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(ansa)

Tria blinda i suoi dirigenti: solo i 5s difendono Casalino

Conte si schiera col portavoce e Di Maio rilancia: “Tra i burocrati c’è chi rema contro”. Gelo del Carroccio, mentre il Mef avverte: tocca alla politica dire dove trovare i soldi
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Confermato al suo posto di portavoce. Anzi, difeso dal premier Conte e da Luigi Di Maio. Dopo l'audio pubblicato da Repubblica che contiene attacchi ai tecnici dell'Economia, Rocco Casalino continuerà a stare a Palazzo Chigi. Casalino spiega e Conte riprende le sue parole: "La diffusione dell'audio configura condotte gravemente illegittime che tradiscono fondamentali principi costituzionali e deontologici. Mi rifiuto finanche di entrare nel merito dei suoi contenuti". Un appello alla privacy. 

Anche Di Maio, appena tornato dalla Cina, fa muro: "Attaccano i nostri comunicatori. Fanno la morale a Casalino. La verità è che una parte della burocrazia rema contro". Giancarlo Giorgetti però affonda: "Il portavoce non può cacciare nessuno". E le opposizioni chiedono le dimissioni di Casalino. 

E Tria? Chi conosce il ministro dell'Economia sa che nelle circostanze difficili ricorre alle immagini che g…
Confermato al suo posto di portavoce. Anzi, difeso dal premier Conte e da Luigi Di Maio. Dopo l'audio pubblicato da Repubblica che contiene attacchi ai tecnici dell'Economia, Rocco Casalino continuerà a stare a Palazzo Chigi. Casalino spiega e Conte riprende le sue parole: "La diffusione dell'audio configura condotte gravemente illegittime che tradiscono fondamentali principi costituzionali e deontologici. Mi rifiuto finanche di entrare nel merito dei suoi contenuti". Un appello alla privacy. 

Anche Di Maio, appena tornato dalla Cina, fa muro: "Attaccano i nostri comunicatori. Fanno la morale a Casalino. La verità è che una parte della burocrazia rema contro". Giancarlo Giorgetti però affonda: "Il portavoce non può cacciare nessuno". E le opposizioni chiedono le dimissioni di Casalino. 

E Tria? Chi conosce il ministro dell'Economia sa che nelle circostanze difficili ricorre alle immagini che gli vengono dalla sua passione per il mare. E la frase che in queste ore sussurra ai suoi amici suona più o meno così: "Meglio navigare col mare sereno che in mezzo alla tempesta". E invece le pressioni dei gialloverdi per avere tutto e subito, per mantenere le promesse, dalla riforma della Fornero, alla flat tax e, soprattutto, alle richieste grilline per un reddito di cittadinanza da 10 miliardi, stanno scatenando la tempesta.

E come se non bastasse i suoi tecnici sono nel mirino: M5S ne chiede la testa da settimane e li accusa di "remare contro", di fare il gioco di Pd e Berlusconi, fino alla grottesca vicenda del portavoce di Palazzo Chigi. Rocco Casalino che in una registrazione medita, se non arriveranno i soldi necessari, una "megavendetta", nei confronti di Via Venti Settembre.
Lo stile di Tria è asciutto e sereno: nessuna polemica e nessuna retorica sul ruolo dei servitori dello Stato, che è naturalmente implicito e ai quali assicura la sua "fiducia", ma un richiamo alla più semplice logica e ai ruoli delle parti in causa. "L'attribuzione di risorse a determinate voci di bilancio piuttosto che ad altre non spetta alle strutture tecniche del ministero dell'Economia perché è una scelta politica", ha fatto sapere il dicastero. 

Il senso è chiaro, ma vale la pena tradurlo ancora di più. Il pressing dei Cinque Stelle, oltre che per sfondare il deficit, nelle ultime settimane si è orientato nei confronti del Ragioniere generale e dei tecnici che vengono invitati regolarmente a trovare risorse "nelle pieghe del bilancio", come spesso dice la sottosegretaria all'Economia grillina Laura Castelli e come avalla lo stesso Conte quando chiede di darsi da fare e, dando per scontato che ci sono risorse nascoste chissà dove, esorta: "Allora troviamole!". Di qui il teorema grillino: le risorse ci sono, ma i tecnici le tengono nascoste.

Che la ragioneria abbia un piccolo margine di manovra per spostare 10 o 20 milioni da un fondo all'altro e per rinviare qualche piccola posta di bilancio, non è un segreto. Ma che possa tirare fuori dal bilancio dello Stato 10 miliardi fa un po' sorridere. Non per niente la nota del Tesoro si premura di ricordare, anche quello che sanno tutti: "Il bilancio dello Stato è pubblico e visionabile da tutti sui siti istituzionali". 

Spendiamo circa 850 miliardi all'anno e chi ha la pazienza di spulciare il sito della Ragioneria generale dello Stato può verificarlo e, se non si fida, può scorrere il Rendiconto generale dello Stato redatto ogni anno dalla Corte dei conti. Senza contare l'Istat, l'Eurostat, le missione dell'Fmi e della Commissione. 

Di fronte al tentativo di mettere in croce Daniele Franco, il Ragioniere generale che ormai invoca la pace della sue Dolomiti e ricorre al malinconico Dickens per dire che il "debito riduce i margini di libertà", Tria spiega che i tecnici del Mef stanno "lavorando attivamente" per valutare costi ed effetti della varie proposte politiche e delle coperture. Ma non hanno la bacchetta magica: "Le decisioni sulla scelta delle soluzioni competono alla politica". 
Insomma sono i Cinque Stelle e la Lega che devono prendersi la responsabilità politica di individuare le risorse.