"Ciak si scienza": parte dalla Università di Napoli l'ultima campagna anti-plastica
Aldo Fontanarosa, di ALDO FONTANAROSALa docente Vincenza Faraco (della Federico II) lancia tre canali social per scuotere gli studenti e le famiglie dall'indifferenza ambientale
ROMA - Un tappo di plastica dentro il guscio di una cozza. Potremo mai digerirlo? Con questa immagine provocatoria, la docente Vincenza Faraco prova a scuotere la coscienza dei suoi studenti, delle famiglie, delle associazioni di quartiere dall'indifferenza ambientale. La Faraco - docente di Chimica e Biotecnologia delle fermentazioni alla Federico II di Napoli - mostra questa cozza nel primo filmato del canale YouTube "Ciak si scienza".
Questo canale - come anche gli account gemelli su Facebook e Instagram - fornirà informazioni di una evidente gravità sulle condizioni dei nostri mari, delle campagne, delle città; e su come rimediare. Con parole semplici e dati inequivocabili, "Ciak si scienza" ci spiegherà che forse siamo ancora in tempo per salvare il Pianeta, a patto di cambiare da subito le nostre abitudini quotidiane. E' davvero indispensabile, ad esempio, lasciare in giro tutta questa plastica?
Nel primo video di &q…
Questo canale - come anche gli account gemelli su Facebook e Instagram - fornirà informazioni di una evidente gravità sulle condizioni dei nostri mari, delle campagne, delle città; e su come rimediare. Con parole semplici e dati inequivocabili, "Ciak si scienza" ci spiegherà che forse siamo ancora in tempo per salvare il Pianeta, a patto di cambiare da subito le nostre abitudini quotidiane. E' davvero indispensabile, ad esempio, lasciare in giro tutta questa plastica?
Nel primo video di &q…
ROMA - Un tappo di plastica dentro il guscio di una cozza. Potremo mai digerirlo? Con questa immagine provocatoria, la docente Vincenza Faraco prova a scuotere la coscienza dei suoi studenti, delle famiglie, delle associazioni di quartiere dall'indifferenza ambientale. La Faraco - docente di Chimica e Biotecnologia delle fermentazioni alla Federico II di Napoli - mostra questa cozza nel primo filmato del canale YouTube "Ciak si scienza".
Questo canale - come anche gli account gemelli su Facebook e Instagram - fornirà informazioni di una evidente gravità sulle condizioni dei nostri mari, delle campagne, delle città; e su come rimediare. Con parole semplici e dati inequivocabili, "Ciak si scienza" ci spiegherà che forse siamo ancora in tempo per salvare il Pianeta, a patto di cambiare da subito le nostre abitudini quotidiane. E' davvero indispensabile, ad esempio, lasciare in giro tutta questa plastica?
Nel primo video di "Ciak si scienza", la Faraco veste i panni di Alberto Angela per ricordarci alcune cose che forse non vogliamo vedere.
Ad esempio che, dagli anni '60, un'enorme quantità di bottiglie e rifiuti si è raccolta nell'Oceano Pacifico, fino a formare una superfice grande oggi cinque volte l'Italia. Un settimo Continente, che è un po' il simbolo delle nostra cattiva coscienza ambientale.
Ad esempio che 78 spiagge italiane sono invase da 48 mila 388 rifiuti. Lo denuncia Lega Ambiente. E che il 72% dei campioni di acqua potabile esaminati in Europa risulta contaminato da materiali plastici.
E le cozze, in tutto questo?
L'Istituto norvegese per la ricerca applicata alle acque ha individuato microplastiche nell'80 per cento delle pregiate cozze blu che ha valutato. L'allarme è stato lanciato a dicembre del 2017, anche a costo di rovinare il cenone dei norvegesi.
Vincenza Faraco - che i suoi studenti hanno ribattezzato Katie Morosky - prova a spiegare che tocca prima di tutto a noi impegnarci in difesa dei mari. Come la protagonista di "Come eravamo", interpretata da Barbra Streisand, la Faraco è una perfetta sognatrice idealista.
Dunque un buon esempio per i suoi studenti.
Questo canale - come anche gli account gemelli su Facebook e Instagram - fornirà informazioni di una evidente gravità sulle condizioni dei nostri mari, delle campagne, delle città; e su come rimediare. Con parole semplici e dati inequivocabili, "Ciak si scienza" ci spiegherà che forse siamo ancora in tempo per salvare il Pianeta, a patto di cambiare da subito le nostre abitudini quotidiane. E' davvero indispensabile, ad esempio, lasciare in giro tutta questa plastica?
Nel primo video di "Ciak si scienza", la Faraco veste i panni di Alberto Angela per ricordarci alcune cose che forse non vogliamo vedere.
Ad esempio che, dagli anni '60, un'enorme quantità di bottiglie e rifiuti si è raccolta nell'Oceano Pacifico, fino a formare una superfice grande oggi cinque volte l'Italia. Un settimo Continente, che è un po' il simbolo delle nostra cattiva coscienza ambientale.
Ad esempio che 78 spiagge italiane sono invase da 48 mila 388 rifiuti. Lo denuncia Lega Ambiente. E che il 72% dei campioni di acqua potabile esaminati in Europa risulta contaminato da materiali plastici.
E le cozze, in tutto questo?
L'Istituto norvegese per la ricerca applicata alle acque ha individuato microplastiche nell'80 per cento delle pregiate cozze blu che ha valutato. L'allarme è stato lanciato a dicembre del 2017, anche a costo di rovinare il cenone dei norvegesi.
Vincenza Faraco - che i suoi studenti hanno ribattezzato Katie Morosky - prova a spiegare che tocca prima di tutto a noi impegnarci in difesa dei mari. Come la protagonista di "Come eravamo", interpretata da Barbra Streisand, la Faraco è una perfetta sognatrice idealista.
Dunque un buon esempio per i suoi studenti.