Economia

Borse europee caute in attesa della Fed. Lo spread scende a 230 punti

La Banca centrale Usa era attesa alla terza stretta sui tassi dell'anno, puntualmente arrivata. Argentina e Fmi accelerano sul prestito da 50 miliardi. Tokyo chiude (+0,4%) ai massimi da inizio anno

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MILANO - Mercati europei cauti in attesa della riunione della Federal Reserve che come ampiamente previsto ha poi deciso un rialzo del costo del denaro. In prospettiva, gli analisti vedono un quarto rialzo dei tassi entro la fine dell'anno ma si aspettano anche indicazioni dal governatore Jerome Powell sui possibili impatti delle guerre commerciali sull'economia a stelle e strisce.

Infatti il discorso del presidente americano Donald Trump, pronunciato all'Onu, contro il "globalismo" e a favore del "patriottismo" ha riacceso i timori legati alle tensioni alle dogane, specialmente quelle verso la Cina, le cui pratiche "non saranno più tollerate" dagli States.

I mercati europei prendono la via dell'incertezza: Milano chiude in calo dello 0,1% con Telecom tra i titoli più venduti. Londra strappa un guadagno dello 0,05%, Francoforte sale dello 0,09% e Parigi migliora a +0,61%. I listini asiatici - dopo un avvio incerto - hanno chiuso positivi questa mattina. Chiusura in territorio negativo per Wall Street, dopo una seduta trascorsa sotto il segno più: il Dow Jones perde lo 0,39% a 26.389,01 punti, il Nasdaq cede lo 0,21% a 7.990,37 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,32% a 2.906,15 punti. Bene la Borsa di Tokyo che ha toccato i massimi da otto mesi e superato quota 24mila punti: il Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,39% a 24.033,79 punti. In recupero anche la Cina, dove Shanghai e Shenzhen hanno guadagnato poco meno dell'1% dopo che Msci ha annunciato che sta valutando l'aumento del peso delle azioni cinesi nei suoi indici globali.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi - dopo il leggero ampliamento della mattinata - chiude in calo a 230 punti base secondo la piattaforma Bloomberg per un rendimento del decennale italiano che scende al 2,83%. Resta alta la tensione intorno alla Manovra e alla vigilia della presentazione della Nota di aggiornamento del Def, che indicherà il livello di deficit/Pil atteso dal governo per il prossimo anno. Il vicepremier Luigi Di Maio è tornato a dire - a Circo Massimo su Radio Capital - che non è un tabù il livello del 2% di indebitamento sul prodotto, ribadendo il "no" ai condoni proposti dalla Lega (la soglia di sanatoria fino a 1 milione di euro "è inaccettabile"). Soltanto ieri, aveva minacciato di ritirare l'appoggio alla Nota di aggiornamento qualora il reddito di cittadinanza - promesso a partire da marzo - non fosse entrato nella legge di Bilancio. Notano gli analisti di Intesa Sanpaolo che il calo dei differenziali rispetto alla Germania registrato nei primi giorni della settimana, "più che al flusso di notizie sulla Manovra" riflette "la cautela del Mef nel fissare gli obiettivi per l'asta a medio/lungo termine di domani, il cui ammontare è stato annunciato in appena 3-4 miliardi". Intanto una buona notizia è arrivata al Tesoro: ha collocato tutti i 6 miliardi di Bot a 6 mesi (scadenza 29-03-2019). I rendimenti in assegnazione, allo 0,206% hanno mostrato una riduzione di 23 punti base rispetto all'asta precedente. Il rapporto di copertura è in calo a 1,64. Meno positiva - ad esser eufemistici - la decisione di S&P di tagliare le stime sulla crescita dell'Italia all'1,1% sia per il 2018 (dall'1,3 di giugno) che per il 2019 (dall'1,2%).

L'euro chiude in lieve calo sopra quota 1,17 dollari: passa di mano 1,1748 dollari e 132,74 yen. Dollaro/yen a 112,97. Dalla martoriata Buenos Aires arrivano segnali distensivi dopo l'abbandono a sorpresa del governatore: il governo argentino e il Fondo monetario internazionale "sono vicini al traguardo" nelle trattative  sull'erogazione del prestito da 50 miliardi di dollari che era stato concordato lo scorso maggio e che Baires ha chiesto di anticipare il seguito al peggioramento delle condizioni economiche del Paese. Lo ha detto il direttore gernale dell'Fmi, Christine Lagarde, via Twitter, aggiungendo di aver avuto "un incontro molto buono" con il presidente argentino Mauricio Macri. L'indice di fiducia dei consumatori in Francia si è portato ai minimi da due anni a 94 punti contro attese stabili a 96 e dopo che quello delle imprese manifatturiere aveva già registrato una discesa più forte del previsto a 107 da 110. Ad agosto, le vendite di case nuove negli Stati Uniti sono rimbalzate dopo due mesi di fila in calo: +3,5%, meglio delle stime.

Il prezzo del petrolio è debole alla chiusura dei mercati europei: il Wti cede mezzo punto percentuale sotto 72 dollari al barile. Pesa la salita a sorpresa delle scorte settimanali di petrolio degli Usa che arrivano a toccare 1,825 milioni di barili mentre gli analisti avevano previsto una contrazione di 1,279 milioni di barili. Anche il prezzo dell'oro è debole e il lingotto spot cede lo 0,5% a 1.194 dollari l'oncia.