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Malpensa e Linate, il fondo F2i sfida il sindaco Sala

In scadenza Pietro Modiano, passato a Carige, il socio di minoranza chiede una governance più efficace e una maggiore crescita economica. E dopo le nuove nomine del governo a Cdp, lo scontro potrebbe essere anche politico
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MILANO - In gergo ciclistico sarebbe una volata lunga, perché se ne comincia a discutere ora per arrivare al cambio della guardia nella prossima primavera. Ma ci può stare, quando si tratta di decidere il destino di Linate e Malpensa, il polo aeroportuale italiano più importante dopo Fiumicino. In realtà, la posta in palio si chiama Sea, la spa che gestisce i due scali milanesi.

Con l’assemblea del prossimo aprile verrà nominato il nuovo consiglio di amministrazione e a dividersi le poltrone saranno da un lato il comune di Milano, socio di maggioranza con il 55 per cento delle quote e il fondo infrastrutturale F2i, che ha il rimanente 45 per cento. E anche se i patti indicano che dovrà essere il sindaco Beppe Sala a indicare il nome del nuovo capo azienda in sostituzione del banchiere Pietro Modiano (in scadenza dopo due mandati e comunque passato alla presidenza di Carige), F2i vuole giocare la sua partita. In particolare, il fondo vuo…
MILANO - In gergo ciclistico sarebbe una volata lunga, perché se ne comincia a discutere ora per arrivare al cambio della guardia nella prossima primavera. Ma ci può stare, quando si tratta di decidere il destino di Linate e Malpensa, il polo aeroportuale italiano più importante dopo Fiumicino. In realtà, la posta in palio si chiama Sea, la spa che gestisce i due scali milanesi.

Con l’assemblea del prossimo aprile verrà nominato il nuovo consiglio di amministrazione e a dividersi le poltrone saranno da un lato il comune di Milano, socio di maggioranza con il 55 per cento delle quote e il fondo infrastrutturale F2i, che ha il rimanente 45 per cento. E anche se i patti indicano che dovrà essere il sindaco Beppe Sala a indicare il nome del nuovo capo azienda in sostituzione del banchiere Pietro Modiano (in scadenza dopo due mandati e comunque passato alla presidenza di Carige), F2i vuole giocare la sua partita. In particolare, il fondo vuole cogliere l’occasione per rivedere le regole di governance di Sea, dove ora non esiste la figura di un amministratore delegato e dove tutte le decisioni più importante devono passare al vaglio del cda, rallentandone l’efficacia. E dove la figura di capo azienda si è sempre sovrapposta a quella del presidente.

Ma non è solo una questione di regole per una buona gestione. F2i avrebbe già fatto sapere al sindaco Sala di non essere soddisfatto di come stanno crescendo gli aeroporti di Milano, soprattutto dal punto di vista economico. Per quanto negli ultimi due anni Sea abbia distribuito ai soci oltre 140 milioni di dividendi (su un risultato pari a un utile di 84 milioni nel 2017 e di 93 milioni l’anno precedente), il fondo - guidato dall’ex manager di A2a Renato Ravanelli, ritiene che ci sarebbero le potenzialità per una crescita più consistente. Tenendo conto che a Malpensa, in particolare, ci sia ancora molto spazio per attirare nuovo traffico. F2i non lo dice solo per partito preso o per “stressare” finanziariamente la sua partecipazione: negli ultimi anni, il fondo è diventato uno degli operatori più importanti del settore, avendo il controllo degli scali di Napoli, Torino e Alghero, oltre una quota del 10 per cento a Bologna. E sarebbe disponibile a salire in maggioranza nella Sea, se e quando Milano deciderà di mettere il vendita le sue quote.

Per il Comune, F2i non è un cliente facile. Anche perché, con la nascita del governo gialloverde, sono cambiati gli equilibri politici, essendo Milano guidata da una giunta di centrosinistra. Tra i soci sottoscrittori di F2i, infatti, c’è la Cassa Depositi Prestiti (oltre alle fondazione bancarie e una serie di fondi, anche internazionali). E i vertici di Cdp sono appena stati rinnovati dal governo. Per cui la scelta del nuovo capo azienda sarà un terreno delicato per non dire minato, dove possono cadere candidati anche illustri (si sono già fatti i nomi dell’ex ad di Fs Renato Mazzoncini e di Poste Italiane Francesco Caio).
Anche su questo punto, F2i avrebbe già fatto sapere al sindaco che la scelta dovrebbe ricadere su chi ha esperienza del settore, meglio se dall’esterno. Al lavoro c’è una società di head hunter, che proporrà una rosa di nomi: ma il braccio di ferro è solo all’inizio.