convinzione. A quanto pare dai 150 ai 200 milioni di euro del bottino tedesco-orientale sono ancora nascosti da qualche parte e intestati a gente che ha fornito una falsa identità, per rendere impossibile il loro recupero.