Bce: "Aumento degli spread per l'incertezza politica in Italia"
L'Eurotower prende atto della volatilità sui mercati finanziari legata alle vicende italiane. Ennesimo invito a rispettare la disciplina di bilancio, in particolare laddove il debito è alto
MILANO - Mentre il governo si prepara a mettere nero su bianco i livelli di deficit/Pil previsti per il 2019 e i mercati reagiscono nervosamente alle trattative in seno alla mggioranza, anche la Banca centrale europea si prende atto dell'instabilità derivante da questa fase italiana: "I differenziali sui titoli di Stato hanno mostrato un certo livello di volatilità, in un contesto caratterizzato dal perdurare dell'incertezza politica in Italia", scrive l'Eurotower nel suo ultimo bollettino economico, notando specificatamente che "i differenziali delle obbligazioni sovrane italiane sono cresciuti in un contesto di rinnovate tensioni sul mercato" e che anche i bond di altri Paesi ne hanno risentito, "sebbene con intensità variabile".Da Francoforte arriva ancora un richiamo sulla disciplina di bilancio: "È necessario proseguire gli sforzi di risanamento delle finanze pubbliche nel pieno rispetto del Patto di stabi…
MILANO - Mentre il governo si prepara a mettere nero su bianco i livelli di deficit/Pil previsti per il 2019 e i mercati reagiscono nervosamente alle trattative in seno alla mggioranza, anche la Banca centrale europea si prende atto dell'instabilità derivante da questa fase italiana: "I differenziali sui titoli di Stato hanno mostrato un certo livello di volatilità, in un contesto caratterizzato dal perdurare dell'incertezza politica in Italia", scrive l'Eurotower nel suo ultimo bollettino economico, notando specificatamente che "i differenziali delle obbligazioni sovrane italiane sono cresciuti in un contesto di rinnovate tensioni sul mercato" e che anche i bond di altri Paesi ne hanno risentito, "sebbene con intensità variabile".Da Francoforte arriva ancora un richiamo sulla disciplina di bilancio: "È necessario proseguire gli sforzi di risanamento delle finanze pubbliche nel pieno rispetto del Patto di stabilità e di crescita", recita il bollettino mensile. "In particolare, nel caso dei paesi con elevati livelli di debito, ulteriori sforzi di risanamento sono indispensabili per imprimere all'incidenza del debito una solida dinamica discendente", continua la Banca centrale, "poiché il forte indebitamento rende tali Stati particolarmente vulnerabili a fronte di futuri casi di rallentamento economico o di nuovi episodi di instabilità nei mercati finanziari".
Confermando le parole recentemente pronunciate da Mario Draghi dopo l'ultimo Consiglio direttivo, il documento prende atto del fatto che le previsioni economiche dello staff stimano "il perdurare di un'espansione generalizzata dell'economia nell'area dell'euro e un graduale incremento dell'inflazione". Allo stesso tempo, però, "hanno assunto maggior rilievo di recente le incertezze connesse al crescente protezionismo, alle vulnerabilità nei mercati emergenti e alla volatilità sui mercati finanziari".
Ribadita infine la road map che prevede lo spegnimento del Quantitative easing, il piano straordinario d'acquisto di titoli anche di Stato, a partire dalla fine dell'anno, fatta salva la necessità di intervenire qualora cambiassero le prospettive dui prezzi: "Il Consiglio direttivo ha anticipato che, se i dati più recenti confermeranno le attuali prospettive per l'inflazione a medio termine, si porrà termine agli acquisti netti". La Bce, nel suo ultimo bollettino economico conferma dunque il suo piano di uscita dal Qe a partire da gennaio.
Confermando le parole recentemente pronunciate da Mario Draghi dopo l'ultimo Consiglio direttivo, il documento prende atto del fatto che le previsioni economiche dello staff stimano "il perdurare di un'espansione generalizzata dell'economia nell'area dell'euro e un graduale incremento dell'inflazione". Allo stesso tempo, però, "hanno assunto maggior rilievo di recente le incertezze connesse al crescente protezionismo, alle vulnerabilità nei mercati emergenti e alla volatilità sui mercati finanziari".
Ribadita infine la road map che prevede lo spegnimento del Quantitative easing, il piano straordinario d'acquisto di titoli anche di Stato, a partire dalla fine dell'anno, fatta salva la necessità di intervenire qualora cambiassero le prospettive dui prezzi: "Il Consiglio direttivo ha anticipato che, se i dati più recenti confermeranno le attuali prospettive per l'inflazione a medio termine, si porrà termine agli acquisti netti". La Bce, nel suo ultimo bollettino economico conferma dunque il suo piano di uscita dal Qe a partire da gennaio.