Ecco che cosa l'Europa non accetta della manovra italiana.
Le spese primarie
Istruzione, sanità, pensioni. Sono i settori chiave che lo Stato tiene in piedi per venire incontro alle necessità primarie delle famiglie. Si tratta di settori costosi, nei quali lo Stato riversa gran parte delle sue risorse. L'Europa ammette che la spesa possa aumentare su questi fronti, ma limitatamente allo 0,1%. Invece la Manovra italiana annuncia "un tasso nominale di crescita della spesa pubblica primaria netta del 2,7%". Troppo, secondo Bruxelles. L'impatto sui conti nazionali sarebbe pari addirittura allo 0,8% del Pil, in violazione delle raccomandazioni comunitarie del luglio 2018.Manovra, Camusso (CGIL): "Salvini non ha argomenti, cerca un nemico"
L'incognita del debito
Finora l'Italia ha sempre perseguito la riduzione del suo enorme debito, sia pure come obiettivo di medio termine. Le Manovre italiane, insomma, tracciavano la strada per ridimensionare gradualmente un debito che è pari al 130% della ricchezza nazionale. Ora - con la Manovra del governo Conte - questo impegno al taglio del debito viene a mancare. E la Commissione Europea ci contesta la rinuncia. Già nel 2017, l'Europa lamentava che il debito italiano fosse troppo lontano dal tetto ammesso del 60% rispetto al Pil. Ma considerava "fattore rilevante" la volontà di sforbiciare progressivamente il debito. Una volontà che rispettava gli impegni europei del Patto di Stabilità, in particolare le clausole "preventive". La Manovra Salvini-Di Maio non rispetta più queste clausole "preventive".
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