Pensioni, "quota 100" dopo 38 anni di contributi
Valentina ConteUna serie di paletti restringerà le uscite dal lavoro. Boeri attacca: "Pensioni anticipate pericolose e inique"
ROMA - I 7 miliardi assegnati alla Lega dall'aumento del deficit al 2,4% saranno utilizzati dal partito del vicepremier Salvini per mandare in pensione anticipata 400 mila italiani e creare altrettanti posti di lavoro, come sostiene il ministro dell'Interno. Ma 7 miliardi, seppur una cifra considerevole, non permettono di largheggiare. Tutt'altro. Ecco dunque che spunta un nuovo paletto per ridurre la platea, potenzialmente molto vasta. Un minimo contributivo di almeno 38 anni (prima era 35, poi 37) che assieme al minimo di età anagrafica di 62 anni fa "quota 100". E che rimane bloccato per tutte le altre soglie di età: 63, 64, 65, 66.
Questo significa che anticipare l'uscita dai 63 anni in poi sino ad arrivare all'età legale di pensionamento (67 anni dal 2019) comporterà uno sforamento di quella quota diventata oramai mobile. E si avrà dunque quota 101, quota 102, quota 103 e quota 104, sommando età e contributi…
ROMA - I 7 miliardi assegnati alla Lega dall'aumento del deficit al 2,4% saranno utilizzati dal partito del vicepremier Salvini per mandare in pensione anticipata 400 mila italiani e creare altrettanti posti di lavoro, come sostiene il ministro dell'Interno. Ma 7 miliardi, seppur una cifra considerevole, non permettono di largheggiare. Tutt'altro. Ecco dunque che spunta un nuovo paletto per ridurre la platea, potenzialmente molto vasta. Un minimo contributivo di almeno 38 anni (prima era 35, poi 37) che assieme al minimo di età anagrafica di 62 anni fa "quota 100". E che rimane bloccato per tutte le altre soglie di età: 63, 64, 65, 66.
Questo significa che anticipare l'uscita dai 63 anni in poi sino ad arrivare all'età legale di pensionamento (67 anni dal 2019) comporterà uno sforamento di quella quota diventata oramai mobile. E si avrà dunque quota 101, quota 102, quota 103 e quota 104, sommando età e contributi. In un caso solo l'addizione farà 100. Accadrà appunto a 62 anni con 38 di contributi.
Il punto di caduta fin qui trovato consente di restare nel budget dei 7 miliardi. Ma apre un problema negli anni successivi, quando il conto sale fino a sfiorare a regime - dal sesto in poi - anche i 15-16 miliardi. Ecco perché i paletti non finiscono qui.
Sul tavolo rimane la penalizzazione per ogni anno di anticipo richiesto: si può arrivare anche all'1,5% di taglio. Si soppesa anche l'eventualità di un ricalcolo dell'assegno col metodo contributivo: il sacrificio a quel punto potrebbe essere ben più consistente, anche 15-20%. Difficile che la Lega si spinga a tanto. Anche perché dovrà con ogni probabilità rinunciare a "quota 41", davvero molto costosa, la promessa cioè di mandare in pensione solo in base agli anni di contribuzione a prescindere dall'età.
Al suo posto, arriverà solo uno sconticino sull'adeguamento alla speranza di vita che doveva portare quel requisito a 43 anni e 3 mesi (un anno in meno per le donne) dal 2019: rimarrà fermo a 42 anni e 10 mesi com'è ora (41 anni e 3 mesi per le donne).
Nel frattempo il presidente Inps Tito Boeri ricorda al governo che la scelta di quota 100 è "pericolosa e iniqua": ci vogliono gli stipendi di due giovani per pagare una nuova pensione.