Condono per decreto, niente sanzioni e more. Si pagherà in cinque anni
Roberto Petrini
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di ROBERTO PETRINI
Pronto il testo: si potranno sanare i ruoli dal 2000. Anche chi ha evaso e subito un accertamento potrà beneficiare degli sconti
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Roma - Arriva la rottamazione ter targata gialloverde. Il decreto legge, di una ventina di articoli, è pronto per essere varato nei prossimi giorni. Obiettivo: raccogliere 11 miliardi in cinque anni, dal 2019 al 2023 a colpi di 2,2 miliardi all’anno.
Si potranno condonare i ruoli, cioè i debiti con il Fisco che vengono notificati al contribuente con la cartella di pagamento, consegnati all’Agenzia delle Entrate-Equitalia lungo un arco temporale di 17 anni, dal 1° gennaio del 2000 al 31 dicembre del 2017.
L’operazione scatterà 15 giorni dopo la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» del decreto: per aderire alla definizione dei ruoli si avrà tempo fino al 30 aprile del prossimo anno e si potrà fare anche attraverso Internet. Sarà la stessa Agenzia delle entrate-Equitalia a preparare i moduli, effettuare i conteggi, e a proporre la «definizione dei ruoli» al contribuente. La gamma del…
Roma - Arriva la rottamazione ter targata gialloverde. Il decreto legge, di una ventina di articoli, è pronto per essere varato nei prossimi giorni. Obiettivo: raccogliere 11 miliardi in cinque anni, dal 2019 al 2023 a colpi di 2,2 miliardi all’anno.
Si potranno condonare i ruoli, cioè i debiti con il Fisco che vengono notificati al contribuente con la cartella di pagamento, consegnati all’Agenzia delle Entrate-Equitalia lungo un arco temporale di 17 anni, dal 1° gennaio del 2000 al 31 dicembre del 2017.
L’operazione scatterà 15 giorni dopo la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» del decreto: per aderire alla definizione dei ruoli si avrà tempo fino al 30 aprile del prossimo anno e si potrà fare anche attraverso Internet. Sarà la stessa Agenzia delle entrate-Equitalia a preparare i moduli, effettuare i conteggi, e a proporre la «definizione dei ruoli» al contribuente. La gamma delle imposte che si potranno sanare va dall’Iva, all’Irpef, all’Irap, ai contributi Inps e Inail, fino alle multe del codice della strada. Fuori solo le sanzioni della Corte di Conti e quelle per aver violato la disciplina sugli aiuti di Stato.
Il perimetro dell’intervento è simile a quello delle vecchie due rottamazioni varate nella precedente legislatura: potranno sanare coloro che hanno dichiarato regolarmente e poi non avendo i soldi o per qualsiasi altro motivo non hanno pagato, ma anche coloro che hanno ricevuto un accertamento della Guardia di Finanza o dell’Agenzia delle entrate, non hanno fatto ricorso, e si sono trovati una cartella da pagare. Le sanzioni per mettersi in regola sono il punto cruciale. Come nelle precedenti rottamazioni si dovrà pagare l’intero ammontare delle imposte e lo sconto si concretizzerà nell’annullamento delle sanzioni (che possono arrivare fino al 200 per cento) e degli interessi di mora.
L’incrocio tra soggetti interessati e entità dello sconto per mettersi in regola dà la dimensione “politica” del testo, ancora in bozze: sostanzialmente un compromesso tra le due componenti del governo. I grillini volevano infatti limitare il sanabile agli “onesti” in difficoltà, la Lega ha invece tentato di introdurre il concetto di “saldo e stralcio”, cioè uno sconto percentuale anche sulle imposte dovute. Stando alle bozze potranno sanare anche coloro che hanno evaso e subito un accertamento ma lo sconto si limiterà a sanzioni e interessi di mora. Non è escluso dunque che in consiglio dei ministri ci sia un ulteriore braccio di ferro sul testo.
L’operazione che la stessa relazione tecnica descrive come più vantaggiosa delle precedenti è meno costosa sul piano finanziario. Si potrà rateizzare per cinque anni (invece che per circa un anno come in passato con cinque rate) e si potranno utilizzare dieci rate semestrali (al 31 luglio e al 30 novembre di ciascun anno). Anche gli interessi saranno più bassi: invece del 4,5 per cento solo lo 0,3 per cento.
La bozza del provvedimento, che prevede anche la sanatoria delle liti pendenti, in primo e secondo grado, prevede una via d’uscita anche per chi ha già aderito alle rottamazioni del 2016 e del 2018: potranno salire sulla nuova rottamazione-ter e beneficiare delle dieci rate e di interessi più bassi, pari allo 0,3 per cento.