Economia

Borse in rialzo. Piazza Affari la migliore, spread in netto calo

Listini positivi in Europa, Wall Street rimbalza dopo il tonfo di ieri. Asia in netto ribasso. In calo a ottobre l'indice Ifo

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MILANO - Giornata di tregua per lo spread alla vigilia dell'atteso verdetto di Standard & Poor's, che domani si esprimerà sul rating italiano a una settimana esatta dal giudizio negativo di Moody's. Il differenziale Btp/Bund è sceso decisamente e ha terminato la sua corsa a 309 punti con il rendimento del titolo decennale italiano al 3,48%. Sia il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sia il ministro dell'Economia Giovanni Tria hanno manifestato preoccupazione per i livelli degli ultimi giorni: "Se si mantiene a questi livelli è un problema", ha detto il capo del governo. "Non è una febbre a 40, ma non è nemmeno un 37. Non possiamo mantenerlo a lungo", ha sottolineato a Porta a Porta Tria. In mattinata a Radio24 Di Maio si è detto fiducioso che "lo spread scenderà".
Da Francoforte invece il presidente della Bce ha ribadito che è escluso qualsiasi tipo di sostegno da parte dell'Eurotower all'Italia. "Finanziare i deficit non è nel nostro mandato", ha spiegato ricordando che l'unico strumento possimbile è l'Omt, il cosiddetto scudo anti-spread, mai attivato, e comunque subordinato all'adozoni di severe condizioni in termini di riforme strutturali e aggiustamento dei conti.
Le tensioni sui titoli italiani arrivano comunque nel cuore di un nervosismo che tocca tutti i listini. All'indomani della pesantissima seduta di ieri, Wall Street rimbalza e procede in rialzo. Il Dow Jones cresce dell'1,54%, l'S&P500 l'1,73% e il Nasdaq il 2,65%.

Tokyo ha chiuso in calo del 3,71%, in linea con tutti gli altri listini asiatici, che hanno però ridotto le perdite. L'Europa parte in calo e poi ritrova slancio nel corso della giornata. Milano termina in rialzo dell'1,78% con Pirelli (+4,47%), Campari (3,72%) e Mediobanca (+3,63%) tra i migliori. Positive anche le altre: Londra cresce dello 0,59%, Francoforte dell'1,03% e Parigi sale dell'1,6%.

Le turbolenze sul fronte azionario spingono gli investitori alla cautela. L'euro chiude sotto quota quota 1,14
dollari dopo che la Bce ha confermato i suoi tassi di interesse e i termini del piano di ritiro del Qe a fine anno. La moneta europea passa di mano a 1,1373 dollari e 127,94 yen.

Tra i dati macro in programma oggi, l'indice Ifo che misura la fiducia delle imprese tedesche è calato a 102,8 punti nel mese di ottobre, rispetto ai 103,7 del mese precedente mentre negli Usa i sussidi settimanali per i disoccupati salgono a 215 mila, in linea con le previsioni.

Sale anche il prezzo del petrolio. Il Wti, contratto con consegna a dicembre, sale dello 0,9% a 67,4 dollari al barile. Ferma la sua corsa l'oro, dopo la crescita degli ultimi giorni il lingotto rallenta a 1230 dollari l'oncia.