ROMA - Alitalia sta bene, e nel corso del trimestre estivo arriva (finalmente) all'utile. Nel corso della audizione in Parlamento dei tre commissari della ex compagnia di bandiera, per sottoporre quale sia la "Situazione economica e finanziaria dell'impresa" sono emerse delle novità che riguardano lo stato di salute del gruppo aereo in amministrazione straordinaria.
Luigi Gubitosi ha spiegato che "l'estate che si sta concludendo è stato un buon periodo per Alitalia, il trend di crescita è ripartito e anche nel terzo trimestre cresciamo. Al 25 settembre possiamo dire di aver archiviato un trimestre interessante nel corso del quale dovrebbe chiudere con un piccolissimo utile. Un profitto minimo, anche se è da tanto tempo che non succedeva - ha spiegato il commissario - e sarebbe magnifico farlo anche in inverno". Importanti sono state le riduzioni dei costi e miglioramento dei ricavi "nonostante il prezzo del petrolio sia salito considerevolmente". Ma quel che serve oggi, sono "più aerei" proprio per mantenere alta l'offerta. Di qui l'aumento del 7,1% a 835 milioni di euro del fatturato trimestrale.
Secondo Stefano Paleari, che ha illustrato la situazione finanziaria della compagnia, "al 2 maggio 2017, primo giorno di amministrazione straordinaria Alitalia aveva 83 milioni in cassa contro 3 miliardi di fatturato annuo. Poteva durare solo qualche giorno - spiega il commissario - ed inoltre erano stati già venduti 530 milioni di euro, pari a 4,5 milioni di passeggeri in prevendita nei mesi successivi". In pratica senza un contributo statale "la vita della compagnia non si sarebbe potuta perpetuare". Alitalia, inoltre, "presentava contratti svantaggiosi da vari punti di vista, come i leasing degli aerei. Le relazioni sindacali erano ai minimi, deteriorate".
Ma come si è arrivati a questo piccolo utile? Nel periodo di amministrazione straordinaria sono stati ridotti del 12% del 2017 e del 23% nel 2018 i costi di leasing. La flotta è di 118 velivoli: sono 41 proprietà e 77 leasing, di questi 26 lungo raggio. Nel 2018 il costo dei leasing sarà di 234 milioni contro i 321 milioni (90 in meno) del 2016. Questo senza modificare i ricavi di "volo", che sono cresciuti di 192 milioni nel 2018 sul 2016.
Andando avanti nell'analisi dei dati, in luglio, agosto e settembre 2018, rispetto al 2017 sono cresciute le spese per il cherosene per 38 milioni. Mentre l'Ebitda sarà di 87 milioni contro i 68 del 2017. "Questo vuole dire una chiusura di 24 milioni di utile prima delle imposte" aggiunge Paleari. E guardando all'utile ante imposte "considerando gli oneri del prestito statale da 900 milioni ci sarebbe comunque un utile proiettato di 2 milioni di euro". Nei primi 9 mesi dell'anno la crescita dei ricavi è stata del 7% (passeggeri) e del 4% complessiva. Il margine operativo negativo per 258 milioni oggi è negativo per 37 milioni. "Siamo vicini al numero zero" spiega Paleari.
Altri dati: sull'intercontinentale i ricavi sono aumenti tra il 5 e l'11% nel trimestre che si sta chiudendo. Nei primi 9 mesi dell'anno sono stati circa 16,4 milioni di passeggeri trasportati (+0,4%). Di questi il lungo raggio è salito del 7,4%. La puntualità è tra le migliori al mondo così come per regolarità. Il consumo netto di cassa era pari a 519 milioni di euro prima del fallimento: nei primi 17 mesi di amministrazione straordinaria, sono stati consumati 113 milioni di cassa. Quindi oggi la cassa disponibile inclusi i depositi di garanzia chiesti ad Alitalia, ammonta complessivamente a 770 milioni.
Enrico Laghi ha poi aggiunto che "da maggio a oggi abbiamo arricchito la data room per le informazioni di dettaglio per i soggetti interessati all'acquisizione. Quindi oggi siamo nelle condizioni di poter avviare la procedura della cessione di attività, nel caso, entro il 31 ottobre". «Nessun commento» invece, da parte di Gubitosi sull'eventuale ingresso di Cdp o Fs in Alitalia: una scelta governativa»
Luigi Gubitosi ha spiegato che "l'estate che si sta concludendo è stato un buon periodo per Alitalia, il trend di crescita è ripartito e anche nel terzo trimestre cresciamo. Al 25 settembre possiamo dire di aver archiviato un trimestre interessante nel corso del quale dovrebbe chiudere con un piccolissimo utile. Un profitto minimo, anche se è da tanto tempo che non succedeva - ha spiegato il commissario - e sarebbe magnifico farlo anche in inverno". Importanti sono state le riduzioni dei costi e miglioramento dei ricavi "nonostante il prezzo del petrolio sia salito considerevolmente". Ma quel che serve oggi, sono "più aerei" proprio per mantenere alta l'offerta. Di qui l'aumento del 7,1% a 835 milioni di euro del fatturato trimestrale.
Secondo Stefano Paleari, che ha illustrato la situazione finanziaria della compagnia, "al 2 maggio 2017, primo giorno di amministrazione straordinaria Alitalia aveva 83 milioni in cassa contro 3 miliardi di fatturato annuo. Poteva durare solo qualche giorno - spiega il commissario - ed inoltre erano stati già venduti 530 milioni di euro, pari a 4,5 milioni di passeggeri in prevendita nei mesi successivi". In pratica senza un contributo statale "la vita della compagnia non si sarebbe potuta perpetuare". Alitalia, inoltre, "presentava contratti svantaggiosi da vari punti di vista, come i leasing degli aerei. Le relazioni sindacali erano ai minimi, deteriorate".
Ma come si è arrivati a questo piccolo utile? Nel periodo di amministrazione straordinaria sono stati ridotti del 12% del 2017 e del 23% nel 2018 i costi di leasing. La flotta è di 118 velivoli: sono 41 proprietà e 77 leasing, di questi 26 lungo raggio. Nel 2018 il costo dei leasing sarà di 234 milioni contro i 321 milioni (90 in meno) del 2016. Questo senza modificare i ricavi di "volo", che sono cresciuti di 192 milioni nel 2018 sul 2016.
Andando avanti nell'analisi dei dati, in luglio, agosto e settembre 2018, rispetto al 2017 sono cresciute le spese per il cherosene per 38 milioni. Mentre l'Ebitda sarà di 87 milioni contro i 68 del 2017. "Questo vuole dire una chiusura di 24 milioni di utile prima delle imposte" aggiunge Paleari. E guardando all'utile ante imposte "considerando gli oneri del prestito statale da 900 milioni ci sarebbe comunque un utile proiettato di 2 milioni di euro". Nei primi 9 mesi dell'anno la crescita dei ricavi è stata del 7% (passeggeri) e del 4% complessiva. Il margine operativo negativo per 258 milioni oggi è negativo per 37 milioni. "Siamo vicini al numero zero" spiega Paleari.
Altri dati: sull'intercontinentale i ricavi sono aumenti tra il 5 e l'11% nel trimestre che si sta chiudendo. Nei primi 9 mesi dell'anno sono stati circa 16,4 milioni di passeggeri trasportati (+0,4%). Di questi il lungo raggio è salito del 7,4%. La puntualità è tra le migliori al mondo così come per regolarità. Il consumo netto di cassa era pari a 519 milioni di euro prima del fallimento: nei primi 17 mesi di amministrazione straordinaria, sono stati consumati 113 milioni di cassa. Quindi oggi la cassa disponibile inclusi i depositi di garanzia chiesti ad Alitalia, ammonta complessivamente a 770 milioni.
Enrico Laghi ha poi aggiunto che "da maggio a oggi abbiamo arricchito la data room per le informazioni di dettaglio per i soggetti interessati all'acquisizione. Quindi oggi siamo nelle condizioni di poter avviare la procedura della cessione di attività, nel caso, entro il 31 ottobre". «Nessun commento» invece, da parte di Gubitosi sull'eventuale ingresso di Cdp o Fs in Alitalia: una scelta governativa»