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(ansa)

Reddito di cittadinanza, operazione 780 euro: pagamenti a scalare e pin

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Niente accrediti diretti sui conti. In attesa di fare tutto con la tessera sanitaria
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Il reddito di cittadinanza arriverà sulle "card" già esistenti: bancomat, carte di credito e debito, paypal. I beneficiari useranno quel che hanno già, perché l'idea di chi nel governo sta lavorando all'erogazione dei 780 euro per i meno abbienti è quella di "non fare favori a nessuno". Molte aziende, tra cui Poste italiane, erano pronte a fornire una carta apposita, ma i progetti su cui sta lavorando il team di Diego Piacentini, il commissario straordinario per l'Agenda digitale "rubato" da Matteo Renzi ad Amazon, ma con le valigie pronte per tornare a Seattle, sono di tutt'altro tipo. E prevedono piuttosto un "pin di cittadinanza", diverso da quello già in uso per le tessere che abbiamo in portafoglio: un codice silenzioso che indirizzi la carta ad attingere dal fondo apposito.

Il sussidio sarà quindi messo a disposizione in forma di "borsellino elettronico": non si po…
Il reddito di cittadinanza arriverà sulle "card" già esistenti: bancomat, carte di credito e debito, paypal. I beneficiari useranno quel che hanno già, perché l'idea di chi nel governo sta lavorando all'erogazione dei 780 euro per i meno abbienti è quella di "non fare favori a nessuno". Molte aziende, tra cui Poste italiane, erano pronte a fornire una carta apposita, ma i progetti su cui sta lavorando il team di Diego Piacentini, il commissario straordinario per l'Agenda digitale "rubato" da Matteo Renzi ad Amazon, ma con le valigie pronte per tornare a Seattle, sono di tutt'altro tipo. E prevedono piuttosto un "pin di cittadinanza", diverso da quello già in uso per le tessere che abbiamo in portafoglio: un codice silenzioso che indirizzi la carta ad attingere dal fondo apposito.

Il sussidio sarà quindi messo a disposizione in forma di "borsellino elettronico": non si potrà ritirare al bancomat all'inizio del mese, non si potrà mettere da parte in forma di risparmio. Sarà un credito cui attingere per le spese più varie. L'intento dichiarato è quello di far crescere i consumi e, prescrive il vicepremier Di Maio, di limitarlo "ai negozi italiani". Lo Stato pagherà il venditore al momento degli acquisti, il che impedirà di accumulare i soldi. E soprattutto permetterà di tracciarli.

L'ideale, ha detto ieri Di Maio a Quarta Repubblica, sarebbe poter accreditare il reddito sulla tessera sanitaria munita di chip. Ma è difficile che questo possa avvenire subito. Così si useranno i vari bancomat. E per i bonifici, ad esempio quelli di un affitto, ci sarà BonificoPa, piattaforma già esistente e parte della più vasta PagoPa.

Non ci saranno spese vietate: nessun blocco automatico davanti all'acquisto di una tv al plasma o di un bene non di prima necessità. "Gli unici circuiti che abbiamo chiesto di escludere sono quelli di Sisal e Lottomatica", racconta chi sta lavorando al progetto, in modo che quel denaro non possa alimentare il circuito del gioco d'azzardo. Il controllo avverrà dopo, attraverso la tracciabilità delle spese.

Il rapporto è tra lo Stato e i venditori e se lo Stato si accorge, ad esempio, che un reddito di cittadinanza viene utilizzato tutto in un negozio di elettronica, farà scattare le indagini della Guardia di Finanza. Anche se, ammettono dal team digitale, si sta ancora cercando un limite alla tracciabilità. E soprattutto sarà importante capire cosa dirà al riguardo il Garante della Privacy. Il gruppo di Piacentini è fondamentale per la riuscita del progetto. Per questo il Movimento spera di mandare in porto senza problemi la nomina del successore che lo stesso ex vicepresidente Amazon ha indicato, dopo aver invano insistito perché restasse. Si tratta di Luca Attias, direttore dei Sistemi informativi della Corte dei Conti, molto stimato da tutto il team. Sarebbe una scelta in continuità. L'unica in grado di mandare l'impresa in porto.

Impresa non banale, visto che bisognerà risolvere almeno tre problemi. Il primo, le norme sulle privacy - come detto - che potrebbero ostacolare la tracciabilità. Il secondo: 1,8 milioni di famiglie italiane, secondo i dati Bankitalia, sono prive di qualunque conto corrente. Financo del conto base per chi ha un Isee basso. Il terzo: costruire un sistema dei pagamenti elettronici davvero in grado di sostenere l'intera macchina. Il cittadino quando striscia il suo bancomat e digita un "Pin di cittadinanza" - un Pin ad hoc - non attinge alle sue risorse. Ma indirizza il Pos, la macchinetta del negoziante, al borsellino elettronico gestito dallo Stato che dovrà essere in grado - in giornata - di riversare i soldi all'esercente.

E infine i centri per l'impiego. Sono pochi e mal funzionanti. E vanno riformati prima che il reddito di cittadinanza entri in vigore. Eppure le risorse sembrano già dimezzate. Dai 2 miliardi si è scivolati a uno, come ha ammesso ieri lo stesso Di Maio.